L’isola di Caprera: natura, storia e forte vento

Di , scritto il 09 Maggio 2012

Non ci sono dubbi sul fatto che il mare della Sardegna non tema rivali. Soprattutto per i fondali trasparenti di quel grappolo di isole e isolotti incastonati nelle acque delle Bocche di Bonifacio che formano l’arcipelago della Maddalena. Delle sette isole che lo compongono, Caprera è forse la più conosciuta, grazie ai suoi trascorsi garibaldini e alla celebre scuola di vela che qui la sua base. Questa isola è la più orientale e la più ricca di vegetazione; ha una forma assai singolare, che secondo qualcuno ricorda un po’ la sagoma di un geco. Nel suo paesaggio sono presenti tutte le possibili sfumature del verde: quello degli olivastri, delle tamerici, dei pini, delle pigne e poi il verde cristallino delle acque che la circondano.

L’isola, perennemente battuta dal vento, è disabitata. Si raggiunge attraversando un ponte che passa sopra acque molto basse, simili a quelle di un lago. Il passaggio sull’isola porta il visitatore in una quiete totale: anche nei momenti di relativo affollamento, qui c’è sempre la possibilità di trovare uno spazio silenzioso. Per la perfetta conservazione dell’ambiente naturale, Caprera piace sia ai turisti appassionati del mare che agli appassionati di storia.

Infatti, come accennavamo sopra, l’isola fu l’ultimo rifugio di Giuseppe Garibaldi che ne acquistò gran parte del territorio e ne fece il rifugio dei suoi ultimi anni. Nella Casa Bianca visse infatti fino alla morte nel 1882, forse guardando per l’ultima volta dal suo letto la Corsica e la sua città natale, Nizza. E questa è solo una parte della vasta area museale dedicata all’Eroe dei due mondi che include tenute, edifici e cimeli a lui appartenuti, tra cui le opere che egli stesso costruì, come il forno, il mulino, la falegnameria. A poche decine di metri si trova il gruppo di tombe di famiglia, tra cui spicca il poderoso masso di granito sotto il quale il patriota riposa.

Altri due luoghi molto suggestivi di Caprera sono l’altura del Monte Telaione, in realtà alto solo 212 metri. Su queste pietre non c’è veramente nulla, soltanto granito rosso e una splendida vista sul porto e i traghetti – e tanto vento. E poi, la spiaggia del Relitto, dove si trova la carcassa di legno di metallo di una vecchia barca naufragata tra gli scogli.


4 commenti su “L’isola di Caprera: natura, storia e forte vento”
  1. Ventosa ma non noiosa, ecco cosa potremmo dire di Caprera, l’isola perfetta per chi ama andare in barca a vela. Un luogo assolutamente da visitare, che conquista ogni anno migliaia di visitatori.

  2. […] preziosi centri balneari. Tra questi, Baia Sardinia, presso un tratto di litorale che guarda verso Caprera e offre una magnifica veduta sia sul Golfo che sull’animato arcipelago della […]

  3. Spettacolare il ponte che da La Maddalena porta a Caprera. La prima volta che andai alla casa di Garibaldi rimasi particolarmente colpito della vita tutto sommato modesta che un così grande personaggio potesse condurre dopo aver vinto guerre e costruito democrazie in mezzo mondo. Una lezione da imparare… Posto strepitoso per fare vela!

  4. […] del borgo Moneta si raggiunge in cinque minuti d’auto il ponte che collega l’isola a Caprera di cui abbiamo già parlato […]


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