Villa Wolkonsky: l’esclusiva residenza dell’ambasciatore inglese a Roma

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villa wolkonskySe qualcuno tra i nostri lettori avrà la fortuna di essere invitato per un evento speciale a Villa Wolkonsky, la residenza ufficiale dell’ambasciatore inglese a Roma, si troverà in un’oasi di pace che nessuno si aspetta nel cuore pulsante di Roma. Il complesso è infatti situato su un terreno di vari ettari che si estende sulla collina dell’Esquilino, all’interno delle Mura Aureliane, con vista sulla Basilica di San Giovanni in Laterano. All’interno, alberi secolari e fiori dai profumi intensi, fontane, tombe romane e i resti dell’acquedotto Claudio costruito nel 52 d.C. nel parco privato più esteso della capitale.

Intensa e variegata la storia del complesso: a metà dell’800 fu scelto dalla moglie di un attendente dello zar Alessandro I per trasformare una tenuta agricola in un salotto a cielo aperto per gli intellettuali di passaggio a Roma. Poi il giardino fu acquistato nel 1922 dal governo di Berlino e ne fa la residenza dell’ambasciatore tedesco in Italia e durante l’occupazione diventa la sede del comando generale nazista comandato da Kappler. Alla fine della guerra il governo italiano mette la villa a disposizione del governo britannico, che la acquista nel 1951.

Nel giardino prospera l’olmo più antico di Roma e altri antichi esemplari di specie rarissime di origine tropicale.

Il parco della Villa è stato sottoposto a un ambizioso programma di restauro a partire dal 2011 all’insegna dell’ecosostenibilità, con riciclo dell’acqua, compostaggio ed energie rinnovabili, per riportare lo spirito del disegno originale della principessa. Durante il processo di restauro, molti reperti in marmo sono stati “riscoperti” e purtroppo si sono rivelati in cattive condizioni. Dopo anni di lavoro il restauro della collezione Wolkonsky è stato ultimato e i reperti sono stati collocati in un nuovo allestimento. Alcuni di essi, come i ritratti funerari di famiglia e i sarcofagi a bassorilievo, sono stati posizionati lungo il viale che costeggia l’acquedotto per riproporre, anche se con nuove modalità espositive, il fascino originario del giardino Wolkonsky.


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