Turismo davvero alternativo: Arabia Saudita

Di
Madain Saleh

L’Arabia Saudita è la culla dell’Islam ed è abituata a ricevere ogni anno milioni di visitatori da tutto per compiere il pellegrinaggio rituale a La Mecca e a Medina.

Ma in Arabia Saudita il turismo organizzato “normale” è iniziato ad arrivare da pochi anni. In realtà questo paese è un mondo tutto da scoprire. Possibilmente meglio andarci nelle stagioni meno calde, per poter apprezzare appieno il fascino del deserto di sabbia più esteso del mondo (chiamato Rub’al-Khali) ma anche delle zone collinose dove ogni tanto si intravedono chiazze d’erba su cui pascolano i greggi di pecore delle tribù beduine o i cammelli.

Le regole sociali in Arabia Saudita

Le regole sociali in Arabia Saudita sono molto rigide: gli uomini sauditi indossano una tipica tunica chiamata thobe e una sorta di foulard a scacchi rossi e bianchi sul capo. Le donne devono indossare l’abaya, un’ampio abito nero lunga fino ai piedi e un velo che nasconde la testa e gran parte del volto.

Nelle case e nei locali pubblici esistono entrate a parte per le donne e nei ristoranti le famiglie sono tenute separate dagli uomini single, per esempio con un paravento. Chi si reca in Arabia Saudita è tenuto a osservare le rigide regole di comportamento del paese, per non attirare l’attenzione della Mutawwa, la polizia religiosa. Anche le donne straniere sono tenute a coprirsi come le saudite. Sono molti i limiti oggettivi per il turista (non ultima l’impossibilità di trovare bevande alcoliche), ma il viaggio in un paese di questo tipo è comunque interessante e i luoghi spettacolari non mancano.

Cosa visitare in Arabia Saudita

Al Faisaliah

* Riyad, la capitale, situata nel cuore del paese, una città dai ritmi di lavoro molto intensi. In particolare, nella città vecchia, la fortezza Masmak (oggi museo dedicato ad Abdul Aziz, primo re dell’Arabia Saudita), il Palazzo al-Murabba, il Museo nazionale e il vecchio suk; nella parte nuova della città vale la pena di salire sul grattacielo della Kingdom Tower (99 piani), da cui si ammira uno splendido panorama e sull’Al Faisaliah Tower (nella foto), che ospita tra gli altri il ristorante Globe, un enorme globo di vetro sospeso a 250 m.

* Jeddah, un moderna metropoli affacciata sul Mar Rosso (all’altezza del Sudan) dalla mentalità leggermente più aperta, in cui gli occidentali si sentono più a casa. Nei club degli hotel di lusso situati sullo splendido litorale orlato di palme uomini e donne possono addirittura nuotare nella stessa piscina o sedere allo stesso tavolo senza problemi! Qui esistono hotel spettacolari, anche se spesso propongono prezzi stratosferici. E’ un po’ l’alternativa saudita, più rispettosa delle regole religiose, all’emirato di Dubai dove invece non esistono limiti ad alcol e sfrenatezze.

* Madain Saleh, uno splendido sito archeologico che si raggiunge dopo ben tre ore di viaggio in jeep nel deserto. Le sue rocce appaiono d’improvviso, come se venissero da un’altro pianeta. In alti contrafforti di roccia calcarea color ruggine, ai tempi dei viaggi commerciali tra Asia e Occidente, i nabatei (gli stessi che fondarono Petra in Giordania) scolpirono circa 130 tombe (nella foto in alto). Facciate antiche di 2000 anni che costituiscono un raro esempio di incontro sublime tra storia e paesaggio.

* La città di Abha, nella provincia di Asir, nel sudovest, è un luogo di villeggiatura estiva dei sauditi. Qui le montagne superano i 3000 m, e sono coperte da magnifiche pinete abitate dai babbuini.

* Nella zona di Dhahran, sul Golfo Persico si trovano quasi solo impianti per l’estrazione del petrolio, unica meta possibile per i turisti è l’isola di Tarut con l’antica città di Darin, dove si trovano rovine di antichi castelli portoghesi e si può intravedere da lontano l’isola di Bahrain.

* L’accesso alle città sacre de La Mecca e Medina è purtroppo proibito ai non-musulmani.

I cristiani alla “conquista” dell’Arabia Saudita

I cristiani evangelici americani stanno mettendo gli occhi sull’Arabia Saudita: dal 2019, secondo quanto riferito dal Post, il governo saudita ha aperto le sue frontiere al turismo, attirando numerosi visitatori. Inizialmente, l’obiettivo del governo era di attrarre un turismo di lusso, con persone che si rilassano in nuovi resort, sorseggiando drink (analcolici, presumibilmente), mentre ammirano il tramonto sul Mar Rosso. Tuttavia, questa opportunità ha catturato l’attenzione soprattutto di credenti evangelici americani di una certa età. Essi, spinti da agenzie specializzate, sognano di diventare una sorta di Indiana Jones e di esplorare il deserto per seguire le tracce delle peregrinazioni israelite.

Oltre a immaginare le aree che hanno ospitato gli ebrei nei quarant’anni trascorsi nel deserto prima di entrare in Canaan, questi nuovi “Lawrence d’Arabia” sperano, nel loro intimo, di essere i primi a individuare il Monte Sinai. Secondo il Post, tutti questi gruppi di turisti condividono la convinzione che il Monte Sinai si trovi in Arabia Saudita, non in Egitto, come suggerito dalla maggioranza degli archeologi e teologi. Questa credenza, in realtà, è stata originariamente proposta da un anestesista di nome Ron Wyatt negli anni Ottanta, il quale, entrando illegalmente in Arabia Saudita per le sue ricerche, fu arrestato ed espulso.

Negli anni successivi, questa teoria ha guadagnato sempre più seguaci, e alcuni suggeriscono persino che le autorità saudite nascondano deliberatamente le prove dell’Esodo nel loro paese per evitare che diventi un luogo di culto per una religione diversa dall’Islam. Tuttavia, sembra che le autorità saudite stiano cercando di sfruttare questo inaspettato flusso di turisti occidentali per migliorare la loro reputazione internazionale.

La durata e il costo di tali tour possono variare, ma quelli più comuni si aggirano intorno ai 5.000 dollari (escludendo i voli) e coprono un periodo di circa 10 giorni. Di questi, cinque giorni sono dedicati all’esplorazione del deserto nel nord-ovest dell’Arabia Saudita, mentre gli altri quattro giorni sono trascorsi nella capitale dell’Egitto, il Cairo.

6 commenti su “Turismo davvero alternativo: Arabia Saudita”
  1. Paola ha detto:

    Se volessi fare un viaggio in Arabia Saudita, dove trovo gli indumenti adatti per una donna? Altra cosa: quale guida turistica consigli? Grazie

  2. nicoletta ha detto:

    Per quanto riguarda gli indumenti, di solito è il tour operator che li fornisce. Oppure si possono comprare nei negozi vicino alle moschee in Italia. Un’ottima guida è quella di Lonely Planet (Bahrain, Kuwait, Qatar, Arabia Saudita).

  3. Giovanni ha detto:

    Io vivo in Arabia Saudita da ormai 12 anni. Le informazioni lette sono solo parzialmente vere. Arabia S. non e’ solo Jeddah o Riyadh, la vita fuori e’ molto molto diversa. Nelle migliaia di villaggi la vita e’ come quella di 100 anni fa rispetto a Jeddah. Vi sono posti come Feifa, o Daharan Janoube, o Rania, dove quasi tutti gli uomini portano il famoso coltello curvo tipico arabo, e non e’ affatto difficile incontrare uomini con pistola e cartuccera come nel farwest, anche se comunque le armi sono proibite, ma qui e’ tutto relativo quello che e’ consentito o no. Certo se poi andiamo a Riyadh sembra di essere in una citta europea con traffico, macchine lussuose, persone molto eleganti, anche se nel loro vestito tradizionale, A riyadh ma soprattutto a Jeddah vi sono moltissime donne con il viso scoperto, le straniere tutte (ma comunque indossano l’abaya, che puo essere visto come un sacco (burka) nelle donne piu’ arretrate, mentre invece per le donne piu’ moderne ed eleganti, e’ come un nostro spolverino, con un velo che copre i capelli, ma credetimi alla fine sono molto eleganti. A differenza di quello che si puo’ pensare, qui le donne hanno guardaroba incredibili, vestiti lussuosi e molto eleganto e sexy, basterebbe chiedere agli stilisti italiani quanto e cosa vendono in Arabia, certo non lo mostrano in pubblico, ma lo mostrano alle persone che possono guardarle, Marito, fratelli, Nipoti, Zii e tutte le donne. Scrivere di questo paese ci vuole minimo un libro per raccontare quello che gli occidentali non sanno, in positivo ed in negativo.. In generale dico che le cose belle qui sono: Sicurezza (criminalita’ quasi inesistente) facilita’ ad ottenere quello che si vuole, lavoro per tutti e possibilita’ di guadagni buoni per persone capaci di gestire o proporre nuove idee, costo della mano d’opera molto basso, costo della vita in genere molto basso, ( 1 litro di benzina verde costa oggi 8 centesimi di Eur e la rossa 12 C.) non si paga niente di tasse, le aziende pagano il 2,5% del profitto, che va’ donato ad un associazione per i poveri, alcuni prodotti costano poco perche’ il governo paga le aziende produttrici (latte in polvere per bambini europeo costa solo 4 Euro per 400 g. in Italia costa 25 Euro, riso, pane, etc.) Qui si trova tutto, molto di piu’ che in Europa, perche vi sono tutti i prodotti europei ed anche tutti quelli americani. La concorrenza nelle vendite e’ reale, le auto europee devono stare alla concorrenza delle giapponesi( Es. Audi Q7, 3.600 CC a benzina, full optional costa oggi 210.000 Sar equivalenti a 40.000 Euro, chiedete in Italia… Cose negative: No alcool (ma io non bevo nemmeno in Italia) no discoteche ( ma io non vado nemmeno in Italia) in generale diciamo liberta’, ma ognuno a casa propria fa’ quello che vuole, e con la vita qui, mi posso permettere di viaggiare ogni 2 mesi con la mia famiglia.. Comunque e’ meglio essere meno liberi ma vivere bene, piuttosto che essere liberi (in Italia comunque di fare quello che ci permettono) ma vivere con stenti, discutendo e litigando su quello che Berlusconi fa’ o non fa’…
    Ma ancora ,,,, ci vorrebbe un libro.
    Ultima cosa, ho sposato una donna Saudita, e’ semplivemente fantastica, ma sapete perche’ ???? E’ una D O N N A, ripeto DONNA con tutte le qualita’ e l’intelligenza che le donne hanno.
    Gio

  4. Ada ha detto:

    La mia esperienza di donna occidentale in Arabia è stata un inferno (mi ci ero recata per lavoro tra l’altro). Non siete riconosciute come persone, ma come animali da compagnia (se va bene) degli uomini. Non avete libertà di movimento, di vestiario, di scelta…
    Non potete girare da sole, guidare un auto, starvene in compagnia di maschi che non appartengano alla vostra famiglia. Non potete andare in palestra, o andare al mare, o nuotare, o fare sport. Non potete sedervi in un bar. Non potete stare in una stanza in cui ci siano degli uomini. Non esistete semplicemente.
    Giovanni parla di libertà perchè è un uomo…quindi può girare come più gli piace senza problemi e senza essere infastidito. Sono stati i tre mesi peggiori della mia vita (senza contare le continue avances sessuali e le molestie da parte dei colleghi sauditi, veri e propri maniaci sessuali,che hanno molestato anche i miei colleghi europei…)

    PS attenzione alla polizia religiosa: è intransigente e fondamentalmente corrotta. Farà di tutto per importunarvi e per spillarvi quattrini.

  5. miriam ha detto:

    Mi piacerebbe tanto andare in arabia saudita per qualche settimana. Mi chiedevo alcune cose bzrocratiche/pratiche… forse sai rispondermi.
    Sono una ragazza di 22 anni, so che in alcuni paesi arabi non puoi viaggiare se non accompagnata da padre/marito/fratello… vale anche se sono di nazionalità occidentale?
    Sono obbligata ad organizzare il mio viaggio tramite un’agenzia, o posso fare da sola? Non sono pazza, conosco delle persone che vivono lì…
    Arrivata a Jeddah… posso spostarmi da una città all’altra o è proibito? (So che durante i pellegrinaggi si può solo insieme ai gruppi, per i singoli ci vogliono autorizzazioni.. sarebbe un peccato arrivare fino a li e trovarmi bloccata!).

    fammi sapere se puoi aiutarmi

  6. fede ha detto:

    Ma non direte sul serio,spendereste dei soldi per andare in Arabia Saudita???Va bene che il qualunquismo imperante fa risultare attraente qualsiasi cloaca agli occhi del visitatore improvvisato,basta che sia kilometricamente distante dalla città di residenza,ma credetemi,in A.
    S.non c’è assolutamente nulla che non si possa trovare nei paesi limitrofi,allo stesso prezzo,con una bella birra in mano e correndo meno il rischio di venire decapitati.


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