Isernia: la perla del Sannio molisano

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Il Molise è stato definito con un paragone azzeccato come ‘l’Irlanda d’Italia’, una terra di colline verdi e montagne tra le più sconosciute e sorprendenti del nostro paese. L’antica terra dei sanniti è la regione più piccola d’Italia (se si eccettua la Valle d’Aosta), ma offre spazi immensi, tradizioni, natura, sapori, cultura e una dimensione a misura d’uomo.

Quando si parla di Alto Molise, si fa riferimento alla parte ovest della regione, quella più lontana dal mare, che si incunea tra Lazio e Campania. Isernia è la città più importante di questo territorio, oltre che capoluogo di provincia. Si raggiunge percorrendo l’autostrada A1: venendo da Napoli bisogna uscire a Caianiello, mentre se si proviene da nord l’uscita giusta è San Vittore. Poi si percorrono una quarantina di chilometri e si giunge finalmente a Isernia.

Situata su un costone roccioso, tra i 350 e i 475 metri di altitudine, la città possiede una pianta che riflette ancora lo schema antico delle città romane, con una via centrale molto ampia, il cardo maximus (che oggi coincide con il Corso Marcelli) e strade laterali che si incrociano ad angolo retto.

Prima di essere conquistata dai romani questa regione era la terra dell’antico popolo dei Sanniti. Una storia antichissima, dunque, purtroppo scandita da numerosi e disastrosi terremoti a distanza di secoli l’uno dall’altro. Nonostante le numerose distruzioni dovute alle forze della natura e anche ai bombardamenti nel corso della II Guerra Mondiale, Isernia conserva un grande numero di monumenti di discreto interesse.

Il simbolo della città è la Fontana Fraterna (nella foto), costruita nel XIII secolo con lastre di pietra calcarea provenienti da monumenti romani in rovina. La fontana è molto suggestiva, con le insolite arcate e i sei getti d’acqua. Si affaccia sulla Piazza san Pietro Celestino V, intitolata a uno dei più illustri personaggi nati a Isernia.
Siamo nel cuore della città, il centro storico, una miriade di vicoli stretti circondati da due antiche mura e da due strade, via Roma e via Occidentale.

Questa è l’Isernia più ‘vera’, dove si trovano le botteghe di sapore antico, alcuni sedi universitarie e il tradizionale mercato. Sulla piazza Andrea D’Isernia si affaccia la cattedrale di San Pietro, che sorge sui resti di un antico tempio pagano del III secolo a.C. L’attuale facciata è in stile neoclassico, con un frontone sostenuto da quattro colonne ioniche.

Isernia è anche nota per gli scavi archeologici nella località de La Pineta, che contengono migliaia di ossa e attrezzi di pietra risalenti al Paleolitico. Il sito fu scoperto per caso alla fine degli anni ’70 ed è ancora in fase di scavo. Mentre gli esperti propongono le loro ipotesi su quale fosse la funzione del sito, ha assunto grande fama tra gli studiosi l’uomo primitivo che viveva da queste parti, identificato come Homo Aeserniensis. Alberto Angela ha parlato dell’enigma della Pineta di Isernia e degli scavi ancora in corso in questo servizio andato in onda nel corso della trasmissione Ulisse.

Una Mostra Permanente dei reperti trovati negli scavi è stata allestita nel Museo Archeologico ospitato nel complesso monumentale di Santa Maria delle Monache. Lo stesso museo vale una visita poiché espone vari reperti che risalgono all’età repubblicana e imperiale della civiltà romana.

Carovilli Molise

A circa 30 minuti da Isernia, consigliamo una visita a Carovilli, una pittoresca località di montagna è immersa in un paesaggio naturale favoloso, con colline e montagne che circondano la città. Questa posizione geografica la rende una meta ideale per gli amanti della natura, degli sport all’aria aperta e per chi cerca tranquillità e bellezze naturali. La storia di Carovilli è intrisa di tradizione e patrimonio culturale. Gli edifici e le strade della città conservano ancora tracce delle epoche passate, con architettura che riflette le radici storiche della regione. Esplorando le vie strette e i vicoli di Carovilli, è possibile scoprire antiche chiese, palazzi storici e dettagli architettonici che raccontano la storia del luogo.

Un ultimo consiglio. Se capitate da queste parti, non perdetevi le specialità culinarie: il tartufo molisano, la pasta casareccia, la carne di agnello o di capretto cotti alla brace con sapori di erba medica. E sopratutto, godetevi l’aria pura di questo territorio incontaminato!


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