Il respiro del Gargano: tra natura, ospitalità e futuro

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C’è un punto, lungo la costa del Gargano, in cui la pineta incontra il mare. È lì che l’aria profuma di sale e di resina, e dove le giornate scorrono lente, accompagnate dal canto delle cicale e dal fruscio del vento tra gli alberi.
Siamo a San Menaio, una frazione di Vico del Gargano, tra le più autentiche e silenziose della Puglia settentrionale.

Qui sorge il Park Hotel Villa Maria, una villa Liberty dei primi del Novecento trasformata in un rifugio di charme, dove la natura non è solo scenario, ma parte viva dell’esperienza.
Gestita dalla Famiglia Diurno, che da decenni si dedica all’ospitalità, la struttura rappresenta un piccolo universo di equilibrio tra tradizione e modernità, tra cura dei dettagli e rispetto dell’ambiente.
Abbiamo incontrato la famiglia che ne cura la gestione per parlare di turismo, identità e futuro del Gargano.

Cosa significa oggi fare accoglienza sul Gargano?

«Significa prima di tutto ascoltare il territorio.
Il Gargano è una terra con un carattere forte e autentico: va capita e rispettata, non adattata alle mode del momento.
Per chi lavora nell’ospitalità, il compito è custodire un equilibrio tra natura, storia e persone, offrendo ai viaggiatori qualcosa di più del semplice soggiorno.
Chi sceglie di fermarsi qui non cerca solo una stanza, ma un’esperienza che lo faccia stare bene e lo riporti a un ritmo più umano.
Ogni dettaglio, dalla colazione servita in giardino al profumo dei pini che entra dalle finestre, diventa parte di quel benessere lento che solo il Gargano sa regalare.»

Negli ultimi anni la Puglia ha vissuto un boom turistico. Come lo ha vissuto il Gargano?

«Con prudenza e fiducia.
La Puglia è oggi una delle regioni più amate d’Italia, ma il Gargano ha scelto un percorso diverso, più discreto e consapevole.
Non è una destinazione di massa, e proprio in questo sta la sua forza.
Chi arriva fin qui lo fa per la natura incontaminata, i paesaggi autentici, la vita tranquilla dei borghi.
Negli ultimi anni si nota un interesse crescente verso un turismo più rispettoso e curioso, fatto di persone che cercano luoghi veri, lontani dalle rotte più affollate.
La sfida è continuare a crescere senza snaturare ciò che rende unico questo promontorio.»

Come riuscite a unire la tradizione con le esigenze del viaggiatore moderno?

«Con equilibrio e sensibilità.
Il Park Hotel Villa Maria nasce da una storia di famiglia: una villa Liberty di inizio ’900 immersa nella pineta, riportata alla sua eleganza originaria con una ristrutturazione attenta ma rispettosa.
Oggi è un luogo che parla di passato ma vive nel presente, con spazi curati nei dettagli, materiali naturali e colori che richiamano il mare e la foresta.
L’obiettivo non è stupire, ma offrire semplicità autentica, un lusso fatto di armonia e calma.

Nel 2026 è prevista l’apertura di una piscina immersa nel verde e di nuove aree dedicate al benessere e alle degustazioni di prodotti locali.
Non si tratta di servizi di lusso nel senso tradizionale, ma di spazi pensati per ampliare l’esperienza degli ospiti, sempre nel pieno rispetto della natura che circonda la villa.»

Il turismo è sempre più orientato verso la sostenibilità. Che ruolo ha questo concetto nella vostra idea di ospitalità?

«Un ruolo fondamentale.
Per noi la sostenibilità non è una tendenza, ma un principio guida.
Cerchiamo di ridurre al minimo l’impatto ambientale attraverso pratiche concrete: utilizzo di prodotti locali, attenzione al risparmio energetico, scelta di materiali naturali, collaborazione con aziende del territorio.
Anche la cucina racconta il Gargano: miele, fichi, olio extravergine, pane cotto a legna, frutta di stagione.
Sono piccoli gesti quotidiani che generano un grande valore, perché creano armonia tra chi arriva e chi vive qui tutto l’anno

Cosa rende il Gargano diverso dal resto della Puglia?

«Il Gargano è una terra di contrasti e profondità.
In pochi chilometri si passa dal mare alla montagna, dai borghi bianchi sospesi sulle scogliere al silenzio mistico della Foresta Umbra.
È una Puglia diversa, più selvaggia e meno levigata. Qui la natura non è sfondo, ma protagonista assoluta.
Ogni tramonto sembra un dipinto, le strade si arrampicano tra gli ulivi, le spiagge cambiano luce a ogni ora del giorno.

E poi c’è la spiritualità, quella che unisce Monte Sant’Angelo, San Giovanni Rotondo e i piccoli santuari rurali nascosti tra le colline.

Il Gargano non si svela subito: va vissuto lentamente, con rispetto. Chi lo scopre, raramente lo dimentica.»

Cosa amate di più del vostro lavoro?

«Senza dubbio le persone.
Ogni ospite è una storia, e spesso diventa parte della nostra.
Ci sono famiglie che tornano ogni anno, coppie che ci hanno conosciuto da giovani e oggi arrivano con i figli.

È questo il senso dell’accoglienza per noi: creare legami sinceri, far sentire chi arriva parte di un luogo, non solo cliente di un hotel.

L’ospitalità è fatta di gesti semplici, di sorrisi, di memoria condivisa.
Quando qualcuno ci dice “qui mi sento a casa”, capiamo di aver fatto bene.»

Guardando al futuro, come immaginate il turismo sul Gargano?

«Lo immaginiamo più intimo, sostenibile e consapevole.
Il futuro del turismo sarà fatto di persone che scelgono di viaggiare meno ma meglio, che cercano esperienze autentiche invece di pacchetti preconfezionati.

Il Gargano è perfetto per questo tipo di viaggiatore: chi arriva qui vuole ascoltare, respirare, sentire.
Con la nuova piscina e gli spazi dedicati al benessere che inaugureremo nel 2026, vogliamo offrire un’esperienza che unisca natura e relax, senza perdere il calore e la semplicità di una gestione familiare.
Il nostro impegno resta lo stesso di sempre: far sentire ogni ospite parte di un equilibrio più grande, quello tra uomo e natura.»

Se doveste descrivere il Gargano in una frase?

«Il Gargano è un respiro lungo, quello che serve per ritrovare sé stessi.
È una terra che accoglie senza rumore, che non chiede nulla ma lascia molto.
Ogni volta che il vento attraversa la pineta e porta con sé il profumo del mare, ci ricorda perché abbiamo scelto di essere qui: per custodire quel respiro.»

In un mondo che corre, il Gargano resta un luogo che invita a fermarsi.
Tra mare e foresta, luce e silenzio, ospitalità e rispetto, questo angolo di Puglia continua a raccontare una bellezza che non ha bisogno di clamore.

E chi, come la famiglia che gestisce il Park Hotel Villa Maria, vive ogni giorno questo territorio, sa che il vero futuro del turismo non sarà fatto di numeri, ma di relazioni, autenticità e cura.

Nel 2026, quando la nuova piscina di Villa Maria sarà pronta ad accogliere i primi ospiti, non sarà un semplice servizio in più: sarà un altro modo per respirare il Gargano, lentamente, tra cielo e pineta.


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