Archeologia subacquea: alla scoperta delle meraviglie del Salento

Di , scritto il 26 Giugno 2022
Archeologia subacquea

Se si desidera ammirare bellezze relative alla categoria archeologia subacquea, senza dubbio queste si possono trovare visitando il Salento. Tale territorio infatti non solo presenta vere e proprie meraviglie sulla superficie, ma ne possiede anche altre nelle zone sotto il livello dell’acqua, a una certa profondità. Qui infatti si possono trovare persino reperti che risalgono all’età preistorica, ma non solo.

Archeologia subacquea: quali sono le meraviglie del Salento

Quando si parla di archeologia subacquea, non si possono non nominare le meraviglie del Salento, dove ogni anno si recano sempre più persone per visitare le bellezze di questo territorio. In pochi però esplorano il mondo subacqueo, perché vi è un gran numero di persone che preferisce ammirare le maggiori attrazioni presenti nella terra salentina.

Molti, infatti, qui optano agenzie del territorio o realtà turistiche ben presenti nei dintorni delle località scelte. Queste offrono ampi cataloghi di soluzioni d’affitto; ne sono un esempio le case vacanze in Puglia di Barbarhouse. Non tutti sanno però che anche sotto la superficie dell’acqua si trovano veri e propri tesori. Proprio per questo, non sono poche le mostre che vengono organizzate nel Salento, al fine di permettere ai visitatori di osservare anche i reperti archeologici subacquei.

Questi ultimi non solo attirano curiosi che fanno parte della categoria di professionisti, come ad esempio biologi, archeologi stessi o ricercatori, bensì anche persone che desiderano solo stupirsi di fronte agli elementi meravigliosi che il territorio salentino ha da offrire. Le prime bellezze che si possono descrivere sono quelle che sono state ritrovate a Porto Cesareo, il quale è considerato un vero e proprio punto di riferimento per i reperti archeologici.

Tra questi ultimi, ad esempio, si può indicare la statua raffigurante il dio egiziano Thot, che oggi si può vedere al Museo archeologico di Taranto. Sul fondale invece si possono ammirare ben 5 elementi a forma di colonne che a quanto pare sono stati persi da navi che risalivano al periodo romano e che oggi si possono ammirare proprio visitando Porto Cesareo e le sue profondità. Per la precisione, tali reperti si trovano a Torre Chianca, che infatti rientra nel territorio della località citata.

A Torre Ovo invece si può addirittura ammirare quella che viene indicata con l’espressione “foresta pietrificata” perché è un complesso di origine calcarea che si originò ben due milioni di anni fa. Le sorprese che rientrano nell’archeologia subacquea del Salento però non terminano qua.

Altri elementi da non perdere

Se invece si giunge a San Pietro in Bevagna e si raggiungono circa i 4 metri di profondità, si potranno ammirare ben 22 sarcofagi composti da marmo di tonalità bianca e tutti risalenti al 200 a.C. Si aggiungono a questi reperti poi anche quelli che l’Università del Salento ha scoperto presso Torre Santa Sabina e che a quanto pare provengono da epoche diverse. Alcuni infatti risalgono all’età preistorica, mentre altre a quella medievale. Come si è visto, il Salento non solo possiede meravigliosi territori da visitare in superficie, ma presenta delle bellezze mozzafiato nelle profondità del suo mare.



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