Il deserto di Atacama, non solo per i viaggiatori più temerari

Di , scritto il 25 Marzo 2013

Il deserto di Atacama, nel nord del Cile nelle province di Antofagasta e di Atacama, è sicuramente uno dei luoghi più inospitali della Terra. Qui si trovano pochissimi esseri viventi e massima aridità: basti pensare che qui in un anno cadono in media solo 60 mm di pioggia e che prima del 1971 non aveva piovuto per 400 anni!

Ma il deserto di Atacama, situato su un altopiano a ben 4000 metri di altezza sul livello del mare, è anche uno spettacolo straordinario: la regione è enorme, si estende per 42.000 chilometri quadrati tra le Ande e la Cordigliera della costa. L’oceano e le montagne rappresentano i due confini naturali di questo deserto e sono ciò che lo rende una terra così sterile: da un lato, infatti la fredda corrente di Humboldt rende l’aria così secca da impedire la formazione di nubi e dall’altro la barriera delle Ande impedisce totalmente l’arrivo nuvole. E così è nato quello che i geologi considerano il deserto “perfetto”.

Nonostante queste caratteristiche estreme, il deserto del Cile settentrionale stupisce per la varietà dei suoi paesaggi: dalle praterie che fioriscono in settembre, ai geyser alle varie forme di vita che sono riuscite ad adattarvisi: fenicotteri, guanaco e vigogne e conigli del deserto (viscacha) si adattano alle condizioni di aridità cercando riparo all’ombra delle rocce. Meno numerosi i suri, gli struzzi andini, che si sono rifugiati oltre i 4000 metri di altezza per sfuggire ai cacciatori.

L’altopiano di El Tatio è una conca geotermica coronata da vulcani a 4300 metri sul livello del mare. La mattina presto qui si vede uno spettacolo a dir poco stupefacente: quando il sole inizia a sorgere, la terra trema e colonne di vapore si levano dai geyser per molti metri di altezza: il fenomeno è causato dall’acqua fredda che viene a contatto con la roccia rovente: gli sbuffi di vapore e i pennacchi bianchi giocano con la luce del sole, che brilla cristallina sulla conca. Alcune grandi vasche ospitano bagnanti provenienti da ogni angolo del mondo per godere di emozioni uniche nel loro genere.

Non lontano da qui si trova il centro culturale della regione: San Pedro de Atacama, un villaggio di case in mattoni di argilla con una bella chiesa dal tetto di legno si affaccia su una piazzetta sempre gremita di turisti, specie in alta stagione (gennaio e febbraio). San Pedro conserva il fascino di un’oasi nel deserto, dominato da un vulcano alto quasi 6000 metri. Inizialmente gli abitanti erano contrari al turismo, preferivano vivere di agricoltura (soprattutto mais e alfalfa) e allevamento (lama, capre e pecore), artigianato e tessitura. Ma poco alla volta hanno capito che l’afflusso di gente da ogni parte del monto avrebbe portato denaro e migliore qualità di vita, così oggi il turismo prospera, anche se sono rimasti pochi i discendenti delle famiglie natie, che qui si chiamano licanantai (popoli delle alture).

Come avrete capito, vedere questa parte del mondo costituisce sicuramente un viaggio memorabile. Di solito le formule di viaggio abbinano per comodità un viaggio alle cascate dell’Iguazú, forse per compensare la carenza di acqua. In ogni caso, lo spazio Commenti qui sotto è a disposizione di chiunque voglia dare consigli utili.


2 commenti su “Il deserto di Atacama, non solo per i viaggiatori più temerari”
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  2. […] Ande, con un’estremità ai Tropici e l’altra al Polo Sud. Tra gli estremi naturali del deserto di Atacama e della Patagonia al sud si trova Santiago, la capitale del Cile, tappa obbligata per qualsiasi […]


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