Kalkan sulla Costa licia in Turchia e le vestigia di Xanthos, patrimonio UNESCO

Di , scritto il 24 Luglio 2012

La Costa licia è quel tratto di costa turca affacciato sul Mediterraneo e compreso tra Gocek e Olimpo, che più di 2500 anni fa fu la culla della civiltà dei lici, un popolo originario di Creta dal carattere schivo e orgoglioso.

Oggi questo mare è meta ambita per i velisti che approfittano di venti sostenuti su acque relativamente calme, e vogliono unire alla visione delle bellezze naturali di bianche spiagge dalle acque cristalline, insenature, zone costiere lacustri, isolotti, anche un’interesse per l’archeologia.

Uno dei luoghi più suggestivi della Costa licia è la baia di Kalkan, delizioso e vivace centro di pescatori convertito al turismo e preso d’assalto nella bella stagione. Vi si trovano bei negozi di tappeti, bigiotteria e gioielleria etnici, alberghetti, ristoranti e locali caratteristici.

Da Kalkan è possibile organizzare un’escursione verso uno dei più importanti insediamenti fondati dai lici: Xanthos. In questi luoghi restano molte rovine di origine licia, ellenistica, romana e bizantina molto ben conservate (e protette dall’UNESCO come Patrimonio dell’umanità). Xantos fu una città dalla storia convulsa e sarà per sempre ricordata perché i suoi abitanti si suicidarono in massa, pur di non arrendersi ai nemici persiani che li assediavano.

I dintorni di Xanthos sono ricchi di sepolcri monumentali risalenti al VI e V secolo a.C., nei quali sono ben evidenti gli influssi della cultura greca sullo sviluppo dell’arte della Licia. Particolarmente significativi il monumento delle Nereidi, il monumento delle Arpie e la colonna del Leone. Fra i tesori archeologici della città, in parte databili addirittura al VII secolo a.C., vi sono anche un’acropoli e un teatro. Un altro importante monumento antico è il santuario di Latona, madre di Apollo e di Artemide, che secondo il mito si sarebbe recata in questo luogo dopo la nascita dei suoi figli divini sull’isola di Delo. I sepolcri, il santuario e le iscrizioni sulle rocce non soltanto danno un’idea di ciò che fu l’antica cultura licia, ma forniscono informazioni sulle origini e lo sviluppo delle lingue indoeuropee. Accanto alle rovine licie e greche si trovano numerosi monumenti più tardi, risalenti all’epoca della dominazione romana e bizantina, quando Xanthos divenne sede vescovile.

Se invece da Kalkan si naviga verso est, a sole 8 miglia di distanza si trova la suggestiva isola greca di Kastellorizo.

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