La valle del Côa in Portogallo: 16 siti archeologici patrimonio UNESCO

Di , scritto il 22 Gennaio 2015

Valle del Coa Portogallo UNESCOPer gli appassionati di arte paleolitica la Valle del Côa nel Portogallo nord-orientale è una vera mecca. Sono infatti ben sedici gli insediamenti di questa regione tutelati dall’UNESCO come patrimonio culturale dell’umanità. Si susseguono nella bassa valle del Côa per 17 chilometri e appaiono oggi come singolari opere d’arte preistorica all’aperto: si tratta soprattutto di graffiti e di incisioni rupestri.

Là dove le acque del fiume Côa e del Ribeira de Piscos hanno plasmato canyon e solchi profondi per aprirsi un varco verso il Douro, gli uomini hanno lasciato proprie tracce sin dall’era glaciale nelle rocce al di sopra dei fiumi. Se questo sito esiste ancora oggi è merito dell’impegno da parte di alcuni movimenti per la promozione della cultura locale e del sostegno di alcuni famosi archeologi.

Quando negli anni novanta, in occasione di alcuni esami preliminari per il progetto di una diga nella valle del Côa, furono trovai i numerosi graffiti sulle rocce, fu reso noto che già nel 1983 nella vicina Vale da Casa era stato distrutto un altro sito simile e altrettanto significativo per lasciare il posto alla diga di Pocinho. L’ondata di indignazione fu tale da indurre il governo portoghese nel 1995 a dichiarare ufficialmente l’intera area un parco archeologico.

Le immagini incise e dipinte sui pendii e su formazioni rocciose spesso dall’aspetto bizzarro raffigurano numerosi soggetti tratti dal mondo animale, quali uri o capre selvatiche, oltre a figure antropomorfe, in cui si possono riconoscere dei cacciatori. Le incisioni più astratte assomigliano invece molto a quelle trovate in altri siti preistorici nel nord della penisola iberica, i più antichi dei quali potrebbero risalire addirittura a 22.000 anni fa.

Che la popolazione locale fosse a conoscenza di almeno alcuni di questi siti da varie generazioni è dimostrato dai petroglifi moderni presso Canada do Inferno. A partire dal XVII secolo e fino agli anni 50 del XX secolo hanno lasciato tracce di sé anche numerosi artisti locali. I siti della valle del Côa non sono ancora stati studiati completamente, ma ai visitatori è aperta gran parte di questa sorta di galleria d’arte en plein air.



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