Visita al complesso archeologico di Mérida, in Spagna

Di , scritto il 20 Gennaio 2015

merida spagna teatro romanoOggi vi portiamo nella provincia dell’Estremadura, in Spagna, non lontana dal Portogallo. E precisamente nella città di Mérida, nei cui pressi si trovano alcuni resti dell’epoca romana tra i meglio conservati di tutto il Paese. Augusta Emerita (questo il nome latino di Mérida) fu fondata dai romani come colonia per i veterani che trascorrevano qui gli ultimi anni della loro vita e moltissime sono le vestigia di grande pregio, tanto da averla portata a essere annoverata nel Patrimonio dell’Umanità tutelato dall’UNESCO.

Il primo luogo, il teatro romano che vedete nella foto. Di forma semicircolare, fu fatto costruire da Marco Vipsanio Agrippa sulla collina Cerro de San Albín intorno al 15 a.C. e conteneva ben 6000 spettatori. Il doppio ordine di colonne di marmo che compone la scena si è in buona parte conservato. A tutt’oggi nel teatro, la cui acustica è straordinaria, vengono messi in scena degli spettacoli e hanno luogo dei concerti.

L’anfiteatro è poco distante. Fu inaugurato nell’anno 8 a.C. e poteva offrire posti a sedere per addirittura 14.000 persone che assistevano alle lotte fra gladiatori e bestie feroci. Un complicato sistema di condutture rendeva possibile inondare l’arena per crearvi anche giochi d’acqua.

Il Circus Maximus fu probabilmente costruito all’inizio del I secolo d.C. al tempo dell’imperatore Tiberio. Le sue dimensioni erano enormi: con più di 400 m di lunghezza e 100 di larghezza, poteva contenere fino a 30.000 spettatori disposti in tre sezioni diverse a seconda del ceto sociale di appartenenza.

Anche le taverne e le locande che davano alloggio ai forestieri possono ancora essere visitate. La cosiddetta Casa patrizia, ovvero un’abitazione borghese ben conservata, con mosaici pavimentali e affreschi murari, offre uno scorcio sulla vita degli abitanti della città che, come abbiamo già detto, erano in massima parte ex combattenti dell’esercito romano. Da vedere anche la Casa del Mitreo, commissionata da una famiglia di patrizi romani, decorata da pregevoli mosaici, che raffigurano l’origine del cielo e della Terra.

Per la costruzione dell’acquedotto Los Milagros (del I secolo d.C.) furono usati laterizi e granito che gli conferiscono una particolare vivacità cromatica.



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