La (mia) maratona di New York

Di , scritto il 18 Novembre 2019

Dicono che la maratona di New York sia, per chi corre, la gara per eccellenza. Non avevo così tante aspettative, ma mi sono dovuto decisamente ricredere.

Organizzare questa avvincente trasferta non è comunque facile, New York non è come le altre: pettorali ottenibili solo tramite tour operator (basta fare una semplice ricerca per trovarne diversi, noi siamo andati con Born2Run), costi decisamente elevati e tante scelte da fare in fase preliminare, poi gli alberghi, il passaporto, il visto per gli USA, l’assicurazione infortuni e tante decisioni da prendere.

Non entriamo nel merito della preparazione sportiva, qui ognuno ha le sue preferenze, possiamo solo dire che generalmente il tempo da dedicare agli allenamenti mirati si aggira intorno ai tre mesi (per una persona già avvezza allo sport chiaramente). I meno fortunati dovranno tra l’altro lottare periodicamente contro i vari infortuni che potrebbero accadere durante un periodo di training così lungo e intenso. Attenzione quindi a non incrementare troppo rapidamente il chilometraggio settimanale, di solito le “tabelle” tengono conto di queste accortezze. Se arrivate ben allenati al momento della partenza allora la gestione della maratona sarà più semplice e potrete godervi la città senza soffrire troppo.

Un consiglio particolare che si può dare è quello di scrivere sulla propria maglia (quella con cui si gareggerà) il proprio nome, in questo modo potrete ricevere un incitamento “personalizzato”, cosa che risulterà molto utile per avere tutto l’aiuto mentale possibile. Attenzione anche a non esagerare, questi incitamenti extra potrebbero spingervi troppo durante la prima fase della corsa e quindi farvi rimanere senza energie nel finale. Come sempre, in medio stat virtus, cercate di trovare un equilibrio non stando sempre a dare dei “cinque” tra le ali di folla.

Se siete un gruppo numeroso, fatevi delle belle foto con la divisa ufficiale e mandatele ai vostri responsabili “social”, anche in questo caso potrete trarre beneficio dal tifo dei vostri amici e, perché no, anche da qualche quotidiano locale che potrebbe presentarvi sul cartaceo. In fondo è la gara più famosa al mondo!

Il viaggio di andata in aereo sarà abbastanza massacrante, se possibile meglio dormicchiare un po’ in aereo e quando arriverete negli States andare a dormire quando sarà notte, in modo da adattarsi subito al jet lag. Gareggiando la domenica sarebbe buono arrivare almeno il giovedì, in modo da avere un po’ di tempo per ambientarsi e, perché no, fare i turisti.

Una volta arrivati meglio passare subito dal Marathon village per ritirare i pettorali. Con oltre 50.000 iscritti andarci di venerdì pomeriggio o, peggio, sabato, potrebbe non essere una grande idea e rischierete di stare ore in coda.

I grattacieli di Manahattan visti da Central Park, poco dopo l’alba

Se siete arrivati di giovedì potrete dedicare il venerdì all’alba per una corsetta a Central Park. Non farete fatica a svegliarvi presto, anzi, e potrete godere della bellezza del parco di primo mattino. Anche qui prendetevela con calma e godetevi l’atmosfera che sarà sicuramente elettrizzante. Avrete poi tutto il giorno libero per dedicarvi a vedere la City: andate alla più vicina stazione della metro e fate la tessera, c’è una tariffa settimanale da 33 dollari che, tutto compreso, vi permetterà di girare senza pensieri, attenzione però a non farvi fregare, qui si viene spesso avvicinati da individui che sembrano innocui ma che proveranno a rubarvi del denaro con qualche escamotage; usate le macchinette fai-da-te senza farvi aiutare, è meglio.

Dipentenemente dal meteo potrete decidere di fare diverse visite: dal Financial District con Wall Street, dove potrete vedere il famoso toro (con gli attributi che qualcuno tocca sperando siano di buon auspicio), il ponte di Brooklyn da dove si può prendere un battello e fare un giro sull’Hudson in cui vedere la statua della Libertà, Manhattan e tutto lo skyline della Grande Mela, fino al New Jersey

I biglietti per tutte le attrazioni sono carissimi, ci sono però online alcune possibilità di acquistare dei pass che ne includono diverse, ad esempio questo CityPass. Funziona ed è abbastanza conveniente.

Poi si può vedere Ground Zero e, se volete, il Memorial Museum, passare dal World Trade Center e fare una bella passeggiata per SoHo, un quartiere molto caratteristico. Per mangiare non avrete problemi, c’è un locale ogni 10 metri. Se invece volete fare uno spuntino veloce per non perdere tempo, andate in un supermercato (ce ne sono molti a marchio “Rx Pharmacy” – no, non sono solo farmacie) e prendete una bella insalatona americana, vi daranno le forchette e il necessario per condire e, fidatevi, sarete pieni. La sera potete invece immergervi nell’atmosfera di Brooklyn e provare qualche localino tipico e poi andare sotto il ponte a vedere Manhattan illuminata, un vero spettacolo.

È ora di andare a dormire, avrete camminato più di 10 km oggi e converrà dare un po’ di riposo alle gambe, dopo tutto tra due giorni ce ne saranno 42 da correre.

Un altro giorno sarà necessario per visitare il museo di Storia Naturale (quello del film Una notte al Museo), molto bello e tanto interessante quanto grande. È vero che si camminerà molto, ma siete a New York e non vorrete chiudervi in albergo solo per risparmiare un po’ le gambe. Se è una bella giornata potrebbe essere una buona idea quella di andare sull’Empire State Building prima del tramonto, l’orario è di punta e ci sarà qualche coda, ma una volta saliti il panorama mozzafiato vi ripagherà pienamente. Dalla terrazza panoramica dell’ottantaseiesimo piano si gode di un vista emozionante, spettacolare, magnetica, tanti aggettivi che non possono descrivere quello che si prova “dal vivo”. Sarete costretti a scendere solo per il freddo.

È la sera prima della maratona, sono necessari carboidrati per i podisti e non mancherà la scelta tra i tanti locali italiani oppure qualche take-away, ma anche una buona birra American Pale Ale locale potrà farvi rilassare e tenervi in buona compagnia. Ricordatevi di preparare con largo anticipo la sacca per il giorno dopo, attaccare il pettorale alla maglia e non andate a letto troppo tardi, anche se fortunatamente a New York il cambio dell’ora da solare a legale avverrà proprio la prima domenica di novembre, al contrario dell’Italia che cambia la settimana prima. Il risultato comunque è che guadagnerete nuovamente un’ora di sonno, il che non guasta.

Se sarete con un tour operator avrete il vostro pullman che all’alba, dopo la colazione, vi accompagnerà verso la partenza del Staten Island, qui arriverete e vi renderete finalmente conto della quantità di gente che partecipa a questo straordinario evento. Sono così tante che la partenza è divisa in quattro ondate distanziate di 30 minuti. Ogni ondata a sua volta è suddivisa in 3 colori, uno per ogni corsia del Ponte di Verrazzano, poco dopo il ponte queste 3 corsie si torneranno a unire per formare un’unica scia.

Portate dei vestiti vecchi per tenervi caldi prima del via perché a New York di solito fa abbastanza freddo, poi potrete disfarvene alla partenza ma non andranno buttati, ci sono associazioni che li raccolgono per poi distribuirli a fini benefici. Presto verrà cantato l’inno americano a cappella e dopo lo sparo partirete per questa emozionante avventura.

Tenete presente che il Ponte di Verrazzano è, come il resto dei lunghi ponti da affrontare, una vera e propria collina, prendetela con relativa calma e godetevi il momento, con gli elicotteri che vi ronzeranno sopra la testa e la nave dei vigili del fuoco che sotto di voi sparerà acqua dai cannoni.

Non staremo qui a raccontarvi tutto il percorso perché ci sono un’infinità di siti specializzati a riguardo, segnaliamo solo l’incitamento e il folklore della gente che sarà indescrivibile, difficile da raccontare ma assolutamente da vivere; questa maratona è una vera festa e tagliare il traguardo un momento che ricorderete sicuramente come epico!

Dopo esservi sfogati sulla distanza di Filippide, potrete tornare a fare i turisti, sempre che le gambe ve lo permettano. Fatevi un giro al Madison Square Garden e vedete se trovate un biglietto per una partita di NBA, sarà una bella esperienza, volendo potete anche organizzarvi da casa e cercare dei biglietti in anticipo. Per festeggiare la vostra bella medaglia invece quale miglior posto di Bubba Gump? È vero, il locale ispirato al celebre film Forrest Gump è molto turistico, ma ne vale la pena e anche i gadget sono simpatici. Preparatevi prima ripassando il film, a fine pasto il vostro oste verrà a farvi un quiz e si potrà vincere qualche bevanda.

Siamo giunti quasi al termine del nostro viaggio, segnaliamo solo alcuni musei come il MoMA (Museum of Modern Art), il Guggenheim e il MET (Metropolitan Museum of Art). Noi ci siamo focalizzati su quest’ultimo, ma solo per vederlo tutto ci vorrebbero tre giorni interi (e infatti il biglietto vale per tutta quella durata), contiene oltre due milioni di opere. All’entrata vi daranno una cartina per orientarvi e da cui potrete scegliere i contenuti che più vi piacerà visitare.

Per il viaggio di ritorno sarete molto soddisfatti e rilassati, passerà molto più velocemente dell’andata (ed effettivamente la traversata dura molto meno), anche qui stesso consiglio sul jet lag, ovvero resistere al sonno e andare a dormire all’ora giusta locale.

Nonostante questo viaggio richieda un esborso economico non indifferente saranno soldi spesi bene, non ve ne pentirete, e con un po’ di accortezza (pranzare con insalate, biglietti multipli per le attrazioni turistiche) potrete risparmiare qualcosa, perché, fidatevi, appena tornati inizierete già a pensare quando rifarlo!



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