Sant’Agata Feltria, un borgo da scoprire in provincia di Rimini

Di , scritto il 15 Ottobre 2020

Visitare Sant’Agata Feltria è un po’ come fare un salto indietro nel tempo, in un luogo dall’atmosfera incantata. Siamo nell’entroterra di Rimini, tra le valli dei fiumi Savio e Marecchia, sulle colline del Montefeltro. Questo è una zona ideale per chi ama gli itinerari dai tanti risvolti: cultura, natura, spiritualità e gastronomia.

L’emblema del borgo è sicuramente il castello detto “delle fiabe”, che in realtà si chiama Rocca Fregoso. Le origini di Sant’Agata sono però molto più antiche, risalgono addirittura del periodo pre-romano, quando da queste parti si insediarono tribù di origine centro italica che tra boschi e radure dell’Appennino romagnolo trovarono un luogo ideale per caccia, pastorizia e agricoltura. Nel Medioevo, a partire dalla fine del IX secolo, Sant’Agata fu sotto il dominio di vari signori feudali, tra cui i Malatesta, i Montefeltro e i Fregoso. Quest’ultima famiglia diede il nome alla Rocca, costruita nel X secolo sul “Sasso del lupo”, un grande blocco di arenaria. Dai balconi della rocca si domina tutta la valle del Savio, verde, rigogliosa, poco antropizzata.

Sorsero per iniziativa dei Fregoso anche molti altri edifici dell’attuale centro storico, come il seicentesco Palazzone, che attualmente ospita il Teatro Angelo Mariani, uno dei più antichi d’Italia, caratterizzato da una struttura bellissima interamente in legno, e dall’acustica molto particolare. Qui il grande Vittorio Gassman registrò la Divina Commedia per la RAI.

Nel centro storico si dipana il “percorso delle fontane”, un itinerario tra le vie di pietra del paese alla ricerca di tre fontane opera del mosaicista riminese Marco Bravura: la Fontana della Lumaca in piazzale Martiri d’Ungheria, La Luna nel Pozzo in piazza Fabbri e Le Impronte della Memoria, posizionata a nel luogo dell’antico abbeveratoio per i cavalli all’ingresso del paese, in piazza Padre Agostino da Montefeltro. Il simbolo della lumaca non è casuale, infatti l’opera fu costruita per iniziativa del poeta Tonino Guerra per costituire un invito alla vita lenta e alla riflessione.

Sul territorio di Sant’Agata si trova tutta una serie di santuari e conventi:

  • la Collegiata di Sant’Agata, originaria del X secolo ma restaurata in stile barocco verso la fine del Settecento;
  • la Chiesa di San Francesco della Rosa, che sorse per commemorare una visita di San Francesco d’Assisi;
  • la Chiesa e il convento di San Girolamo, costruiti nel periodo rinascimentale dai Fregoso;
  • la Chiesa e il convento dei Cappuccini, fondato nei 1575 per volere di Lucrezia Vitelli Fregoso;
  • la Chiesa e il convento delle Clarisse con il Santuario della Madonna del Soccorso, anch’esso del Cinquecento, ubicato lungo l’antica strada che porta a Perticara e Rimini, come ringraziamento della vittoria contro un esercito invasore.

Da non perdere, in una frazione del comune a soli 6 chilometri dal centro, anche una visita all’incantevole borgo medievale di Petrella Guidi.

Sant’Agata Feltria è un luogo visitabile in qualsiasi stagione, ma per i gourmet tra i nostri lettori consigliamo di fare coincidere la visita con una domenica di ottobre, periodo in cui si tiene la Fiera Nazionale del Tartufo Bianco Pregiato. Anche i mercatini di Natale locali sono interessanti e caratteristici.

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