Cividale del Friuli: gioiello longobardo in provincia di Udine

Di , scritto il 11 Giugno 2013

Cividale_del_FriuliOggi vi portiamo in provincia di Udine, precisamente a Cividale del Friuli, che al tempo dei romani si chiamava Forum Iulii. Un piccolo borgo, per la verità un salotto, in cui si nascondono vari tesori artistici e luoghi di estremo interesse, dal 2011 incluso nell’itinerario seriale “Italia Langobardorum” che fa parte del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO. Cividale fu definita “città ducale” poiché vide il suo massimo splendore all’arrivo dei longobardi nel 568 d.C.

Le radici storiche più antiche si vedono nell’Ipogeo celtico, un ambiente sotterraneo di cui non si conosce l’esatto utilizzo: forse luogo di sepoltura, in seguito diventato un carcere.

Bellissimo anche l’Oratorio di Santa Maria nel cuore della città, nel quale si trova il Tempietto Longobardo dell’VIII secolo, straordinario esempio di architettura e scultura dell’epoca tardo-longobarda (alto medioevo).

Il Duomo, dedicato a Santa Maria Assunta, fu costruito dopo il crollo nel XVI secolo in stile rinascimentale. Al suo interno si può ammirare la Pala d’argento di Pellegrino II.

Il sito più particolare è sicuramente costituito dal Museo cristiano, a cui si accede dall’adiacente Duomo. Vi si trovano il battistero di Callisto (risalente all’VIII secolo) e l’ara di Rachtis (del 730 circa), entrambi considerati capolavori assoluti della scultura longobarda.

Altrettanto suggestivo il Ponte del Diavolo sul fiume Natisone, che secondo la leggenda fu costruito da Lucifero in persona in cambio dell’anima del primo essere vivente che lo avrebbe utilizzato. I cividalesi lo beffarono mandando un cane ad attraversare il ponte.

Nelle strette vie del borgo si trovano le tipiche case medievali friulane, caratterizzate da una struttura difensiva, con il piano superiore sporgente (detto barbacane). E poi molti palazzi nobiliari, i più suggestivi dei quali sono palazzo Levrini-Stringher (del XVI secolo), ma soprattutto il Palazzo dei Provveditori veneti (costruito nel XVI secolo in stile palladiano), che al suo interno ospita il Museo archeologico nazionale, in cui si trova una straordinaria collezione di reperti e gioielli longobardi, oltre a mosaici romani e vari codici medievali.

Siamo qui nello splendido territorio delle Valli del Natisone, un paradiso per escursionisti e pescatori, territorio bilingue (italiano-sloveno), che ha molto da offrire anche dal punto di vista enogastronomico: ad esempio, polenta di grano saraceno con ricotta e cren. Tra i dolci, raccomandiamo la gubana o gubanza è (un dolce lievitato a forma di spirale nato come torta per gli sposalizi) e poi gli strucchi (una pasta dolce con ripieno di frutta secca che può essere fritta o bollita), anch’essi un tempo usati alla stregua dei confetti in occasione delle nozze. Da provare anche il succo di mela seuka (o zeuka), una cultivar molto rara tipica di queste vallate.

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