I monumenti-simbolo delle fedi monoteiste a Gerusalemme

Di , scritto il 07 Marzo 2012

Gerusalemme è la città del mondo dove la pienezza del sentimento religioso trova la sua più alta espressione, per certi versi, la città di “chi parla con Dio”. Luogo di incroci e compenetrazioni e di una spiritualità palpabile in ogni centimetro quadrato. Un luogo dove si possono tranquillamente sentire simultaneamente i versi delle preghiere degli ebrei ortodossi vestiti di nero con i richiami dei muezzin e il rintocco delle campane cristiane. A Gerusalemme si sovrappongono più che in ogni altro luogo del mondo strati di storia, credenze e leggende. Altissima è la densità di luoghi di culto e incredibile la convivenza tra abitanti così diversi, ognuno certo del suo Dio, devoto ai suoi luoghi. Di solito tutti vestiti di scuro, che siano rabbini, frati, pope, musulmani o quant’altro. Fulcro di Yerushalayim, che significa “città della pace” è una sorta di acropoli sacra cove sono riuniti i monumenti più sacri a ebrei, cristiani e musulmani. Stiamo parlando della Spianata delle moschee, che ospita il complesso di al-Haram al-Sharif con la moschea al-Aqsa e la Cupola della roccia. L’odierna spianata è in realtà per gli ebrei il Monte del tempio, dove sorgevano il primo e il secondo tempio in cui era conservata l’Arca dell’alleanza. Per gli ebrei ultra-ortodossi, un terzo tempio sorgerà proprio qui al ritorno del Messia sulla Terra.

Il Muro del pianto è il luogo più sacro dell’ebraismo, che gli ebrei chiamano semplicemente Kotel (muro occidentale). Il paradosso della storia lo ha collocato oggi a ridosso della Cupola della roccia. Un tempo era il muro di contenimento del secondo tempio di Gerusalemme. Qui gli uomini e le donne, rigorosamente separati tra loro, vengono per pregare tre volte al giorno e, con il capo coperto, inseriscono tra i blocchi di pietra smussati dal tempo dei biglietti di preghiera contenenti pensieri e implorazioni rivolti a Dio.

La Cupola della Roccia è il terzo luogo religioso più importante per i musulmani dopo La Mecca e Medina. Come dicevamo, fu edificato sull’area dove un tempo si trovava la spianata del Tempio di Salomone. Questa cupola è considerata la prima grande opera di architettura islamica al mondo, costruita nel 687 per coprire lo sperone rocccioso su cui, secondo la tradizione, Maometto pregò e poi ascese in cielo. Fu una sfida islamica all’architettura cristiana e finì col diventare un modello per tutto il resto del mondo islamico. L’interno, in stile bizantino è veramente maestoso. Ma purtroppo, questa e le altre moschee si possono ammirare solo dall’esterno, a meno che non si possieda un permesso speciale, di solito concesso solo a politici e giornalisti.

La Basilica del Santo Sepolcro è il santuario che da decine di secoli protegge le pietre dove, secondo la tradizione, Cristo fu crocefisso e sepolcro. Fu per liberare questo luogo dai musulmani che nel 1095 iniziarono le Crociate in Terra Santa. Per il possesso di ogni centimetro di questa chiesa per secoli si sono scontrate la Chiesa d’Oriente e quella di Occidente. Ancora oggi, un editto ottomano stabilisce a quale confessione cristiana appartiene ogni finestra o muro della chiesa e in quale luogo devono essere svolte le singole funzioni dei vari gruppi che ne hanno diritto: greco-ortodossi, cattolici, armeni, copti, siriani ed etiopi – questi ultimi vivono addirittura nelle celle sopra il tetto del sacro sepolcro. Nonostante la presenza di un complesso sistema di regole che i dragomanni di ogni confessione devono fare rispettare, non sono rare le diatribe tra i vari gruppi religiosi, che si svolgono tra immagini, candele e un incessante svilupparsi di preghiere.

Il percorso dei pellegrini nella Basilica è dettato dalla cronologia degli eventi della vita di Cristo: dapprima si prostrano davanti alla Pietra dell’Unzione, poi salgono le scale che portano al Golgota e lo sfiorano con la mano, il luogo della crocifissione, per poi passare al punto in cui la tradizione dice che Gesù fu avvolto nel sudario e infine si visita l’edicola del Santo Sepolcro, dove ci si può inginocchiare davanti alla presunta pietra tombale di Gesù.

Per vedere bene il Santo Sepolcro dall’alto conviene salire sul campanile della Chiesa luterana, non lontana dalla basilica.

In questo articolo una breve sintesi di quanto si può ammirare nel resto della Città vecchia di Gerusalemme, che con le sue mura costituisce un patrimonio tutelato dall’UNESCO.


4 commenti su “I monumenti-simbolo delle fedi monoteiste a Gerusalemme”
  1. […] di portarvi, almeno con la fantasia, in un luogo davvero suggestivo, soli 12 chilometri a sud di Gerusalemme, non lontano da Betlemme. Si chiama Herodion ed è un’altura a forma di tronco di cono che si […]

  2. […] I monumenti-simbolo delle fedi monoteiste a Gerusalemme […]

  3. […] per le sue molteplici valenze religiose Gerusalemme è una tappa irrinunciabile per chiunque si rechi in Israele, esistono anche molte altre mète […]

  4. […] In questo fazzoletto di terra, a distanza di pochi metri l’uno dall’altro sono stati innalzati gli spazi religiosi più importanti per le tre fedi legate al patriarca Abramo: il Muro del pianto per gli ebrei, la Basilica del Santo Sepolcro per i cristiani e la Cupola della roccia per i musulmani. Ne abbiamo parlato qui. […]


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