Il palazzo della contessa di Lebrija: assolutamente da vedere a Siviglia

Di , scritto il 03 Giugno 2019

Siviglia è insieme a Granada, Cordoba e Malaga una delle mete quasi obbligate per chi visita l’Andalusia. Questa antica città non può assolutamente deludere il visitatore, poiché è in grado di offrirgli da un lato preziose testimonianze di una storia lunga, variegata e ricchissima e dall’altro uno sguardo al futuro con progetti contemporanei di grande pregio.

In base alla nostra esperienza consigliamo di organizzare un soggiorno di almeno tre giorni a Sevilla, poiché le attrattive da ammirare sono tante e la maggior parte di esse richiede varie ore di tempo. Un ottimo sunto delle 15 più importanti cose da vedere a Siviglia è sintetizzato in un articolo di Explore – il magazine di Expedia – di cui vi lasciamo il riferimento. La lista include ovviamente la maestosa Cattedrale, con la sua torre campanaria moresca chiamata La Giralda, le incantevoli sale e i giardini dell’Alcázar (che fu prima una fortezza dei mori e poi il palazzo dei re spagnoli) e poi l’enorme e suggestiva Plaza de España, la Torre dell’Oro affacciata sul Guadalquivir, il Mercado Lonja del Barranco (progettato niente meno che da Gustave Eiffel), ma anche le avveniristiche Las Setas (letteralmente: i funghi) una struttura in legno che si eleva su quattro livelli sulla Plaza de la Encarnación nella centro storico.

Conoscendo bene la città andalusa, ci permettiamo di suggerire un altro luogo di straordinaria bellezza, di cui purtroppo non sempre tengono conto le guide turistiche meno dettagliate: il Palazzo della contessa di Lebrija. Un museo da tenere presente per le ore più calde delle assolatissime giornate estive, quando altre visite sono precluse dalle temperature francamente insostenibili. Dicevamo, dunque, il Palacio de la Condesa de Lebrija è una costruzione del Cinquecento che fu restaurata all’inizio del Novecento per ordine di Doña Regla Manjón Mergelina, la contessa di Lebrija che ne era divenuta proprietaria qualche anno prima.

La dimora patrizia, che si trova in Calle Cuna (una delle più note strade per lo shopping nel cuore della città, parallela alla famosa calle Sierpes), offre ben 2500 metri quadrati di superficie visitabile. È disposta su due piani, che nelle intenzioni originarie dovevano costituire una zona adatta ad essere abitata d’inverno (il piano alto, più soleggiato) e una sottostante più fresca e ombreggiata per l’estate. Oltre alla bellezza dei sontuosi salotti, il palazzo Lebrija ospita al suo interno un vasto numero di preziose opere artistiche risalenti a varie culture e periodi storici, tutte raccolte dalla nobildonna che era una grande appassionata di archeologia.

Il piano terra è costituito da varie sale e cortili dove si trovano tutti i reperti e le collezioni archeologiche. Al piano superiore ci sono invece le stanze in cui ha vissuto la famiglia fino a tempi relativamente recenti, ovvero sino alla morte dell’ultimo conte di Lebrija, avvenuta nel 1999. Dopo quell’anno il palazzo è stato aperto al pubblico come museo, oltre che come sede di conferenze, presentazioni, cene di gala e concerti.

La quantità di mosaici è così alta che per certi versi sembra un po’ di trovarsi a Pompei o in altri scavi archeologici di qualche sito dell’antica Roma. Così, ad esempio, nella sala Ochavada si possono ammirare i mosaici di Italica, l’antica città della Spagna non lontana da Siviglia che fu uno dei primi insediamenti romani nella penisola iberica. Tra essi il più suggestivo è sicuramente il mosaico del dio Pan, dove questi, innamorato di Galatea, suona il flauto e le dedica i suoi canti. Nella medesima stanza si trovano otto medaglioni che raffigurano scene delle avventure amorose di Zeus (coma la Leda e il cigno che vedete nella foto), mentre negli angoli sono raffigurate le stagioni dell’anno. Nelle sale dei mosaici si trovano anche pregevoli busti e statue, sempre del periodo romano.

Si passa poi nel cortile principale, decorato con motivi di chiara influenza araba e persiana, e salendo una grande scalinata costruita nel Novecento si giunge al secondo piano. Qui si trovano esposti altri oggetti acquistati dalla contessa durante i suoi numerosi viaggi e una ricca biblioteca contenente più di 4000 volumi. Sempre al secondo piano sono esposti, tra gli altri, anche un dipinto di Antoon van Dyck, uno della Escuela di Murillo e uno di Joaquín Sorolla. Degna di nota è anche la grande collezione di azulejos, le piastrelle di ceramica decorate e smaltate che adornano le pareti di tutta la casa: la maggior parte di esse risale al XVI secolo.

Per chi volesse avere un’anteprima delle attrattive del palazzo, nonché ottenere informazioni precise su giorni e orari di apertura e visite guidate questo è il sito ufficiale a cui fare riferimento.



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