Un giorno a Eboli (Salerno): cosa vedere e cosa mangiare

Di , scritto il 02 Ottobre 2019
Eboli

Ci sono angoli d’Italia ancora poco conosciuti ma che meriterebbero tutte le attenzioni dei visitatori. Eboli è uno di questi.

Potremmo definire questa cittadina di quasi 40.000 abitanti come a cavallo tra due mondi, un portale che collega la sfera marinara e mondana della costiera amalfitana e del golfo di Salerno con il mistero profondo e intatto della Lucania che si addentra nell’entroterra.

Situata nella più meridionale delle province campane, il suo nome è stato reso famoso dal titolo del libro di Carlo Levi, Cristo si è fermato a Eboli in cui lo scrittore antifascista torinese, confinato in Basilicata, riprendeva un’espressione tipica della gente lucana: “Noi non siamo cristiani, perché Cristo si è fermato ad Eboli”, nel senso che quello era a loro avviso un ultimo avamposto della “Civiltà” prima di addentrarsi nelle allora selvagge terre di Lucania dove non arrivavano ancora la ferrovia e le strade principali.

Abbarbicata in parte alle pendici della collina di Montedoro, con una zona centrale appartenente al Parco Regionale dei Monti Picentini e per il resto estesa sulla pianura alluvionale del Sele, Eboli è un borgo in cui godere di splendidi scorci e passeggiare in un dedalo di vicoli in cui la vita scorre a passo lento, e gli edifici antichi (alcuni umili e altri sfarzosi) guardano il passante con pigra curiosità.

I monumenti da vedere

Nella città si riconoscono svariate testimonianze di un passato lontano e ricchissimo, fatto dalle scorribande di popoli diversi provenienti da tutto il Mediterraneo. Tra le aree archeologiche ricordiamo la villa romana di epoca imperiale in località Paterno, due tratti di cinta muraria risalenti al IV secolo a.C., l’acquedotto medievale sul Montedoro e soprattutto le Fornaci romane, un complesso archeologico dell’antico municipium romano di Eburum costituito da tre fornaci di diverse dimensioni, datate fra il II e il IV secolo a.C. e rinvenute in tempi relativamente recenti (nel 1974).

Un altro monumento che vale la pena di visitare ad Eboli è il castello dei Colonna, edificato nel XV secolo ma modificato nel corso del Settecento da Leonardo Vanvitelli. Notevoli anche la Basilica di San Pietro alli Marmi, con il campanile e due absidi in stile normanno e oggi sede di un convento di cappuccini, e la chiesa di San Francesco, in stile gotico.

Specialità gastronomiche

Per quanto riguarda le specialità gastronomiche da non perdere durante la visita ricordiamo vari piatti in cui si fondono le traduzioni della cucina campana e lucana: lagane (pasta fresca senza uova) e ceci oppure lagane e fagioli, le frittelle di fiori di zucca (pizzelle di sciurilli) il baccalà con cipolla e pappacella (una varietà di peperone dolce).

Assolutamente da provare anche le mammellone (grosse mozzarelle con protuberanze) di latte di bufala e i ravioli con il ripieno di ciauliello (un composto di pomodori, melanzane e zucca lunga seccati al sole, conditi e cucinati).

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