Un weekend a Bolzano: che cosa vedere

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Bolzano, che in tedesco si chiama Bozen, è una città bilingue: oltre un quarto della popolazione è di madrelingua tedesca. La convivenza tra italiani e tedeschi è stata in passato un po’ complicata, ma al giorno d’oggi dà ottimi frutti, infatti le nuove generazioni parlano bene entrambe le lingue.

Una visita a Bolzano può iniziare con Piazza Erbe (Obstplatz), che è piena di vita sia durante il giorno che la notte. Nelle ore diurne vi si trova infatti un mercato quotidiano ortofrutticolo, mentre più tardi si aprono molti locali che piacciono molto ai giovani. All’ora di pranzo o per la merenda ci si può sfamare in uno dei tipici chioschi che preparano i panini con i saporiti wurstel oppure assaggiare un pretzel appena uscito da forno.

Tra le case eleganti di impronta germanica, le stradine acciottolate e i suggestivi portici su cui si affacciano miriadi di negozi e botteghe (che testimoniano l’importanza che da sempre riveste il commercio in questa città), arriviamo davanti alla trecentesca Chiesa dei Domenicani, al cui interno si trova la Cappella di San Giovanni, decorata da magnifici affreschi di scuola giottesca. A pochi passi da qui, il Duomo, costruito tra il XIV e il XVI secolo, affacciato su Piazza Walther (nella foto), vero cuore della città, intitolata al famoso poeta tedesco del 1200 Walther von der Vogelweide. Questa piazza d’inverno ospita i celeberrimi mercatini di Natale.

Se il meteo lo consente, affittando una bicicletta e sfruttando la fitta rete di piste ciclabili della città si possono prima percorrere i Prati del Talvera (Talferwiesen), ovvero il parco sul fiume che taglia in due la città, e poi raggiungere Castel Mareccio (Schloss Maretsch), circondato da vigneti.

Sempre mediante le piste ciclabili si arriva a tutti i musei della città, tra cui spiccano il Museo di Arte Contemporanea o Museion e il Museo archeologico provinciale, dove si conserva la mumma di Ötzi, il celeberrimo uomo del Similaun.

Sempre in bicicletta si può uscire dai confini del comune e arrivare al Castel Roncolo, uno degli innumerevoli manieri sparsi su questo territorio. La costruzione del castello risale al 1237 ed esso è decorato da splendidi affreschi che narrano la leggenda di Re Artù, di Tristano e Isotta e i mestieri antichi. Fu scelto da Pierpaolo Pasolini come set per il film Decameron. Il castello sorge su una rocca da cui si gode di una magnifica vista sulla città di Bolzano.

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