La villa imperiale, i giardini e il tempio buddhista di Chengde, in Cina

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Dopo aver parlato di Datong, suggeriamo un’altra interessante escursione per chi visita Pechino. Stiamo parlando di Chengde, situata nella provincia dell’Hebei, e distante circa 300 chilometri dalla capitale, oltre la Grande Muraglia. La città, che anticamente si chiamava Jehol, conserva in quattro chilometri quadrati di superficie un’altissima densità di monumenti: ben 1862. Ovviamente è impossibile visitarli tutti, ma sarà difficile dimenticare la bellezza del paesaggio in cui Chengde è immersa. Non a caso è stata annoverata dall’UNESCO tra i patrimoni dell’umanità.

La città ospitava la residenza estiva della dinastia imperiale Qing (1644-1912), costituita da vari palazzi, un laghetto, un territorio pianeggiante e un monte. Gli imperatori passavano qui alcuni mesi dell’anno e ricevevano visite ufficiali da sovrani, ministri e ambasciatori stranieri. Il complesso è chiamato Villa estiva imperiale ed è un vero tesoro architettonico, oltre che una della politica seguita dai Qing, che mirava all’unificazione sociale e religiosa tra le varie nazionalità di confine. Il Palazzo è costruito intorno a un cortile quadrato, tipico della cultura della Cina settentrionale. Invece, i vari giardini sono nello stile cinese centrale. Misura ben 10 chilometri il perimetro del muro in pietra che circonda la residenza ed è scandito da 72 splendide pietre miliari, ognuna delle quali è stata battezzata con un nome poetico dagli imperatori.

A Chengde si trova anche il Piccolo Potala, una sorta di riproduzione in miniatura del palazzo del Potala a Lhasa e il Tempio Puning (“della pace universale”), anche noto come Tempio del grande Buddha, poiché ospita una statua lignea alta più di 20 metri e pesante 110 tonnellate.


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