La mitica Sankt Moritz e l’idilliaca Engadina

Di

SaintMoritz

L’allure di Sankt Moritz (nome spesso erratamente inglesizzato in Saint Moritz) è famosa in tutto il mondo: qui il lusso raggiunge livelli altissimi e il jet set è di casa. È il paradiso dello struscio mondano che si svolge tra griffatissime boutique, gioiellerie e templi dell’alta gastronomia. Per esempio all’hotel Badrutt Palace – un edificio dominato da un torrione che sembra disegnato per un cartone animato di Walt Disney – si danno regolarmente appuntamento altezze reali, stelle di Hollywood e miliardari. Tanto per dare un’idea del livello del lusso a St. Moritz, basti pensare che alla stazione ferroviaria i passeggeri in arrivo sono accolti da un gentiluomo che indossa un elegante cappotto nero lungo fino ai piedi, cappello a cilindro e guanti di pelle e, a seconda dell’hotel in cui alloggeranno, segnala una Rolls Royce, un SUV Mercedes e via dicendo.

Ma tutta l’Engadina, la valle-giardino del cantone dei Grigioni, è un idillio dove tutto è perfetto: i paesaggi, l’ospitalità e anche la cucina. Oltre a Sankt Moritz, ci sono paesini affascinanti quanto discreti e semisconosciuti, celati tra montagne stupende dove si scia fino a maggio e la neve pare polvere di talco: per esempio a Corviglia, oppure sul Corvatsch – monte famoso per le piste nere che scendono dai 3300 metri – o sulla Cresta Run, una pista per bob e slittino conosciuta in tutto il mondo.

Tra i villaggi più pittoreschi della valle troviamo Celerina, Punt Chamues-ch, Zuoz, Davos (dove Thomas Mann ambientò La montagna incantata), Sils-Maria (dove visse invece Nietzsche), Poschiavo, Fex. Tutti paesini che incantano e fanno venire voglia di rimanere in questa valle per sempre.

Da queste parti si parla il romancio – una mescolanza di dialetti locali di antica derivazione latina abbastanza affine al ladino parlato nelle Dolomiti e col friulano. In romancio Sankt Moritz si chiama San Murezzan, mentre arrivederci si dice arevair.

In Engadina il traffico automobilistico è quasi completamente vietato. Si viaggia a cavallo (potendo!), in corriera o sui trenini rossi della Ferrovia retica. L’aggettivo ‘retica’ deriva da Rezia, l’antica provincia romana che comprendeva queste terre). Per esempio il famosissimo Trenino rosso del Bernina, di cui abbiamo già tessuto le lodi in questo post. La Ferrovia retica è la più alta del mondo, con binari a scartamento ridotto che si arrampicano tra montagne e laghetti dai colori cangianti a seconda della stagione. La ferrovia che collega Coira a Sankt Moritz e al resto del Cantone dei Grigioni è stata definita la più bella ferrovia alpina del pianeta. Davvero un’esperienza da fare una volta nella vita. Passando tra gole e ponti a strapiombo comodamente seduti nelle carrozze dalle grandi finestre si fa il pieno di emozioni ammirando un paesaggio che scorre lento e cambia continuamente: castelli in rovina aggrappati a pendii a strapiombo, campanili di ogni forma possibile, case dai tetti spioventi con camini fumanti. E anche una bella carrozza ristorante che propone ottimi menù.

Forse l’Engadina è davvero, come diceva Thomas Mann, ‘un luogo dove si può accarezzare la felicità’.


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