Una visita guidata al castello di Issogne in Val d’Aosta

Di
Issogne

I weekend d’autunno sono ancora un’ottima occasione per scoprire da vicino i castelli e le fortificazioni della Valle d’Aosta. Per esempio, se percorrete l’autostrada A5 e uscite a Verrès, potrete visitare il famoso castello nel comune di Issogne, dove una guida è disponibile ogni 30 minuti per gruppi di massimo 25 persone.

Si tratta di un maniero affascinante, di stampo prevalentemente rinascimentale, anche se le sue origini sono antichissime: nacque probabilmente intorno al 1150 secolo come costruzione fortificata, poi passò alla famiglia Challant, che gli fece assumere l’aspetto attuale tra la fine del XV e l’inizio del XVI secolo. I lavori di abbellimento furono soprattutto opera di Giorgio di Challant, priore di Sant’Orso, che ebbe a cuore di restaurarlo e trasformarlo nella sontuosa dimora arrivata ai giorni nostri. Gli interventi conservativi e i restauri della fine dell’Ottocento gli hanno ridato lo splendore di un tempo.

L’esterno del maniero ha un aspetto un po’ austero, ma l’interno è assai più vivace. Sul grande cortile interno si affacciano gli stemmi della famiglia Challant e quelli delle famiglie a essa legate. Al centro del cortile si trova però il più celebre elemento del castello: la fontana del melograno, una vasca ottagonale di pietra nel cui centro si erge un albero di melograno in ferro battuto da cui sgorgano zampilli di acqua. Un piccolo giardino all’italiana contribuisce a ravvivare l’ambiente.

Issogne

Un altro motivo che fa di questo castello uno dei più significativi e affascinanti della Val d’Aosta sono i numerosi affreschi delle lunette del coloratissimo porticato, sempre sul cortile interno: tutte scene di vita quotidiana del tardo medioevo fotografate con estremo realismo e punte di umorismo.

Delle circa cinquanta stanze del maniero, alcune sono visitabili: al pian terreno la sala da pranzo, la cucina e la sala baronale, decorata da belle pitture e affreschi.

Al primo piano merita una visita la cappella, con volte a ogiva finemente decorate, notevoli affreschi sulle pareti e un altare gotico di legno intagliato e dorato, sovrastato da un trittico fiammingo. Inoltre, si può accedere alle camere della contessa e del conte Renato.

Al secondo piano si trova la stanza detta ‘del re di Francia’ – con un soffitto a cassettoni decorato da gigli e un camino dove troneggia uno scudo della dinastia francese dei Valois – e anche la stanza ‘dei Cavalieri di San Maurizio’, anch’essa con bel soffitto a cassettoni su cui è dipinta la croce dell’ordine.

Tutti i visitatori restano particolarmente colpiti dai copiosi graffiti lasciati nel corso dei secoli dagli ospiti o dai servitori del castello. Sono scritte incise sulle pareti con punte metalliche, si trovano quasi dovunque, ma sono particolarmente visibili nel porticato interno, nei corridoi e sugli stipiti di porte e finestre. Si tratta di scritte in francese, latino o italiano: alcune sono commenti di viaggiatori tristi oppure felici per la loro partenza dal castello, altri sono perle di saggezza sulla vita e il denaro, ma non mancano le confessioni di innamorati e i commenti scherzosi. Un patrimonio interessante, che però non richiede arricchimenti da parte di irresponsabili turisti contemporanei!

Per tutte le informazioni, questo è il sito ufficiale.


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