Finiti i lavori di restauro, la Reggia di Caserta è più spettacolare che mai

Di , scritto il 28 Marzo 2011

La volle verso la metà del 700 Carlo III, che desiderava una reggia di magnificenza pari a quella di Versailles per testimoniare il potere e l’influenza dei Borboni. La sfarzosa Reggia di Caserta, capolavoro di Luigi Vanvitelli (1700–1773), inclusa nel Patrimonio culturale dell’umanità dell’UNESCO si ripresenta in tutta la sua bellezza dopo i recenti restauri. Offre nuovi spazi espositivi, il riordino delle collezioni e la riapertura di tutte le sale degli appartamenti reali.

La reggia è stata definita “l’ultimo capolavoro del barocco italiano”, con i suoi 44.000 metri quadrati di superfici, più di 1200 stanze suddivise su cinque piani e 1800 finestre, le scalinate sontuose, le porcellane, i tessuti e le sculture; qui ogni dettaglio trasuda ricchezza. Bellissime anche la scala monumentale (anche nota come lo Scalone Reale), la Cappella Palatina e il Teatro di Corte, a forma di ferro di cavallo.

All’esterno, una lunga via d’acqua e 120 ettari di parco: tutto un gioco prospettico in cui perdersi è un piacere, con il Giardino all’Italiana, il Passeggio e il Giardino all’Inglese, le monumentali fontane e i bacini su cui un tempo venivano simulate battaglie navali e arrembaggi, le piante spettacolari ultracentenarie. Un giardino meraviglioso che i casertani visitano decine di volte nella loro vita.

Ma la sorpresa del visitatore, che adesso può raggiungere la Reggia anche in treno, con l’alta velocità (ad appena un’ora da Roma, con la stazione proprio davanti all’ingresso) è che ora si possono ammirare 260 dipinti mai visti prima d’ora, usciti dai depositi, collocati nelle nove sale di nuova apertura. Si va dal cospicuo fondo di nature morte ai dipinti dei fasti dei Farnese, alle opere dedicate ai Borbone, con i ritratti di Carlo, Ferdinando IV, Francesco I.

Il lavoro di restauro ha consentito di risistemare le stanze dei sovrani e di rendere visibile con un percorso mozzafiato la straordinaria opera d’ingegno della volta ellittica di copertura che permette di apprezzare le ardite tecniche utilizzate da Vanvitelli nella Fabbrica casertana. Anche per chi l’ha già vista in passato, le novità della Reggia valgono un altro viaggio.

 



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