I mosaici della Villa Romana del Casale a Piazza Armerina

Di , scritto il 24 Febbraio 2010

Relativamente poche persone hanno visitato questa meraviglia, dissotterrata completamente solo a partire dagli anni ’50 del secolo scorso. Eppure si tratta di uno dei principali gioielli della Sicilia, non a caso dichiarato Patrimonio dell’umanità dall’UNESCO nel 1997.

La Villa Romana del Casale, complesso archeologico nei pressi di Piazza Armerina (in provincia di Enna), risale al III o IV secolo d.C. Intorno al cortile interno si trovano circa cinquanta stanze, una diversa dall’altra per forma (circolari, rettangolari, quadrate) e decorazioni e disposte come in un labirinto: bagni, palestre, stanze da studio, stanze di soggiorno e camere da letto e perfino latrine perfettamente conservate!

Ma la fama della villa, è dovuta soprattutto ai numerosi e magnifici pavimenti a mosaico, formati da tessere di marmo di un’infinità di colori. Essi furono quasi certamente opera di maestranze nordafricane, lo si deduce dall’autenticità con cui sono rappresentati i vari luoghi dell’Africa. I mosaici coprono una superficie gigantesca (più di 3500 metri quadrati) e rappresentano delfini e pesci, scene di caccia e cattura di animali, immagini della vita quotidiana, ma anche motivi tratti dai racconti omerici. Sono molto note le ‘ragazze in bikini’ che vedete nella foto: giovani donne intente a giocare a palla, correre, sfidarsi in gare sportive.

I mosaici della Villa del Casale sono così vivaci e verosimili che possono essere considerati un vero e proprio libro sulla vita dei patrizi romani. Sono inoltre una dimostrazione del fatto che i romani erano un popolo pratico, che non amava idealizzare la realtà, ma la rappresentava con esattezza. Con una modernità sorprendente, i mosaici mostrano la terza dimensione, con figure grandi al vero.

Molte sono le ipotesi su chi fosse il proprietario della sontuosa villa, ma non si ha alcuna certezza, anche se con molti propendono per l’idea che si trattasse del tetrarca Massimiliano oppure di suo figlio Massenzio. Sicuramente si trattava di un facoltoso aristocratico romano ancora pagano, amante della caccia e probabilmente legato alla vendita di bestie feroci per gli spettacoli del Colosseo.

Chiunque fosse il magnate, non vi è dubbio sul fatto che ci ha lasciato un patrimonio strepitoso di architetture, volumi, colori, che vale assolutamente una visita. Passeggiare sui mosaici di Piazza Armerina dà una strana ebbrezza: è come camminare su una lunghissima pellicola composta da milioni di frammenti di marmo, un film che risale a più di 1700 anni fa!

Per qualsiasi informazione, fate riferimento al sito piazza-armerina.it.


1 commento su “I mosaici della Villa Romana del Casale a Piazza Armerina”
  1. […] Le atlete dei giochi nautici esibivano l’antenato del due pezzi, il “subligaculum”, esemplari dei quali si possono vedere nei mosaici di Piazza  Armerina. […]


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