Il golfo del Quarnero in Croazia: ideale anche in autunno

Di , scritto il 23 Agosto 2010

Per questo scampolo di estate che ci rimane, ma anche per l’autunno, consigliamo un soggiorno nel golfo del Quarnero. In croato si chiama Kvarner, e si trova in Croazia, nell’Adriatico settentrionale, ad appena un’ora d’auto da Trieste e a pochi minuti da Fiume (Rijeka). Un tratto di mare che separa l’Istria dall’arcipelago delle Isole Quarnerine, le più grandi delle quali sono Cres (in italiano Cherso), Lošinj (Lussino) e Krk (Veglia – di cui abbiamo già parlato diffusamente).

Dunque un braccio di mare e un arcipelago, baciati da un eccezionale microclima, relativamente caldo anche nei mesi autunnali, perfetti per il turismo almeno fino a novembre. Oltre che fare vita di mare estremamente rilassante, tra spiagge e calette più o meno disabitate, qui si può anche dilettarsi nel trekking, con passeggiate a piedi o in bicicletta nell’entroterra, scoprire bellezze naturali e borghi dall’antica storia. Non a caso questi furono luoghi molto amati dai nobili mitteleuropei così come lo sono oggi dagli austriaci di oggi e da molti nostri connazionali: questa è una zona ideale per assaporare profumi e gusti del Mediterraneo. Il tutto in un ambiente con un passato che è stato anche italiano, in cui è facile comunicare nella nostra lingua e non ci si sente affatto perduti in una terra straniera.

L’isola di Cres o Cherso (nella foto), è una delle più estese della Croazia e prende il nome dal suo capoluogo. Lunga circa 80 km, presenta 240 km di sviluppo costiero. La parte nord dell’isola è in gran parte disabitata e considerata una eccezionale riserva ecologica. Nel capoluogo vivono circa 3000 abitanti: è una cittadina fortificata di origini medievali, ma in cui prevale l’architettura di impronta veneziana. Fino alla fine del 700 questa città fu infatti sotto il dominio del Serenissima, poi passò agli Asburgo, nel 1919 insieme all’Istria fu assegnata all’Italia e nel 1947 ceduta alla Jugoslavia. Uno degli emblemi dell’isola è il lago di Vrana, importante non solo per la sua bellezza, ma anche perché fornisce di acqua dolce Cherso e la vicina isola di Lussino: data la sua importante funzione, nel lago non sono permesse la balneazione e la pesca. Sull’isola di Cherso consigliamo di dedicare una giornata alla visita del piccolo centro di Osor (Ossero), con appena 70 abitati, ma ben 4000 anni di storia da raccontare. In particolare, è importante vedere la chiesa barocca dell’Assunzione, con il bel portale rinascimentale, il museo archeologico (con rilievi del periodo romano e paleocristiano) e le mura del XV secolo.

La seconda isola importante del Quarnero si chiama Lošinj, è separata da Cres da un canale artificiale, la Cavanella, costruito dagli antichi romani, che tagliarono il piccolissimo istmo che in origine univa le due isole. Oggi le collega un ponte rotante proprio in corrispondenza del villaggio di Osor di cui abbiamo appena parlato. A Lussino (così si chiama l’isola in italiano) ci attende una costa con villaggi tranquilli e ordinati, fondali straordinari che faranno la gioia degli amanti delle immersioni e un entroterra con una vegetazione lussureggiante. Le due località molto accoglienti e tutte da scoprire sono Lussinpiccolo (Mali Lošinj) e Lussingrande (Veli Lošinj), i cui nomi non devono trarre in inganno perché il primo è un centro più grande importante del secondo. Lussingrande è una località climatica molto apprezzata, raccolta e raramente affollata. Ma Lussinpiccolo per certi versi la supera nel gradimento dei visitatori grazie al suo porto meno esposto ai venti; inoltre la cittadina è veramente graziosa e invoglia a svolgere passeggiate durante tutta la giornata, così come a una visita delle viuzze del centro storico e delle chiese. Di fatto, in estate è stracolma di turisti che circolano nella baia principale, sulla quale si trovano quasi tutti i negozi e ristoranti e le tipiche case dipinte di colori pastello.

Se passiamo invece sulla riviera del Quarnero, consigliamo di visitare Opatjia (che si chiama Abazia in italiano); una città che, grazie alle sue strutture, è sicuramente uno dei più importanti centri turistici della Croazia. Il suo nome deriva dall’antica abbazia benedettina di San Giacomo della Preluca, citata nei testi storici per la prima volta nel 1453. Di Opatjia colpisce la sua posizione in assoluta armonia con la natura: circondata da boschi di alloro e magnifici parchi, da essa parte una costa rocciosa e pittoresca, con un lungomare di 12 chilometri che va dal sobborgo portuale di Volosko fino all’antica cittadina romana di Lovran (Laurana). Anche questa è un luogo molto signorile e romantico, immerso nel verde (il suo nome è dovuto alle innumerevoli piante di alloro che qui prosperano), con ville eleganti, in parte private, in parte adibite a residence o alberghi.

Kastav è un altro piccolo borgo medievale sulla costa, ad appena 6 chilometri da Abazia e a 10 da Fiume: domina dall’alto il Golfo del Quarnero e le isole, con una eccezionale vista su Opatija. Un luogo dove la vita scorre tranquilla, ma che vanta una lunga e importante storia: innumerevoli culture – dagli antichi romani agli Asburgo – hanno lasciato la loro impronta qui, e la loro presenza si percepisce passeggiando tra le viuzze e le piazzette del centro storico, che possiede anche delle belle chiese e scorci indimenticabili. Kastav presenta molte attrattive dal punto di vista sportivo-ricreativo e costituisce un buon punto di partenza per le isole.

Infine, come è nostra ‘sana’ abitudine, vi invitiamo a non dimenticare la ricca offerta gastronomica del Quarnero, che unisce sapori di mare e di terra: piatti a base di pesce (soprattutto orate, scampi gamberetti, scorfani), ma anche carne (in special modo l’agnello), formaggi freschi e tartufi neri. Da innaffiare con i vini dell’isola di Veglia.


1 commento su “Il golfo del Quarnero in Croazia: ideale anche in autunno”
  1. […] tra la Mitteleuropa e l’Europa sudorientale. Questa città portuale affacciata sul Golfo del Quarnero è una vetrina di stili diversi: fortezze medievali, magnifici palazzi dell’epoca asburgica, […]


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