Ischia, l’isola della letizia

Di , scritto il 22 Settembre 2012

Se è vero che ogni territorio ha una cifra esistenziale che lo rende diverso dagli altri, beh, allora possiamo dire che Ischia è l’isola della letizia.

Già l’incisione sull’importantissima Coppa di Nestore – uno dei più antichi esempi di scrittura alfabetica, rinvenuto proprio a Ischia nei primi anni ‘50 – dà l’idea dello spirito gaudente, sensuale, che animava gli antichi colonizzatori greci, che, per primi, giunsero dall’isola di Eubea: Io sono la bella coppa di Nestore, chi berrà da questa coppa subito lo prenderà il desiderio di Afrodite dalla bella corona.

In epoca moderna, nei mitici anni cinquanta e sessanta, gli anni del boom turistico, un detto popolare recitava invece: a Ischia si mangia si beve e si fischia; e dopo aver mangiato, bevuto e fischiato e Viva Ischia e chi l’ha creata!

Naturalmente, al di là degli aneddoti, la vita per gli ischitani non è mai stata semplice: né per i Calcidiesi e gli Eretriesi, che su quest’isola al nord del Golfo di Napoli stabilirono la prima colonia della Magna Grecia, salvo dover poi scappare nella vicina Cuma per sottrarsi all’instabilità sismica e vulcanica dell’isola. Né tanto meno per gli isolani che, otto secoli dopo, si sono trovati a gestire la difficile transizione da un’economia prevalentemente agricola alle nuove esigenze produttive del turismo di massa. Tuttavia, come dicevamo, il sacro fuoco dell’accoglienza, dell’ospitalità, continua a bruciare nell’animo degli ischitani, che di fatto ci hanno costruito su e consolidato nel tempo la loro reputazione e il benessere economico.

Soprattutto l’amore per la terra e per il mare continuano a essere un valore aggiunto e un argine a quel turismo di massa che spesso, sul lungo termine, stravolge l’autenticità dei luoghi e l’identità delle persone che li abitano.

Gastronomia, natura, spiagge e, ovviamente, le terme, che l’hanno resa famosa in tutto il mondo, continuano perciò a essere le occasioni a disposizione del visitatore interessato ad approfondire spirito e cultura della più importante delle isole flegree, che, dal suo canto, con circa 400 strutture ricettive tra alberghi, residence e B&B (per una lista completa cliccate qui), si presenta con un’offerta di soggiorno talmente variegata da non avere eguali tra le altre isole minori della penisola.



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