Un itinerario in Madagascar

Di , scritto il 18 Ottobre 2009

baobab

Ne abbiamo già accennato, il Madagascar è una delle isole più grandi al mondo, inutile dire che per vederla in lungo e in largo (più di 580 mila kmq) servirebbe molto più di una vacanza. Se preferite un viaggio organizzato, su Internet potete trovare numerose agenzie malgasce che vi proporranno itinerari a tema o a seconda delle vostre esigenze. Non troverete dei tour di gruppo cui aggregarvi in date prestabilite, queste agenzie operano esclusivamente su richiesta e mettono a disposizione un 4×4 con autista, hotel e guide selezionate.

Di fatto, e per fortuna, il Madagascar non è ancora attrezzato per il turismo di massa, gli hotel di categoria elevata sono pochi e, in generale, tutte le agenzie turistiche utilizzano gli stessi.

Se, invece, optate per una vacanza più economica e avventurosa, potete pensare di organizzarvi autonomamente, scegliendo da voi alberghetti e campeggi nei pressi dei parchi naturali. Noleggiare un’auto è molto costoso, tanto varrebbe ricorrere direttamente agli autisti delle agenzie. Il mezzo di trasporto più economico in assoluto è il taxi-brousse, che, per la maggior parte della popolazione, è il solo mezzo di trasporto. I taxi-brousse si trovano davvero ovunque, perfino nei villaggi più sperduti. Si tratta di autobus di diversi tipi: i più diffusi sono le Peugeot 404 telonate da 15 posti, ma, per i tragitti più lunghi, potete trovare anche veicoli più comodi come, ad esempio, le golette Renault dette “100 chili” da 25 posti o i pullman Tata fabbricati in India. Si può scegliere il tipo di veicolo e prenotare il proprio posto in anticipo, è sempre meglio presentarsi in orario alla partenza, ma sappiate che il taxi-brousse non partirà finché non sarà pieno e, quanto al tragitto, tenete sempre conto degli inconvenienti che possono accadere su una pista o su una strada semiasfaltata. Insomma abbracciate la filosofia locale del mora-mora (piano piano, lentamente), ritroverete il piacere ancestrale della lentezza e farete un’esperienza memorabile. I taxi-brousse, infatti, sono sempre affollatissimi, il numero dei passeggeri è sempre superiore a quello consentito, ma questo è in assoluto il modo migliore per entrare in contatto con la popolazione locale, in strettissimo contatto.

La nostra proposta è un itinerario che permetta di scoprire la varietà di paesaggio, di stile di vita e di clima dell’isola da Nord Ovest a Sud Est, visitando i luoghi meglio collegati e utilizzando, quando possibile, dei mezzi alternativi al taxi-brousse.

Antananarivo, chiamata amichevolmente Tana, la capitale, è una tappa di rigore, anche perché punto di arrivo dei voli intercontinentali di linea. Situata a un’altitudine compresa tra i 1200 e i 1500 metri, si estende su 18 colline che la rendono una città molto particolare dal punto di vista paesaggistico. Nonostante i suoi saliscendi, è una città piccola, che può essere visitata senza problemi. Nella città alta vale la pena visitare il centro e Place de l’Independance, il quartiere di Isoraka e il Rova (palazzo della Regina).

Da Tana, con un lungo viaggio in auto prendendo la RN4 e la RN6, ci spingiamo all’estremo Nord Ovest verso Diego Suarez, città dal fascino decadente che porta ancora i segni della colonizzazione francese; si affaccia su una bellissima baia (seconda solo a quella di Rio de Janeiro) dove si possono ammirare antiche navi arenate ormai in stato di decomposizione. L’atmosfera di questo luogo è davvero unica. Diego è inoltre un ottimo punto d’appoggio per visitare il vicino Monte d’Ambre con la sua lussureggiante foresta pluviale popolata di lemuri e il massiccio dell’Ankarana, dove si possono visitare gli tsingy, una sorta di cattedrale naturale di formazione calcarea costituita da guglie e pinnacoli che si innalzano verso il cielo e da centinaia di grotte nate dall’erosione delle acque sotterranee. Si tratta di uno spettacolo unico nel suo genere, anche perché queste formazioni rocciose si sono modellate su una placca emersa dal mare e, lungo i sentieri, si possono ancora vedere le conchiglie.

Ritornati a Tana, ci avventuriamo su quella che viene chiamata la Route du Sud, la prima strada interamente asfaltata (RN7) che porta fino a Tulear. Percorriamo gli altipiani, paesaggi che non somigliano a nessun altro paesaggio al mondo: colline, piccole montagne con villaggi abbarbicati, case di mattoni coi tetti ricoperti di paglia, risaie.

Il primo centro abitato che incontriamo è Antsirabe: un’antica città termale a 1.400 metri dove è ancora visibile uno stile coloniale francese molto elegante. La stazione, l’Hôtel des Termes, stabilimenti termali ora non particolarmente affollate, fanno pensare a un passato vivace che potrebbe risvegliarsi da un momento all’altro. Oltre alle terme, Antsirabe è il posto ideale per passeggiate in montagna a piedi o in bicicletta

Sulla strada vale la pena una sosta ad Ambositra, a 1.350 metri, tra quelli che si possono definire “alpeggi tropicali”, un luogo dove regna la pace. Famosa soprattutto per l’artigianato in legno della popolazione locale degli Zamaniry.

Fianarantsoa: una città vera e propria, capitale di un territorio particolarmente produttivo, famosa soprattutto per il vino e il tè. Dal punto di vista architettonico non ha molto da offrire, non c’è un quartiere uguale all’altro, ma proprio per questo può essere un meta molto interessante. Fianarantsoa è, inoltre, un importante centro culturale in cui si sono formati gli intellettuali locali.

Da Fianarantsoa prenderemo il treno per Manakara, passando dalle magnifiche piantagioni di tè di Sahambavy, attraversando la grande foresta dell’Est dalla vegetazione lussureggiante per avvicinarci sempre più all’Oceano Indiano. A ogni fermata troveremo venditori di banane, bigné, polli alla griglia…

Arrivati a Manakara prenderemo prima una piroga lungo il Canale dei Pangalanes, popolato da innumerevoli specie di uccelli, e che funge ancora da via di comunicazione tra i villaggi, fino ad arrivare al mare. Per poi tornare a visitare l’interno e il Parco Nazionale Ranomafana, con la sua grande varietà di animali (tra cui 12 specie di lemuri) e vegetali (tra cui anche centinaia di specie di orchidee).

Scendendo ancora verso Sud, in direzione Ranohira, il paesaggio cambia completamente, si entra in un territorio completamente diverso, il clima è secco e la pianura arida. Sembra di essere nel Far West, e una volta in prossimità del massiccio dell’Isalo in Colorado. Questo massiccio risale al Giurassico, i panorami sono stupefacenti: profondi canyon, piscine naturali, fiumiciattoli, grotte e, ovviamente, lemuri ovunque. Il parco è la vera attrazione della zona, quanto ai villaggi, sono poco attraenti e frequentati quasi esclusivamente dai cercatori di zaffiro.

Tulear, ultima tappa, è alla fine della RN7 e del nostro tour. Una città sul mare, sempre immersa nella canicola, ma non priva di fascino, con la tipica atmosfera delle città di mare, la musica e i localini all’aperto, luogo ideale per il meritato riposo e per un po’ di tintarella.

Questo itinerario, chiaramente, non è che una descrizione sommaria di diverse soste, le situazioni e le sensazioni che vivrete in quest’avventura potranno essere solo vostre.


1 commento su “Un itinerario in Madagascar”
  1. jacktojack ha detto:

    Conosco amici che sono stati in vacanza per 3 settimane in Madagascar, più precisamente presso il Constance Lodge Tsarabanjina: a loro detta è uno dei posti più belli che si possa trovare al mondo!


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