Gli edifici coloniali di Sucre, patrimonio UNESCO in Bolivia

Di , scritto il 18 Gennaio 2018

Per chi visita la Bolivia una visita alla città di Sucre è d’obbligo. Quella che è definita nel paese andino “la città bianca” e pur essendo piccola e tranquilla è la capitale costituzionale del paese. E’ situata a un’altitudine di 2800 metri, offre temperature gradevoli e strade sicure, pulite e curate.

Dal 1991 è inclusa nel Patrimonio dell’Umanità UNESCO soprattutto per merito dei suggestivi edifici neo-coloniali imbiancati a calce, a cui si aggiungono le piazze vivaci e un ricco patrimonio culturale.

Che cosa bisogna vedere assolutamente a Sucre?
* La casa de la Libertad, l’edificio in cui fu firmata nel 1825 la dichiarazione di indipendenza del paese: la visita permette di conoscere meglio la storia della Bolivia.
* Il convento di San Filipe de Neri, in stile neoclassico, costruito alla fine del Settecento. Ora è una scuola femminile gestita dalle suore, che su richiesta permettono ai visitatori di passeggiare sui tetti godendo di una splendida vista e di vedere il grande chiostro circondato da due livelli di portici.
* Il museo di Santa Clara, convento di clausura, dove si può visitare il coro adibito a museo e lo splendido chiostro con le colonne perimetrali leggermente inclinate e le pitture murali. Nella chiesa è conservato un organo in legno antico a 500 canne risalente alla metà del Seicento.
* Plaza 25 de Mayo, cuore pulsante della città, su cui si affacciano la Cattedrale e la Casa de la Libertad.
* E poi i vicoli bianchi, a planimetria perfettamente regolare, che permette di orientarsi facilmente tra i vari isolati (quadras).

Da Sucre si può raggiungere facilmente la città mineraria di Potosì: in autobus sono sufficienti tre ore di viaggio.



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