Palmi, Bagnara Calabra, Scilla e Seminara: questa è la Costa Viola

Di , scritto il 16 Maggio 2013

Oggi vi proponiamo un’idea che potrete trovare interessante sia per un weekend che per le prossime vacanze estive. Le cittadine litoranee di Palmi, Bagnara Calabra, Scilla e Seminara in Calabria formano la Costa viola, circa 35 chilometri di un tortuoso tratto del litorale reggino sulla costa del Tirreno fino allo Stretto di Messina. E’ chiamata così perché al tramonto la costa si colora di riflessi violacei, per effetto dell’incontro dei colori dei fondali e della macchia mediterranea. Qui le propaggini dell’Aspromonte si tuffano nel Tirreno, in questo modo mare e montagne sono raccolti in un solo paesaggio, con alte e frastagliate scogliere e anfratti che si alternano a terrazzamenti coltivate a vigneti a strapiombo sul mare e strette lingue di sabbia oppure di ciottoli.

Partiamo da Palmi, una cittadina dominata dal Monte Sant’Elia, dove la montagna raggiunge il mare tra calanchi a picco e splendidi scenari, tra cui anche la vista delle Eolie e dell’Etna.
La Tonnara e Taureana sono i nomi di alcune delle sue spiagge più belle, dalle quali si intravvedono i caratteristici scogli, come lo Scoglio dell’Ulivo, così chiamato perché ha in cima un ulivo pietrificato, che fa da vedetta a questo tratto della Costa Viola. E’ una pianta nodosa nata spontaneamente in cima a un faraglione che spunta tra i flutti. Nei pressi di Palmi, a Capo Barbi, ci sono anche colonie di corallo bianco, scoperte di recente.

Poi, per gli appassionati di storia antica, a Palmi si può visitare il Parco Archeologico dei Tauriani, un’antica popolazione italica che, in un punto altamente strategico dal punto di vista topografico e militare, fondò una città poi ri-fondata dai romani. Nella stessa area si trova la chiesetta sconsacrata di San Fantino, che rivela nell’ipogeo le precedenti costruzioni del periodo romano e la sovrastruttura medievale. A Palmi c’è poi un luogo legato alla leggenda di Donna Canfora, una principessa che per la sua bellezza fu rapita da un principe saraceno; la ricordano sei sculture contemporanee.

La strada costiera serpeggia tra terrazze coltivate a vigneti e pendici ricoperte di vegetazione mediterranea e porta a Bagnara Calabra, a un tiro di schioppo dallo Stretto di Messina, ubicata in fondo a una profonda baia tra le colline a picco sul mare.

La terza tappa del nostro itinerario è costituita dalla mitica Scilla, di cui abbiamo già parlato. Ci limiteremo a ricordare il Castello Ruffo e l’antico borgo dei pescatori di Chianalea.

Quarta e ultima tappa sarà costituita da Seminara, un borgo di circa 3000 abitanti che piacerà molto agli appassionati di arte. La Basilica Minore custodisce la Madonna dei Poveri, statua lignea del 1100, venerata non soltanto in Calabria. Nelle botteghe di Seminara da generazioni si consolida la tradizione delle tipiche ceramiche artistiche, che rappresentano soprattutto antichi mascheroni.

In questa zona, piatti e sapori della tradizione locale si intrecciano con quella dell’Europa del nord, principalmente nelle ricette che prevedono l’uso del cosiddetto stocco (ovvero lo stoccafisso) di Cittanova, consumato crudo in carpaccio oppure nei tortelli o arrosto con le patate.


2 commenti su “Palmi, Bagnara Calabra, Scilla e Seminara: questa è la Costa Viola”
  1. […] Vale la pena di salire anche verso la statua della Madonna della Scala, posta su un’altura dalla quale si vede tutta la Costa Viola. […]

  2. […] Costa Viola in Calabria abbiamo già parlato a suo tempo. Oggi ci soffermeremo su Bagnara Calabra, vicinissima allo Stretto […]


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