Brera: visita alla Pinacoteca milanese

Di , scritto il 10 Maggio 2011

La Pinacoteca di Brera è ospitata nel palazzo omonimo del periodo tardo Barocco, il quale ingloba in parte l’antica chiesa di Santa Maria in Brera (costruita tra il 1229 e il 1347). Di quest’ultima restano soltanto pochi frammenti decorativi conservati presso il Castello Sforzesco e l’Accademia di Belle Arti.

L’Accademia fu fondata nel 1776 e da allora il suo direttore cominciò a raccogliere incisioni, disegni, calchi, gessi e qualche dipinto da destinare all’apprendimento degli allievi. A questo primo nucleo di opere in seguito si aggiunsero le tele di Giuseppe Bottani, Filippo Abbiati, Carlo Francesco Nuvolone, Stefano Legnani.

Ma fu solo a inizio Ottocento che si pensò di allestire una vera e propria galleria, ottenendo tra l’altro importanti opere come Lo sposalizio della Vergine di Raffaello e la Madonna con il Bambino di Giovanni Bellini. Poco dopo entrarono a far parte della collezione anche i teleri di Carpaccio, il San Gerolamo di Tiziano, La crocifissione di Bramantino.

Dal 1882 la Pinacoteca fu aperta stabilmente al pubblico. Durante la Seconda Guerra Mondiale l’edificio fu ampiamente danneggiato dai bombardamenti e a conflitto concluso, venne concluso su progetto dell’architetto Piero Portaluppi.

Il percorso espositivo si articola in trentotto sale e comprende opere: a partire dagli affreschi lombardi del XV e XVI secolo, tra i quali spiccano Bramente e Bernardino Luini, si passa a una serie di sale con i dipinti italiani dal XII al XVI secolo, con Gentile da Fabriano, Cima da Conegliano, Antonio Vivarini, Giovanni Bellini, Andrea Mantegna, Lorenzo Lotto, Giovanni Battista Moroni.

Proseguendo nella visita si passa ai pittori veneti tra i quali Veronese, Tintoretto, Tiziano e agli artisti dell’area lombardo-piemontese come Vincenzo Foppa, Gaudenzio Ferrari, Giovan Paolo Lomazzo, Sofonisba Anguissola, Andrea Solario e Antonio Campi. La sezione dedicata ai pittori emiliani del XV e XVI secolo comprende, tra gli altri, Francesco del Cossa, Dosso Dossi, Ercole de’ Roberti, Cosmè Tura, Correggio.

Un’intera sala vede insieme esposti capolavori di Bramante come il Cristo alla colonna di Raffaello e di Piero della Francesca come la Pala Montefeltro. Il VII secolo è ben rappresentato da Federico Barocci, Guercino, Guido Reni, Ludovico e Annibale Carracci, Caravaggio e i caravaggeschi. Da segnalare in modo particolare I Santi Pietro e Paolo di Reni. Nell’area lombarda in questo periodo troviamo artisti come Tanzio da Varallo, Morazzone, Cerano, Giulio Cesare Procaccini.

Non mancano saggi di pittura fiamminga e olandese: Rubens, Anton van Dyck sono solo alcuni. Forse una delle opere più note di Brera anche ai non appassionati di arte è Il bacio di Hayez. A rappresentare l’Ottocento troviamo Lega, Fattori e Pellizza da Volpedo.

Infine la sala X della Donazione Jesi comprende opere più vicine ai giorni nostri: troviamo Umberto Boccioni con Rissa in galleria e La città che sale, Carlo Carrà con La musa metafisica” e La camera incantata, Amedeo Modigliani, Giorgio Morandi, Picasso, Medardo Rosso, Mario Sironi, Giorgio de Chirico.



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