Trapani: la città a bianca posta a specchio sul mare

Di , scritto il 03 Gennaio 2012

Quando avete di fronte la sagoma delle Egadi, alle spalle la valle dell’Agro Ericino e un panorama che spazia tra Tirreno e Mediterraneo, vi trovate a Trapani, una delle più pittoresche città della Sicilia. Il confine tra i due mari è all’altezza della torre di Lignito, potente baluardo di avvistamento del XVII secolo, simbolo dell’antico potere spagnolo. Da questo punto si vedono benissimo le isole Egadi prospicienti ma si guarda ancora meglio negli occhi la vicina isola della Colombaia, sulla quale si staglia una poderosa torre ottagonale.

Per tornare alla torre di Lignito occorre dire che essa, insieme alle mura di Tramontana, costituiva la fortificazione della città: una passeggiata al tramonto lungo i bastioni è estremamente suggestiva.

Da qui ci si può poi immergere nella città antica, che ha una pianta a forma di falce (come si vede bene in questa foto) e un tessuto viario che risale agli anni della dominazione araba e poi si espande nei numerosi molti corsi eleganti di respiro ottocentesco che si perdono verso il mare (corso Vittorio Emanuele, via Torrearsa, via Garibaldi). Angoli stupendi che rivelano scorci da godere passeggiando, magari fermandosi per assaporare un dolcino e un bicchiere di vino.

Sono tanti i palazzi eleganti, suggestivo il vecchio Mercato del pesce, ma anche le molte chiese, ognuna delle quali racconta una pagina del passato della città. Come la splendida cattedrale di San Lorenzo (nella quale è conservata un’Annunciazione attribuita ad A. van Dyck) e la vicina Chiesa del Collegio, in stile barocco siciliano. Da non perdere anche la misteriosa chiesa templare di Sant’Agostino, che fu a lungo punto di riferimento per pellegrini e milizie diretti in Terrasanta. Al centro della facciata presenta un rosone molto particolare, che racchiude nella trama i simboli delle
tre religioni monoteiste e rimane uno degli emblemi della città di Trapani, da sempre crocevia dei popoli del Mare Nostrum.

Altri gioielli da non perdere sono la il monastero e la chiesa di Santa Maria del Soccorso, anche detta Badia nuova, edificata su un sito del VI secolo e il palazzo senatoriale (Cavarretta), che oggi accoglie il consiglio comunale.

Non si può parlare di Trapani senza citare le saline, un’attività che si è tramandata di generazione in generazione nell’area vicino al mare dove le chiuse possono sfruttare le maree. Il sale si ricava dall’evaporazione dell’acqua causata dalle alte temperature che dona il sole a queste latitudini e dal vento forte: il sale di Trapani ha un gusto molto particolare, regalato dal microclima e dal territorio. Una visita alle saline è un un viaggio nell’archeologia industriale (il mulino, le vasche, i cumuli di sale), ma anche in un ecosistema particolare: si trovano infatti in una zona protetta dal WWF e caratterizzata da flora e da fauna molto particolari, con la presenza varie specie di uccelli migratori, tra cui il fenicottero rosa.

Un altro elemento che nel corso dei secoli ha dato grande lustro a Trapani è il corallo: la lavorazione del corallo è citata da Plinio il Vecchio, ma raggiunse la massima espressione nel 600. Al Museo Pepoli è esposto l’oggetto forse più prezioso tra quelli creati dagli artisti del corallo: una lampada in sospensione, insieme ad altri oggetti in corallo e pitture.

Delle attrattive della provincia di Trapani abbiamo già parlato diffusamente: se digitate la parola “trapanese” nel box di ricerca, troverete molte idee per visite e itinerari nella provincia.


1 commento su “Trapani: la città a bianca posta a specchio sul mare”
  1. […] è a nostro avviso nella rosa delle più suggestive città siciliane insieme a Catania, Palermo e Trapani. Una città di origini antichissime, che racchiude in sé anime diverse, ognuna con radici […]


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