Turisti nei paesi tropicali: rischio Dengue

Di , scritto il 28 Febbraio 2008

LogoLa parola dengue per me non significava nulla. Finché una mia amica non è tornata dall’Ecuador portandosela addosso. Allora ho dovuto per forza informarmi su questa malattia. Il Ministero della salute dedica una pagina del sito a tutti i viaggiatori diretti nelle zone tropicali. E’ infatti una malattia virale acuta presente in gran parte del Sud-Est Asiatico, in Africa, in America Centrale e Meridionale e anche in Oceania.
I principali sintomi della dengue sono febbre ed eruzione cutanea (macchie e bolle). Viene spesso confusa con l’influenza poiché dà anche cefalea, dolori ossei e muscolari e disturbi gastrointestinali. Una forma più grave di dengue causa delle emorragie gastriche e intestinali.
La dengue è causata da un virus trasmesso all’uomo dalla puntura di alcuni tipi di zanzare attive anche di giorno (non per contagio interumano).
Come si previene questa malattia? Non esistendo ancora un vaccino efficace, né una profilassi farmacologica come per la malaria, sono molto importanti le misure precauzionali:
* Indossare abiti di colore chiaro, con maniche lunghe e pantaloni lunghi, che coprano la maggior parte del corpo;
* Evitare l’uso di profumi;
* Applicare sulla pelle esposta repellenti per insetti a base di N,N-dietil-n-toluamide o di dimetil-ftalato, ripetendo l’applicazione ogni 2-3 ore;
* Alloggiare possibilmente in stanze dotate di condizionatore d’aria e, in mancanza di questo, di zanzariere alle finestre, facendo attenzione che queste siano tenute ben chiuse;
* Spruzzare insetticidi a base di piretro o di permetrina nelle stanze di soggiorno e nelle camere da letto, oppure usare diffusori di insetticida (operanti a corrente elettrica o a batterie), che contengano tavolette impregnate con piretroidi o serpentine antizanzare al piretro.
Nel malaugurato caso di manifestazione della malattia e comunque in caso di febbre di qualsiasi natura al ritorno da un viaggio in una zona a rischio, è necessario rivolgersi immediatamente a un medico o ad una struttura ospedaliera qualificata. Va evitata ogni forma di autotrattamento farmacologico; soprattutto devono essere evitati farmaci antipiretici a base di acido acetilsalicilico (aspirina) che potrebbero favorire la comparsa o l’aggravarsi delle manifestazioni emorragiche.

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