Plovdid: una mèta imperdibile in Bulgaria

Di , scritto il 14 Gennaio 2019

Plovdiv è un’antica nel sud della Bulgaria meridionale famosa per essere costruita su sette colli. Non è un caso che sia stata nominata Capitale Europea della Cultura per il 2019. Per un titolo di quel genere possiede tutti i requisiti: una lunga storia e un presente assai vivo, giovane e creativo.

Plovdiv vanta una storia di ben 8000 anni. Traci, Celti, Romani e Ottomani hanno lasciato qui le tracce della loro presenza. L’antico Teatro in marmo del II secolo è uno dei più bei ricordi lasciati dalla dominazione romana. Sulle sue gradinate in passato si potevano accomodare circa 6000 persone per assistere a tragedie e commedie; oggi ospita opere, concerti e spettacoli teatrali. I visitatori dello Stadio antico, risalente all’epoca dell’imperatore Adriano, possono visionare un film in 3D che rievoca in maniera suggestiva la Plovdiv del II secolo d.C.

Di un’epoca diversa e di uno stile diverso è la Moschea Dzhumaya, ricostruita nella forma attuale per volontà del sultano Murad II nel XV secolo, quando la Bulgaria faceva parte dell’Impero turco. Con i suoi muri in pietra naturale e mattoni e il minuscolo minareto, la moschea si trova al centro della lunga passeggiata di Plovdiv.

Bella addormentata, così è soprannominata dai residenti la Città vecchia di Plovdiv, che si estende su tre colline sopra la città. Le strade acciottolate conducono a un piccolo paradiso di chiese, negozi di alimentari e ville commerciali. Le belle case antiche in stile bulgaro sono relativamente giovani rispetto alla lunga storia della città. Uno degli edifici più suggestivi è la casa del mercante Arghir Kuyumdzhiouglu, il cui interno lascia a bocca aperta i visitatori per i meravigliosi soffitti rivestiti in legno e le camere dallo stile elegante.

Da non perdere anche i graffiti colorati che contraddistinguono il quartiere di Kapana, un tempo abitato da artigiani e oggi totalmente rimodernato. Con i suoi numerosi caffè e negozi è uno dei luoghi di incontro per giovani e meno giovani in ogni stagione.

Da non perdere anche il Museo archeologico regionale che ripercorre la storia della città, con mostre di pannelli a mosaico, lampade di argilla e monete antiche.



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