Astana: la capitale del Kazakhistan ospiterà l’EXPO 2017

Di , scritto il 13 Dicembre 2016

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Astana ospiterà l’EXPO 2017, entrando così nella classifica delle megalopoli che hanno accolto eventi internazionali su larga scala

di Richard R. Dion

A fronte del tema che sarà protagonista dell’EXPO del 2017, ovvero “Future Energy”, coloro che decideranno di visitare Astana potranno sperimentare alcune delle tecnologie più avanzate in materia di efficienza energetica, al fine di rilevare in prima persona come l’aumento esponenziale delle energie rinnovabili sia necessario per arginare il problema del riscaldamento globale e per garantire la sicurezza energetica.

Il 20esimo secolo, infatti, ha dato per scontato un consumo dell’energia inesauribile e a basso costo; per questo motivo, una notevole quantità di risorse è andata sprecata.

Da questo punto di vista, l’esposizione internazionale rappresenterà senza alcun dubbio un boom economico per la capitale kazaka, in termini di beni, servizi e edilizia. In aggiunta, EXPO 2017 rappresenterà un’opportunità unica per il Paese di candidarsi come una delle più importanti destinazioni turistiche mondiali.

Negli ultimi anni, il Governo ha fatto passi considerevoli nella promozione al turismo, attraverso l’attuazione di un regime visa-free (senza visto) e la costruzione di nuovi hotel in grado di rispondere all’incremento della domanda. Il Paese offre infatti numerose possibilità: sport invernali, natura, fauna selvatica, cultura e spiagge, una serie di opportunità che fino ad ora non sono state sfruttate come meritano.

Con questa ampia offerta, il Kazakhistan potrà raggiungere importanti risultati, grazie anche alla visibilità che l’EXPO gli garantirà. Tutto ciò servirà come stimolo per il Paese ad affermarsi come forza economica, fornendo così gli strumenti necessari per sfruttare appieno il proprio potenziale.

Anche se le potenzialità sono ben chiare, c’è il rischio che non vengano sfruttate al massimo, considerato che tutto l’EXPO “Future Energy” si concentrerà nella capitale. Il Governo Kazako ha però annunciato che giocherà un importante ruolo nell’aiutare i parchi nazionali, le compagnie turistiche, gli hotel e altri operatori a entrare in contatto con i potenziali clienti, attraverso, ad esempio, un web design intelligente. Allo stesso modo, le agenzie turistiche dovranno coordinarsi e sforzarsi per essere orientate al cliente e per parlare diverse lingue.

astanaIl World Economic Forum Tourism Competitiveness Report del 2015 ha visto il Kazakhistan posizionarsi all’85esimo posto, con la vicina Cina al 17esimo, gli Emirati Arabi Uniti al 24esimo e la Russia al 45esimo. Singapore, spesso citato come modello di riferimento per il Kazakhistan, è riuscito a raggiungere la top 10. Nel report del WEF, il Kazakhistan ha ottenuto un buon punteggio riguardo le infrastrutture, la salute e l’igiene, i servizi turistici, il prezzo e la competitività, ma è andata sicuramente meno bene per quanto riguarda la conservazione delle risorse naturali (World Heritage, specie e aree protette) e la cultura (orale e immateriale).

“Durante i miei 20anni di attività, mi sono spesso trovato a spiegare che non conta solo quanto un scrittore possa essere talentuoso o quanto un parco possa essere prezioso se esso non è accessibile, se il libro è disponibile solo in lingua kazaka o se il parco è molto lontano e può essere raggiunto solo tramite un elicottero Mi-8 o percorrendo per 8 ore strade pericolose”, afferma Richard R. Dion Fulbright Senior Specialist esperto del Kazakhistan. “Tutti questi patrimoni rischiano di restare non sfruttati se rimangono irraggiungibili. Conoscere il Kazakhistan è come provare ad abbattere un muro. Una volta oltrepassato, si è consapevoli che ne è valsa la pena, ma in un primo momento ti chiedi perché sia stato così difficile”.

Per l’EXPO 2017, ci si aspettano 5 milioni di visitatori durante i 93 giorni dell’evento. Se le stime sono esatte, cosa succederebbe se ogni singolo visitatore decidesse di restare tre notti in più visitando le montagne vicino Almaty, la mecca letteraria e gli ex siti nucleari di Semey, oppure i resti archeologici delle antiche civiltà o le spiagge di Aktau? Vorrebbe dire 15.000.000 di notti in più in hotel, bed and breakfast, case e yurte (abitazioni mobili tradizionali dell’Asia centrale) per l’estate 2017. Ognuna di queste notti includerebbe pranzi, cene, entrate nei musei e presumibilmente l’acquisto di souvenir.

Con un adeguato piano strategico per i prossimi mesi, tutto questo fervore economico porterebbe portare il Kazakhistan in prima linea tra le economie turistiche. Ancora più importante, il Paese avrebbe 5 milioni di “ambasciatori per il turismo kazako”, il che significherebbe pubblicità gratis e uno sviluppo economico sostenibile, dal valore di miliardi di euro per i prossimi decenni.

Con un grande impegno, il Governo, insieme alle Regioni, il settore privato e gli stakeholder, potrebbero recuperare il tempo perso finora.

Richard-R.-DionDi base in Germania, Richard R. Dion è recentemente tornato dal Kazakhistan in qualità di Fulbright Senior Specialist. È anche Director of Development del Bridge Museum, il primo museo al mondo dedicato alle strutture e i concept dei ponti a San Francisco.

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