Preziose memorie e consigli tratti dal mio viaggio in Myanmar

Di , scritto il 06 Marzo 2012

Prima di decidere di partire per un viaggio in Myanmar, il paese asiatico tuttora più noto come Birmania, ho dovuto rifletterci a lungo. Un paese così devastato dalla dittatura, dove non c’è libertà di parola, di pensiero, di espressione, dove sono riusciti a sparare a sangue freddo su inermi monaci buddisti! E’ davvero un posto dove voglio andare? La risposta alla fine è stata ovviamente ! La dittatura c’è, e si vede, ma ci sono anche le persone. E sono dolcissime, generose e ospitali, con tantissima voglia di parlare e di farti conoscere tutte le meraviglie che possiede la loro terra.

La dote principale che occorre per viaggiare in Myanmar è la fiducia! Le compagnie aeree interne non sono IATA, nessuno ti certifica quindi dal punto di vista della sicurezza; si può prenotare il volo online, ma non pagarlo! Per ricevere i biglietti dovete mettervi d’accordo con una signorina che vi accoglierà all’aeroporto di Rangoon: qui effettuerete la transazione personalmente, come si faceva nella notte dei tempi!

Nel paese sono rarissimi i cambiavalute ufficiali: la cosa migliore è effettuare il cambio di denaro con un negoziante o un operatore turistico o in un hotel. Ma non tutti fanno lo stesso tasso di cambio: bisogna fidarsi di chi si hi davanti e sperare di aver fatto le giuste ricerche prima di partire.

Non sono accettate carte di credito, neanche nei grandi hotel; a dire il vero, prima alcuni vi diranno di sì, ma poi scoprirete che non è vero. Forse in un paio di hotel su tutto il paese c’è la speranza di riuscire effettivamente a pagare con questo mezzo, ma la commissione sarà talmente alta che sarebbe stato conveniente dormirvi una notte in più pagando in contanti. Morale: quando si va in Myanmar non si può essere certi di aver fatto bene i conti prima di partire.

In molte zone del Myanmar si gira in bicicletta, e questa è sicuramente la maniera più pratica per visitare il paese con i propri tempi. Quando fate acquisti, non potete portarvi via quello che avete comprato: sarà il negoziante a farvelo recapitare direttamente in hotel, e voi vi dovete fidare! Io sono cresciuta a Napoli, da ragazzina compravo le cose al mercato della Duchesca – non è proprio il posto dove ti insegnano a credere ciecamente nel prossimo. Per me è stato difficile pensare che mi avrebbero consegnato tutto in albergo dopo aver pagato la merce; ed invece è sempre arrivato tutto all’orario concordato – e perfettamente impacchettato per il viaggio!

C’è molto da imparare da questa gente: a loro manca tutta la malizia di cui siamo pieni nel mondo occidentale, sono buoni di cuore, a livelli difficili da spiegare se non lo si è sperimentato di persona.

Personalmente ritengo che l’unica arma che noi abbiamo per contrastare la dittatura birmana è parlare di questo popolo, andare nel Myanmar, innamorarsi dei tramonti sul Lago Inle o delle albe a Bagan! Non abbiate paura di partire: tornerete innamorati di questa terra e con una profonda pace nel cuore.

Per altre informazioni tecniche sul viaggio, potete consultare il mio sito.

Francesca Di Pietro

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