Sri Lanka, l’isola di Ceylon, molto più di una tazza di tè

Di , scritto il 28 Ottobre 2009

Tornati da un viaggio nello Sri Lanka, quando sentirete nominare la parola Ceylon non penserete più semplicemente a una tazza di tè. Certo, la quasi totalità del tè che beviamo in Europa proviene da lì, ma un viaggio in Sri Lanka può davvero offrirvi tutto ciò che chiedete a una vacanza!

Volete il mare e la spiaggia? A Unawatuna, sulla costa occidentale, troverete un ambiente tropicale con le palme e mare cristallino. Vi interessa un’esperienza culturale? A Kandy troverete danze tradizionali, cerimonie religiose, processioni notturne con fuochi ed elefanti. Vi attraggono le antiche civiltà? I templi dei siti di Anuradhapura e Polonnaruwa non vi deluderanno. Per voi conta soprattutto il contatto con la natura? Le Horton Plains e le colline con le terrazze di tè vi riempiranno gli occhi. Siete dei surfisti? Le spiagge della baia di Arugam e Kirinda vi offriranno l’onda perfetta. Volete avvistare degli animali selvaggi? In Sri Lanka ci sono dozzine di parchi nazionali popolati da elefanti, leopardi, scimmie, coccodrilli e bufali d’acqua. E il bello è che questa miscela perfetta è arricchita dal contatto con una popolazione molto ospitale, un’ottima cucina, una grande varietà di hotel.

Potete decidere un itinerario a tema, assecondando le vostre esigenze, ma se volete un po’ di tutto e soprattutto se volete scoprire tutta la ricchezza di questa terra e di questo popolo, ecco un possibile itinerario.

Colombo, la capitale, non potremo mai dimenticare le immagini dello Tsunami, ma la parte della baia è stata ricostruita e la sua spiaggia con le coppie che passeggiano a ogni ora del giorno munite di ombrelli per nascondersi durante le effusioni è un segno che tutto è tornato come un tempo. Colombo è una metropoli piuttosto trafficata e con pochi monumenti storici, tuttavia valgono una visita: il museo nazionale, il Vihara Maha Devi Park, i Cinnamon Gardens (dove un tempo venivano coltivate le spezie), il palazzo del Parlamento, gli alberghi Taj Samudra e Galle Face in pieno stile coloniale.

Da Colombo, andando a nord si incontrano le antiche capitali: Anuradhapura, quasi interamente ricostruita ma ancora suggestiva e di grande interesse religioso per la presenza dei tre monasteri buddisti tra cui spicca il Mahavihara, la madre di tutti i monasteri. Qui continua a crescere rigoglioso il sacro albero del Bo, il Sri Maha Bodi, l’albero di fico sotto il quale il Buddha raggiunse l’Illuminazione, che fu portato in questo luogo rendendolo ancora più sacro.

Più a est, a Polonnaruwa, sorgono i resti dell’antica cittadella, con templi e palazzi circondati da chiuse e canali pensati e fatti realizzare dal Grande Parakrama Samudra, che ne rinnovò il sistema d’irrigazione e di cui si può ammirare una gigantesca statua vicino al lago artificiale che egli concepì come il suo “mare”.

Poco lontano il monastero nella grotta di Dambulla (nella foto), tuttora frequentato, in cui domina una statua di 14 metri del Buddha morente scolpita nella roccia. Il monastero si trova su un’altura da cui potete godere dello splendido panorama della pianura, ripagandovi della lunga salita fatta di rocce nude e scalinate.

A proposito di scalinate e salite, ancor maggiore sarà la soddisfazione di giungere in cima alla roccia della fortezza di Sigiriya, sia per la bellezza del paesaggio che la circonda, sia per i graffiti delle Ninfe Celestiali che adornano le pareti di pietra lungo il tragitto.

Kandy è il centro culturale dell’isola. Il punto di riferimento è il lago artificiale, attorno a cui ruota tutta la città. A nord del lago c’è il Tempio del Dente, Dalada Maligawa, dove, dentro a sette scrigni d’oro a incastro, è custodito il canino superiore sinistro del Buddha. Ogni giorno si svolge la cerimonia di apertura del primo scrigno annunciata da colpi di tamburo e suoni di flauti. Ogni anno a luglio, nei giorni che precedono la luna piena, dal tempio parte la parata della Perahera, durante la quale per cinque notti schiere di danzatori, musicanti, dignità ecclesiastiche ed elefanti bardati sfarzosamente sfilano lungo le strade illuminati da fiaccole di olio di cocco.

Nella stessa zona ci sono le famose piantagioni di tè di Nuwara Eliya, circondate da montagne di 2.000 metri, che offrono il clima ideale per questa raffinata coltivazione. È possibile visitare le piantagioni e assistere a una vera e propria lezioni in cui viene illustrato tutto il processo che porta dalla raccolta (che avviene rigorosamente a mano scegliendo le foglie) alla bustina che si compra da noi.

Spostandovi a sud, potete ritornare al mare e non avrete che l’imbarazzo della scelta! Bagni e relax nella già citata Unawatuna, un piccolo paradiso balneare, così come a Weligama, Talpe e Keggala (dove, però, sono sorti troppi alberghi moderni e di grandi dimensioni). Ovunque è possibile vedere i pescatori sui trampoli. Sì, proprio così: in Sri Lanka, è stato adottato un metodo particolare che consente di pescare senza usare una barca e senza imbattersi nelle maree: nelle basse acque costiere i pescatori conficcano nella sabbia dei trampoli su cui siedono appollaiati e da cui gettano le lenze.

Chissà se la prossima volta che sentirete parlare di Ceylon vi verrà voglia di tè o di partire…


1 commento su “Sri Lanka, l’isola di Ceylon, molto più di una tazza di tè”
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