Visita a Loreto, tra storia, arte e devozione

Di , scritto il 26 Luglio 2011

Caratteristica cittadina della provincia di Ancona, Loreto sorge sulla sommità di un colle da cui si gode di uno splendido panorama; è cinta da mura e bastioni del Cinquecento e dominata dal celebre Santuario della Santa Casa, uno dei più importanti sul territorio italiano, mèta sia di pellegrini che di appassionati d’arte.

Intorno al santuario e in sua funzione si è sviluppato il tessuto urbano. Di interesse risultano l’acquedotto del 1614, opera di Giovanni Fontana e Carlo Maderno e le fontane cinquecentesche sorte per i pellegrini sulle vie di accesso alla città. Ma l’attenzione dei visitatori si concentrerà certamente sul complesso monumentale del santuario, eccezionale luogo del culto mariano.

Si tratta di una grandiosa costruzione iniziata nel 1468 in forme gotiche e continuata successivamente secondo lo stile rinascimentale da famosi architetti tra i quali Baccio Pontelli, Francesco di Giorgio Martini, Bramante, Andrea Sansovino. L’edificazione terminò verso metà del Settecento con la costruzione del campanile vanvitelliano.

La facciata tardo-rinascimentale è realizzata in pietra d’Istria a due ordini: nella parte inferiore è divisa, in corrispondenza delle navate, da quattro coppie di pilastri che scandiscono la serie di tre portali in bronzo decorati da bassorilievi. Quello centrale, il più grande, è sormontato da una nicchia entro la quale è posta la statua bronzea della Madonna col Bambino di Girolamo Lombardo. La parte superiore presenta una grande nicchia finestrata e pinnacoli laterali.

L’interno è a croce latina ed è scandito da tre navate, divise da dodici pilastri con archi gotici e volte a crociera costolonate; presenta tre absidi semicircolari delle quali la centrale maggiore presenta un interno poligonale. Il transetto, anch’esso diviso in tre navate, è chiuso da altre tre absidi.

Di interesse storico-artistico è il Museo-Pinacoteca allestito al primo piano del Palazzo Apostolico: al suo interno conserva mobili del XVIII e del XIX secolo, affreschi staccati del Pomarancio, gli antichi arredi del Palazzo, ceramiche di Urbino e dipinti di Francesco Peruzzini, Annibale Carracci, Aligi Sassu, Pellegrino Tibaldi, Guido Reni e Lorenzo Lotto.



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