Itinerario di un giorno nella Napoli dei Normanni e degli Svevi

Di , scritto il 23 Novembre 2015

maschio angioinoNapoli è una città dai mille volti, grazie a una storia millenaria che parte dai tempi dei Greci e dei Romani e prosegue con un glorioso periodo medievale di cui sopravvivono numerosi monumenti testimoni del passaggio dei Normanni e degli Svevi fino all’egemonia angioina, caratterizzata da un periodo di grande sviluppo politico e amministrativo e da una grande espansione urbanistica. Questa fu favorita anche dalla presenza di architetti francesi giunti a erigere le chiese gotiche secondo gli stilemi d’Oltralpe.

Oggi vi proponiamo un itinerario in cinque tappe che tocca altrettanti splendori dell'”età di mezzo”. Eccole:

Partiamo dal Maschio Angioino (nella foto), alias Castel Nuovo: fu eretto tra il 1279 e il 1284 per volere di Carlo I d’Angiò (di qui l’aggettivo “angioino”). Ospitò illustri personalità come Petrarca, Boccaccio e Giotto. Quest’ultimo fu chiamato a decorare la Cappella Palatina con un ciclo di affreschi purtroppo oggi quasi completamente perduti.

Una seconda tappa ci porta a Castel dell’Ovo, la rocca più antica di Napoli, eretta sull’isolotto di Megaris, dove secondo la leggenda approdò Parthenope, la mitica fondatrice della città. Fu anche prigione del giovanissimo Corradino di Svevia, giustiziato per volontà di Carlo I d’Angiò all’età di sedici anni.

Castel Sant’Elmo è la fortezza che domina la città, un imponente castello eretto da Roberto d’Angiò sulla sommità del Vomero in corrispondenza di un’antica cappella dedicata a Sant’Erasmo. Fu il centro del potere militare durante il viceregno spagnolo. Al suo interno c’erano un tribunale, la piazza d’armi, il carcere e vari locali per depositi di munizioni e armi.

La Basilica di Santa Chiara, è un vero e proprio gioiello del gotico. Fu eretta per volontà di Roberto D’Angiò e della moglie, entrambi devoti a San Francesco e a Santa Chiara. I sovrani vollero costruire una cittadella francescana che accogliesse nel monastero le Clarisse e nel convento adiacente i Frati Minori.

Terminiamo con il Duomo e la Real Cappella del Tesoro, dove, secondo la tradizione, tre volte l’anno può avvenire il prodigio della liquefazione del sangue di San Gennaro: i giorni sono il primo sabato di maggio, il 19 settembre (ricorrenza del martirio) e il 16 dicembre (festa del “patrocinio” del santo).

 



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