Il Castello di Samezzano: un assaggio d’Oriente nel cuore della Toscana

Di , scritto il 21 Luglio 2021
Castello di Samezzano

Il Castello di Samezzano, circondato da un ampio parco, si trova nell’omonima località nei pressi di Leccio, nel comune di Reggello in provincia di Firenze.

L’edificio principale è una costruzione eclettica con prevalenza di stile orientalista, effetto della ristrutturazione ottocentesca di una grande fattoria edificata nel 1605 per volere della famiglia Ximenes D’Aragona. La storia del luogo è però più antica e viene fatta risalire all’epoca romana. Lo storico Robert Davidsohn, nella sua Storia di Firenze, afferma che nel 780 potrebbe esserci passato Carlo Magno di ritorno da Roma, dove aveva fatto battezzare il figlio dal Papa.

Le origini del castello di Samezzano

La tenuta di cui fa parte il castello appartenne nei secoli a diverse importanti famiglie: gli Altoviti, poi, per volere del duca Cosimo, a Giovanni Jacopo de’ Medici, che infine la vendette a Sebastiano Ximenes. Tali beni restarono alla famiglia Ximenes d’Aragona fino all’ultimo erede, Ferdinando, che morì nel 1816.

Personaggio dagli interessi più svariati, protagonista della vita culturale, sociale e politica della Firenze del tempo Ferdinando progettò e diresse personalmente i lavori. Questi trasformarono la struttura in un castello in stile eclettico con prevalenza orientalista. Affascinato dalla moda a quel tempo diffusa in tutta Europa, Ferdinando realizzò un edificio unico nel suo genere, il più importante esempio di arte orientalistica in Italia e in Europa. Nel castello sono richiamati capolavori architettonici di arte moresca come l’Alahambra di Granada e il Taj Mahal in India.

Nel piano monumentale si trovano sale bellissime con colori sorprendenti e giochi di luce. Inoltre, in ogni sala si possono leggere scritte e motti in latino, italiano e spagnolo che parlano di Ferdinando e del tempo in cui visse. Intorno al castello Ferdinando realizzò uno dei parchi storici più vasti della Toscana, con oltre 100 specie arboree esotiche. Molte di queste sono scomparse, ma il parco resta ancora famoso per le numerose sequoie: la Sequoia Sempervirens, due esemplari di Sequoiadendron Gigantea e sopratutto la cosiddetta Sequoia Gemella, albero monumentale che con i suoi 53,96 metri è risultato essere il secondo albero più alto d’Italia.



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