Come sarà il passaporto vaccinale

Di , scritto il 20 Marzo 2021
Il certificato vaccinale, appena proposto dalla Commissione Europea, dovrebbe essere una tessera o un foglio cartaceo munito di codice QR (analogo a quello usato per accedere ad alcuni servizi online).

La Commissione europea ha presentato la sua proposta legislativa di creare un certificato vaccinale, il “Digital Green Certificate”, per facilitare la libera circolazione sicura all’interno dell’Ue in tempi di pandemia di Covid-19. Non si limiterà a dimostrare il vaccino ma fornirà anche dettagli (in assenza della vaccinazione) sul test negativo al Covid (compresi quelli rapidi) oppure sulla presenza di anticorpi da guarigione. In vigore entro metà giugno, sarà disponibile, gratuitamente, in formato digitale o cartaceo.

Tale certificato presuppone una banca dati centralizzata europea che conterrà i dati di tutti i cittadini europei relativi all’avvenuta vaccinazione o all’avvenuto tampone o test sierologico sulla propria persona.

L’introduzione di questo certificato sarà oggettivamente una restrizione alla libera circolazione europea, nonostante quest’ultima sia sempre stata uno dei principi basilari dell’Unione Europea.

Di conseguenza, a prescindere dalle proprie convinzioni sulla vaccinazione, bisognerà riflettere sulle possibili estensioni dell’uso di tale certificazione. Ad esempio, se i dati macroeconomici europei dovessero peggiorare, potrebbero essere introdotte ulteriori restrizioni anche per altre ragioni, non solo economiche, ma anche politiche, geopolitiche, ecc. alla libera circolazione, facilmente implementabili, una volta che il certificato sia stato adottato in modo uniforme dai vari paesi.

Dal momento che molti paesi europei occidentali hanno una percentuale importante di popolazione contraria alla vaccinazione, è possibile che verranno introdotte regole di circolazione differenziate. Ad esempio, una libera circolazione per chi è vaccinato e l’obbligo di tampone preventivo per chi non lo è. In questo modo si renderebbe possibile la circolazione anche per i non vaccinati, pur con delle restrizioni.

A complicare le cose, bisogna considerare il dato di fatto che i vaccinati sono contagiosi (la vaccinazione serve a migliorare la risposta del corpo alla malattia, non a evitare il contagio) e che esistono sempre nuove varianti del virus. Di conseguenza, le restrizioni alla libera circolazione potrebbero continuare a essere una variabile impazzita del sistema-europa, nonostante l’introduzione del certificato.

Bisognerà poi valutare il comportamento di altri Stati non europei che hanno un alto tasso di emigrazione-immigrazione con i paesi UE, come la Svizzera, gli Emirati e i paesi europei non UE.

Vedremo quindi se con il certificato verde l’obiettivo sarà ripristinare la circolazione in modo sicuro, responsabile e che dia fiducia a tutti, oppure quali altri conseguenze ci saranno. 


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