Gerasa: una mèta imperdibile in Giordania

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Gerasa GiordaniaIn arabo si chiama Jerash, ma chi ha qualche ricordo di storia antica si ricorderà piuttosto del nome Gerasa. Stiamo parlando in una delle città della Decapoli, le dieci città tra Siria, Israele e Giordania che formarono un sodalizio di tipo commerciale e militare.

Jerash è ubicata a pochi chilometri dalla capitale giordana Amman, sulle sponde del fiume Wadi Jerash in un territorio molto fertile ed è nota in tutto il mondo per lo splendore delle rovine, che illustrano in maniera formidabile quella che doveva essere la ricchezza e la potenza di questo insediamento romano di confine.

Ogni elemento dell’antica città testimonia la grandiosità: per l’imperatore Adriano, che la visitò nel 129, fu eretto un imponente Arco di trionfo, che doveva costituire la nuova Porta sud della città, ma non fu mai raccordato con il resto delle mura. Accanto al maestoso accesso si trova il grande Ippodromo, che poteva contenere almeno 15.000 persone ed era usato come luogo per le gare di atletica e le corse delle bighe. Dall’alto dello splendido Tempio di Zeus (di ci restano soltanto alcune colonne) si domina il Foro, di forma ovale, circondato da una sequenza ellittica di 56 colonne ioniche – magnificamente conservate nel tempio – e lastricato con pietre di calcare di altissima qualità,. Il Cardus Maximus, lungo 800 metri, costituiva l’arteria più importante della città, collegando il foro ovale con la porta nord. Ai suoi bordi si trovano ancora 500 colonne di altezze diverse (la misura dipendeva dall’altezza dei palazzi retrostanti). Da non perdere anche il Ninfeo, ovvero la fonte d’acqua più bella e importante della città. Straordinario anche il Teatro meridionale, con proscenio e cavea meravigliosamente conservati. Risale al periodo tra l’81 e il 96 d.C. e poteva contenere 5000 spettatori, distribuiti su due livelli. La sua acustica è ancora eccellente.

Risalgono al regno dell’imperatore Giustiniano, in epoca più tarda, ben sette basiliche, con il complesso delle tre chiese bizantine, tutte ricche di mosaici. Sono la chiesa di San Giorgio (del 530), la chiesa di San Giovanni Battista (del 531) con una particolare forma a ferro di cavallo e la chiesa dei Santi Cosma e Damiano, quella i cui mosaici sono meglio conservati.


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