Cosa vedere a Palermo: 8 cose insolite e inaspettate da fare

Di , scritto il 18 Ottobre 2021
Palermo

Cosa vedere a Palermo? Si potrebbe rispondere con le mete turistiche più note, come il percorso arabo-normanno, i Quattro Canti o le catacombe dei Cappuccini. Luoghi affascinanti e che consigliamo di visitare perché davvero unici e rappresentativi di Palermo. Ma è pur vero che esistono mete meno conosciute, non sempre incluse nelle rotte del turismo di massa, ma altrettanto affascinanti. In questo articolo, scopriremo alcuni dei luoghi meno noti ma ugualmente belli da vedere e forniremo qualche piccolo consiglio per trascorrere una splendida vacanza a Palermo.

1 La Cripta delle Repentite

È uno dei luoghi più suggestivi che si possano visitare a Palermo conoscendo la sua storia che è molto particolare. Per secoli rimase dimenticata al di sotto di una coltre di materiali dovuta a vari rifacimenti, arrivando a ospitare oggi una sede dell’Università. Fu il nobile e religioso palermitano Vincenzo Sottile che volle farla costruire nel 1512 come cappella di famiglia dedicata a Santa Maria delle Grazie. Nel 1524 divenne un monastero ma alla morte della fondatrice e badessa, Suor Francesca Leofante dei Duchi della Verdura, le suore rimaste troppo poche furono trasferite in altri conventi.

In seguito le autorità ecclesiastiche decisero che quel luogo doveva accogliere donne dissolute che, pentite, decidevano di ritirarsi in preghiera prendendo i voti. Si trattava per lo più di prostitute da cui il nome della cripta che è formato dalle parole “ree e pentite“. La chiusura del monastero avvenne nel 1866 e della cripta nessuno seppe più nulla fino al 2005, quando, durante alcuni lavori, qualcuno ebbe l’intuizione di scavare al di sotto del pavimento trovando questo tesoro artistico ormai dimenticato.

L’ambiente è di circa 15 m quadrati, con un affresco murario che raffigura San Francesco e Santa Chiara oranti ai lati di una grande croce. Il perimetro della cripta è caratterizzato dai “colatoi” sui quali venivano adagiati i corpi delle suore per l’essiccazione, caso unico a Palermo. Altri scavi hanno ritrovato al di sotto del pavimento i resti della badessa con pergamene da lei scritte conservate in alcune ampolle, come una scatola del tempo che porta messaggi ai posteri. La cripta si trova in via dei Divisi 88, chiamata anche via dei Biciclettai.

2 La camera delle Meraviglie e Palermo

Tra le cose da vedere a Palermo c’è un piccolo gioiello di arte islamico-turca scoperto anch’esso per caso in un antico palazzo durante una ristrutturazione. Quello che si sono trovati davanti i muratori e quindi gli studiosi dopo aver tolto l’intonaco, è stato un fondo blu con iscrizioni in arabo di colore argenteo-dorato. Molti sono stati gli esperti che hanno indagato sul motivo della sua costruzione e su chi abbia potuto avere l’idea di creare un unico ambiente in una casa antica, dai soffitti molti alti e i muri spessi.

Ancora non si sono trovate risposte certe, ma le iscrizioni in arabo rappresentano un’unica frase che si ripete di continuo: “Quello che Dio vuole accade”. Dal 2017 è aperta al pubblico dietro il contributo di un’offerta che serve per continuare i lavori di ristrutturazione e di ricerca. La camera delle Meraviglie è una conferma della città siciliana da sempre multiculturale e crocevia di viaggiatori, commercianti e letterati che si trova in via Porta di Castro.

3 La palazzina cinese nel parco della Favorita

Un altra conferma, se ce ne fosse bisogno, di quanto Palermo sia una “città aperta” è la presenza nel Parco della Favorita di una palazzina cinese che rapisce subito l’interesse di chi la osserva. In realtà a farla costruire fu un sovrano come Ferdinando III di Borbone nel 1799, che desiderava sfoggiare una residenza orientale seguendo i dettami del tempo in fatto di edifici con stili diversi.

Questo è un esempio raro di neoclassicismo mescolato al romanticismo letterario che a Palermo è unico nel suo genere. La palazzina ha 3 piani e all’ultimo si ammira una pagoda che copre una sala ottagonale. Adiacente alla palazzina c’è il bellissimo parco estremamente curato, che merita una passeggiata.

4 La Fontana Pretoria

La Fontana Pretoria si trova nella piazza di Palermo che porta lo stesso nome. I palermitani spesso cambiano il nome ai luoghi per identificarli in modo popolare e a questa monumentale fontana hanno dato l’appellativo niente meno che di “fontana della vergogna“. Il motivo è semplice: le numerose statue che la adornano sono nude e voluttuose. Un secondo motivo pare sia anche riferito alla gestione della “cosa pubblica” intorno al XVIII secolo nel governo della Kalsa, uno dei più caratteristici rioni del centro città.

È curioso come questa fontana dovesse trovarsi secondo il committente Luigi Toledo, in un giardino di Firenze, ma quando fu completata nel 1554, fu il senato di Palermo ad acquistarla per sopperire ai debiti della nobile famiglia Toledo. Fa riflettere quanto fu difficoltoso il trasporto di una fontana da montare di così grandi dimensioni, con diverse vasche, tante statue, balaustre. Pare che diversi componenti furono lasciati a Firenze, per poi essere assemblata dal figlio dell’architetto che l’aveva progettata. Dopo molti decenni in cui era stata lasciata quasi all’abbandono, negli anni ’90 è tornata al suo splendore con l’acqua che di nuovo scorre tra le sue statue mitologiche di una bellezza incantevole.

5 Santa Maria dello Spasimo, la chiesa mai terminata

Si tratta di un edificio sacro poi sconsacrato che rappresenta un luogo affascinate con la sua volta centra sprovvista di un tetto e l’assenza di pavimentazione. All’interno non è raro trovare la crescita di vegetazione spontanea e di alberi che ne fanno comunque un luogo estremamente suggestivo, che oggi ospita eventi culturali. In origine però era stata commissionata come un grande complesso monastico, per realizzare il desiderio della moglie defunta di un illustre giudice messinese, tale Jacopo de Basilicò. La donna voleva una chiesa dedicata appunto allo “spasimo” che Maria provò nel vedere suo figlio Gesù sofferente sulla croce.

Nei primi anni del ‘500 fu dato il via ai lavori che ambivano alla realizzazione non solo della chiesa, ma anche di un convento, ambienti da lavoro, orti, perché i frati potessero condurre una vita in autonomia e raccolta. Purtroppo l’edificio non venne mai completato e, anzi, a seguito della fortificazione della città ai margini di quello che oggi è il quartiere Kalsa, venne in parte demolito. I frati quindi dovettero ritirarsi in conveniti vicini e si arrivò al 1582 quando fu sconsacrata e adibita a teatro della città. Nei secoli cambiò varie destinazioni d’uso: lazzaretto per la peste del ‘600, magazzino di derrate alimentari, quindi ospedale per prostitute fino a deposito di opere d’arte provenienti da altre chiese. Dagli anni ’40 fino al 1995 non fu più utilizzata, fino a quando non cominciarono lavori di risistemazione divenendo una location di eventi di vario genere e luogo da visitare per ammirare la sua magnificenza.

Un aneddoto molto curioso è legato a un dipinto realizzato da Raffaello e destinato proprio a questa chiesa, “Lo spasmo di Sicilia“, che fu perso in mare a seguito del naufragio della nave che lo trasportava. Miracolosamente rimase illeso e viaggiando nella sua cassa debitamente chiusa in modo ermetico, fu ritrovato per caso a Genova. I frati fecero di tutto per riportarlo in Sicilia e solo per poco tempo ci riuscirono, considerando la salvezza del quadro un evento prodigioso. Oggi si trova al museo del Prado a Madrid, perché fu regalato a Filippo IV di Spagna da parte di un ecclesiastico e abate, Clemente Staropoli.

6 Le Prigioni di Palazzo Chiaramonte Steri

L’edificio che ospitò le prigioni della Santa Inquisizione spagnola ai tempi della loro dominazione in Sicilia (XVII-XVIII secolo), racconta qualcosa di toccante e nello stesso tempo di insegnamento ai posteri sul valore della libertà, non solo fisica ma anche ideologica. Qui venivano rinchiusi gli eretici definiti tali, molte volte senza che ci fosse un reale motivo valido. Privati di qualsiasi dignità diedero voce alla loro sofferenza con disegni a motivo religioso e non, graffitifirmecartine geografichecomponimenti brevi e messaggi. Le scritte sui muri erano in lingue diverse, dal latino all’arabo, dal dialetto locale siciliano all’inglese.

Da qui si comprende come da queste carceri siano passate diverse culture, storie e vissuti rimasti per sempre impressi su queste pareti, divenute il loro testamento morale. Oggi il complesso architettonico dello Steri sapientemente restaurato con materiali compatibili uguali a quelli usati in origine, ospita i locali dell’Università di Palermo, ma è aperto alle visite di chi vuole accedere non soltanto le carceri e le sale delle torture, ma anche ad ambienti diversi, come la cappella, il cortile con i suoi archi a ogiva sui 3 ordini, fino all’aula delle conferenze e altri ambienti, dove si ammirano affreschi a tema religioso di grande pregio artistico.

7 Street food e mercati storici

C’è una cosa da fare a Palermo che non può mancare neppure se state visitando i luoghi insoliti della città: gustare il cibo di strada. La tradizione culinaria, ma lo street food in particolare, è uno dei punti forti della città. Qualche anno fa infatti, Palermo è stata riconosciuta capitale dello street food in Italia e tra le top 10 al mondo. Mangiare per strada, tra il sole e l’aria di mare, è una vera e propria istituzione che ha radici molto lontane.

Il consiglio è di visitare almeno uno dei mercati storici di Palermo, Ballarò, il Capo o la Vucciria. Sono luoghi frequentati dagli stessi palermitani che vanno ad acquistare i tipici prodotti locali, pesce, carne, verdure e formaggi. Inoltre, è proprio nei mercati storici che troviamo la maggior parte dei famosi prodotti culinari che vengono consumati in strada. Non mancate quindi di fermarvi di tanto in tanto e assaggiare il panino con la meusa (milza), le stigghiole, lo sfincione, le panelle, il coppo di pesce fritto e tanto altro.

8 Dormire nel centro storico di Palermo, in un suggestivo palazzo storico

Per rendere la vacanza a Palermo ancora più unica e suggestiva, è preferibile scegliere di soggiornare in uno dei tanti palazzi storici del centro città convertiti in hotel o bed and breakfast. Un valido esempio di struttura suggestiva e confortevole dove dormire a Palermo è il B&B Giardino di Ballarò, uno storico palazzo arredato finemente. È in questa tipologia di hotel che si apprezza maggiormente la cultura palermitana, riuscendo a immergersi nella bellezza delle architetture e degli arredi. Questi ultimi in genere, sono pezzi artigianali paragonabili a vere e proprie opere d’arte.

Ecco perché consigliamo vivamente di scegliere un palazzo storico dove dove alloggiare. Inoltre, è proprio nel centro storico che si concentrano la gran parte dei monumenti e luoghi di interesse. Camminando per le vie centrali di Palermo infatti, si possono ammirare moltissimi palazzi nobiliari o comunque di interesse storico. Ognuno di questi, nasconde una storia secolare legata alle famiglie, agli uomini e alle donne che hanno posseduto questi palazzi. Storie affascinanti e uniche che si intrecciano con le vicende della città.



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