La Biblioteca Vaticana, dove il sapere sfida l’arte

Di , scritto il 17 Aprile 2013

Sono di recente terminati i restauri di uno dei più importanti tesori della cultura mondiale: la Biblioteca Apostolica Vaticana, a cui si accede dal cortile del Belvedere. La Biblioteca Vaticana è uno scrigno di rarità inestimabili e segno concreto e maestoso della vocazione umanistica della chiesa cattolica.

La fece costruire più di 500 anni fa il papa Niccolò V, ma i suoi successori continuarono ad ampliarla e/o a restaurarla, fino ai giorni nostri: durante il pontificato di Benedetto XVI è stato restaurato l’imponente Salone Sistino, che presto tornerà a ospitare i tavoli di consultazione per gli studiosi di tutto il mondo, ampliando gli spazi in cui già attualmente si possono studiare i volumi catalogati nella biblioteca. Eppure concentrarsi sui libri in un luogo così incredibilmente bello dal punto di vista estetico non è impresa semplice: occorre un notevole sforzo di volontà.

La biblioteca in sé è sterminata: pensate che contiene circa 50 chilometri di scaffalature (tra sale e depositi) ma soprattutto un tesoro di testi preziosissimi e non soltanto di argomento teologico o religioso. Qui si trova ad esempio il più antico testo virgiliano, libri scritti a mano da Francesco Petrarca in persona, rotoli dei vangeli risalenti al II secolo d.C. Gli studiosi possono anche prendere un momento di pausa, nel cortile o nel bar, ospitato tra le mura progettate dal Bramante.



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