Valpolicella: un weekend nella terra di un grande vino

Di , scritto il 13 Aprile 2021
Valpolicella

Arte, storia e cultura si mescolano in quest’area collinare, la Valpolicella, che si estende tra la città di Verona e il Lago di Garda. È conosciuta per essere la zona di produzione dell’Amarone ma anche per le piccole chiese di campagna, paesaggi naturali e ville venete senza tempo.

Un luogo senza tempo

Il Santuario della Madonna delle Salette è situato sulla parete rocciosa del Colle Incisa che sovrasta il paese. Si scorge fin dalla valle perché appare come una macchia bianca in mezzo ai boschi e offre il più bel panorama su Fumane. Fu realizzato nel 1859 in seguito a un voto, quando Fumane fu minacciato da una malattia dei vigneti.

Una delle più belle chiese della zona è la pieve romanica di San Floriano sulla piazza della frazione dal 905 a.C. Ancora oggi presenta una facciata in tufo, praticamente intatta, mentre il campanile in tufo e cotto riprende lo stile veronese dell’epoca. Interessante è l’interno della chiesa: scavato in un blocco di marmo rosso si trovano le tele e la fonte battesimale.

Durante il Risorgimento i ricchi proprietari terrieri veronesi edificarono ville nella zona della Valpolicella. Erano spinti dall’esigenza di trasferirsi per brevi periodi in campagna per seguire la produzione agricola. Gran parte delle colline ospitano ancora oggi dimore, ville e palazzi signorili, circondati da lussureggianti giardini e protette da alte mura (alcune di esse visitabili). Tra quelle di spicco la Villa della Torre per il suo impianto architettonico che si ispira alle antiche ville romane. La pianta della villa ricorda le domus romanae: al centro un cortile a peristilio, pilastri in conci rustici e fontane ornate da giochi d’acqua. Oggi la villa ospita un’azienda vinicola aperta al pubblico per degustare i vini tipici della zona, tra cui l’Amarone.

Le cave di Prun si trovano sulla strada che da Prun porta a Cerna. Essendo abbandonate si possono visitare liberamente percorrendo il sentiero che porta al loro ingresso. Appena entrati si sente immediatamente l’escursione termica, la temperatura infatti cala di diversi gradi. Le cave contengono la pietra di Lessinia: un tempo, in assenza di tecnologia, veniva sfruttata la tecnica dei quattro livelli di pietra che permetteva di avere sempre strati diversi a disposizione nella cava.



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