Come diventare travel blogger: i primi costi da affrontare

Di , scritto il 12 Febbraio 2022
travel blogger

Non poche persone al mondo sono state capaci di trasformare in una professione vera e propria quello che la maggior parte dei noi chiama “vacanza”. Sono i travel blogger, creatori e curatori di blog dedicati ai viaggi, sempre in viaggio per visitare i luoghi più diversi del mondo. Sembrerebbe il lavoro dei sogni più arditi. E per molti versi lo è, ma non si tratta di un regalo che scende dal cielo come la manna. Per diventare travel blogger occorre darsi molto da fare.

Le qualità indispensabili di un travel blogger

Il successo di un sito personale che raccolga come in un diario le proprie esperienze di turista è legato alla compresenza di varie abilità, alcune delle quali sono innate, mentre altre sono sviluppabili. Non si può prescindere dalla passione, che porta a curare i dettagli con precisione maniacale e a infondere amore nelle proprie descrizioni. Ci vuole pazienza (potrebbero volerci anni prima che il blog risulti davvero redditizio). È indispensabile poter contare su una rete di contatti (per ospitalità, partnership, sponsorizzazioni, affiliazioni, accesso a eventi o luoghi o contenuti esclusivi). E bisogna costruirsi una solida credibilità: i più validi travel blogger di solito rifiutano di pubblicare la maggior parte delle marchette pubblicitarie loro proposte e raccomandano solo ciò di cui loro stessi sono pienamente convinti. Infine, bisogna essere abili nell’uso dei social media, scegliendo le piattaforme più adatte come forma di marketing e curandole con assiduità.

Si può guadagnare a sufficienza con un blog di viaggi?

La risposta in breve è: sì. Tuttavia occorre sapere che, come tutti i liberi professionisti, lo stipendio non sarà neppure lontanamente simile a qualcosa di “fisso”, ma fluttuante e in media sempre proporzionale al successo riscontrato, che a sua volta dipende dall’abilità dimostrata nell’applicazione delle soft skills di cui sopra (e talvolta anche da veri e propri colpi di fortuna).

Calcolare le spese per l’attività di travel blogging

Normalmente all’inizio dell’attività i guadagni sono esigui e sarà necessario lesinare il centesimo per riuscire a far quadrare il bilancio. Ma dopo qualche tempo si può anche arrivare a incassare delle cifre cospicue. Bisogna però tenere presente che gran parte delle entrate saranno necessariamente destinate all’acquisto di biglietti aerei, prenotazioni di hotel o altre forme più economiche di alloggio, attrezzature ecc. A proposito di quest’ultima voce, poiché le immagini e i video giocano un ruolo cruciale nel successo della propria impresa, è consigliabile preventivare una spesa iniziale alquanto sostanziosa che includa voci come fotocamera, action cam, cavalletto e magari anche un drone. Senza contare l’apparecchiatura imprescindibile come laptop, smartphone, batterie esterne, schede di memoria, un piccolo scanner ecc. Anche aprire un blog ha un costo, soprattutto se non si è in grado di sostituire il webmaster nella costruzione iniziale. Un’ultima voce importantissima di cui tenere conto nel budget è quella del proprio inquadramento lavorativo. Alle prestazioni occasionali esistono dei limiti stabiliti per legge, superati i quali la norma prevede che si passi all’apertura di una partita IVA. Una delle opzioni più comode per chi è raramente in patria o nella propria città è la scelta di una soluzione online come FiscoZen. In questo modo anche quando si è in viaggio sarà possibile fruire di un eccellente servizio di assistenza a prezzi molto contenuti, potendo contare su tutta la produzione dei documenti necessari per i pagamenti e le notifiche delle scadenze periodiche.

Foto di Tim Gouw da Pexels



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