I Sacri Monti di Piemonte e Lombardia: un itinerario devozionale

Di , scritto il 05 Aprile 2013

Che cosa sono i Sacri Monti? Sono una serie di luoghi devozionali (una ventina in tutto) situati nel nord del Piemonte e della Lombardia. Nove di questi (sette in Piemonte e due in Lombardia) sono stati inseriti nel novero del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO. La maggior parte di questi luoghi sono costituiti da una serie cappelle risalenti al XVI e XVII secolo, situate su un’altura e circondate da splendidi parchi. Il pellegrino visita i vari santuari come tappe di un percorso religioso preordinato.

Per capire la loro origine, bisogna tornare al medioevo, quando il viaggio a Gerusalemme e in Palestina era considerato il pellegrinaggio più importante, poiché là Gesù aveva vissuto e sofferto, era morto e risorto. Ma nel corso dei secoli divenne sempre più difficile effettuare il viaggio verso la Terra Santa. In occidente, precisamente grazie all’intuizione del francescano Bernardino Calmi, nacque perciò l’idea di creare dei luoghi che si rifacevano alle stazioni della Via Crucis e agli altri luoghi in cui Gesù si era soffermato. Non si trattava di un santuario con reliquia, bensì di una vera e propria replica di Gerusalemme, con la sequenza dei fatti straordinari che là erano avvenuti. Il percorso di ascesa e purificazione è realizzato con il linguaggio delle pietre e dei colori. Completano il quadro, i parchi che sempre circondano i Sacri Monti: accuratamente progettati in modo che le singole cappelle si integrino bene nel paesaggio e contenenti anche rare specie di alberi e arbusti: una vera opera d’arte “totale”.

I Sacri Monti più noti del Piemonte sono quelli di Varallo (nella foto), Orta, Crea, Domodossola, Ghiffa, Belmonte e Oropa.

Il Sacro Monte di Varallo sorse nel XV secolo per iniziativa dello stesso frate Bernardino, a cui poi subentrò lo scultore e pittore Gaudenzio Ferrari (1475 ca–1546), creando nel corso degli anni quaranta sculture che inserì organicamente in paesaggi e vedute di città da lui stesso dipinti nelle cappelle. Più tardi si aggiunsero altri artisti significativi. In seguito al concilio di Trento, il numero di cappelle fu elevato a 45. Oggi si possono ammirare almeno 1000 statue e 4000 immagini dipinte, che nell’insieme formano una realistica visione del mondo di quel tempo, senza contare la suggestione del monte a strapiombo sul Sesia e sul borgo. Il Sacro Monte di Varallo si raggiunge con una funivia di recente costruzione, oppure con una vecchia strada di salita. La visita inizia con la cappella di Adamo ed Eva e prosegue nelle successive che narrano la vita del Cristo, dall’Annunciazione all’Ingresso in Gerusalemme, per proseguire, dopo la Porta Aurea nella Piazza del Tribunale e del Tempio, con le cappelle che spiegano la Morte e la Risurrezione di Gesù.

Il Sacro Monte di Orta sorge sulla collina al centro della penisola di Orta-San Giulio, sulla riva occidentale del Lago d’Orta. Fu costruito alla fine del Cinquecento, come reinterpretazione dell’idea originaria, ma con l’intento di narrare la vita di San Francesco. Le venti cappelle edificate lungo uno spettacolare percorso a spirale che ascende sono già in pieno stile rococò e non più rinascimentale.

I Sacri Monti lombardi tutelati dall’UNESCO sono quelli di Varese e di Ossuccio. Il Sacro Monte di Varese risale all’inizio del Seicento e il suo percorso, che sale al monte Velate, fino a 883 metri s.l.m. conta 14 cappelle sui misteri del Rosario, sotto il Santuario di Santa Maria del Monte.


1 commento su “I Sacri Monti di Piemonte e Lombardia: un itinerario devozionale”
  1. […] che sono inclusi tra i siti Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco dal 2003. Ne abbiamo parlato qui. Se il cielo è sgombro da nubi dalla montagna si può godere di uno splendido panorama sulla […]


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