La Baviera rurale rivive nel Freilichtmuseum di Schliersee

Di , scritto il 02 Ottobre 2018

Per la maggior parte delle persone dire “Baviera” è dire “Monaco” e “Oktoberfest” con la birra, le salsicce, i costumi tipici, ma questa è solo una faccia del folklore di questa vasta e importante regione tedesca. Per questo qualche decennio fa l’ex campione del mondo e sciatore Markus Wasmeier ha preso l’iniziativa di trovare i fondi privati per ricostruzione di un tipico villaggio bavarese del XVIII secolo nella cittadina di Schliersee e lo ha fatto con grande attenzione ai dettagli. Voleva che il suo museo all’aria aperta (Freilichtmuseum) di storia locale fosse quanto più possibile autentico. Per questo ha letteralmente smantellato delle antiche fattorie situate altrove e le ha ricostruite in un complesso più raccolto. Oggi il Markus Wasmeier Freilichtmuseums Schliersee attira circa 100.000 visitatori l’anno.

Su una superficie di 60.000 metri quadrati si trovano dodici edifici storici che includono quattro fattorie. Nel complesso del villaggio, gli animali possono vagare liberamente. Vengono allevate razze di animali domestici a rischio di estinzione, come alcuni tipi di pecore di montagna e il maiale lanoso – oltre a oche, polli e mucche. Come già detto sopra, è stata data grande importanza alla ricostruzione di case fedeli all’originale, in modo che i visitatori possano farsi un’idea di come vivevano realmente le persone a quell’epoca. Si nota subito quanto sono piccole le finestre degli edifici: secoli fa era importante che in inverno entrasse meno freddo possibile nelle case viste le temperature rigidissime dell’Alta Baviera. Inoltre, il vetro per le finestre era un materiale di lusso, soggetto ad alta tassazione. Per entrare nelle casette è necessario tenere la testa bassa, poiché lo stipite è molto ribassato. Nelle camere da letto si fa fatica a immaginare come un’intera famiglia potesse riposare su un letto lungo solo un metro e largo settanta centimetri (ma era necessario farlo per resistere al freddo durante la notte). Al posto dei materassi si usavano dei grossi sacchi pieni di paglia, mentre già allora ci si copriva con federe piene di piume d’anatra e/o piume d’oca che la maggior parte dei tedeschi utilizza ancora oggi. Anche visitando la cucina si capisce in quale condizioni difficili si viveva nel Settecento: il camino era costantemente acceso e i residenti della casa spesso soffrivano di infezioni agli occhi a causa del fumo. Anche allora, tuttavia, c’era una sorta di allarme antincendio: un canarino in gabbia, che avrebbe avvertito in tempo nel caso in cui qualcosa avesse preso fuoco. D’inverno anche i polli risiedevano in casa, precisamente in una gabbia posta nel soggiorno. Una compagnia tutt’altro che piacevole.

Per chi si reca in Baviera vale dunque sicuramente la pena di visitare Schliersee, non distante da Miesbach, che è affacciata sull’omonimo tranquillissimo e pittoresco lago ed è quindi adatta anche per passeggiate e momenti di relax.



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