San Giorgio di Valpolicella, un borgo da visitare in provincia di Verona

Di , scritto il 01 Ottobre 2020

Oggi, se volete, potete venire con noi tra i cipressi, gli ulivi e soprattutto le vigne della Valpolicella, quel territorio delimitato da un’ansa del fiume Adige mentre scende da nord quasi parallelo al lago di Garda prima di arrivare a Verona. Questa zona collinare, celebre per la produzione dell’omonimo vino rosso e di altri nettari famosi in tutto il mondo, è uno spettacolo in qualsiasi stagione, ma soprattutto in autunno quando i colori dei pampini assumono tutta la loro pienezza e varietà. Un itinerario in questa zona non può deludere nessuno: sono davvero suggestivi i percorsi tra le valli con colline punteggiate da cantine, ville nobiliari, antiche fortificazioni, corti rurali e pievi vecchie di millenni. Per gli amanti dello sport sono possibili innumerevoli attività outdoor, come le discese in rafting sul fiume Adige, le passeggiate in bicicletta e sui sentieri tra boschi e filari.

Noi vi consigliamo una visita a San Giorgio di Valpolicella, annoverato tra i Borghi più belli d’Italia, ubicato a circa 380 metri sul livello del mare. Da qui il panorama si stende tra le colline fino all’Adige e al lago di Garda. Il paesino è costituito da un nucleo abitativo che include abitazioni e un’antica Pieve in bianca pietra calcarea risalente al periodo longobardo (VIII secolo). La chiesa include un grazioso chiostro, il severo campanile che vedete nella foto e un ciborio (cioè il baldacchino a quattro colonne tipico delle antiche basiliche cristiane). Il borgo è anche noto con il buffo nome di San Giorgio Ingannapoltron, dovuto al fatto che quando si tenta di raggiungerlo percorrendo il sentiero che parte dalla chiesa di Gargagnago e percorre il vajo Ragnino, si ha l’illusione che la mèta sia vicinissima, mentre in realtà non lo è.

Nel borgo e nella zona non mancano le antiche osterie e le enoteche, non di rado scavate nella roccia. Non andatevene da qui senza aver gustato qualcuno dei piatti tradizionali della zona Valpolicella, come il brasato all’Amarone, la polenta accompagnata da funghi e/o formaggi locali, la pasta fresca (tagliatelle e pappardelle), gli gnocchi di pane. Ovviamente tutto accompagnato da uno o più bicchieri di Valpolicella (Classico o Superiore) o di corposo Amarone, mentre per il dolce è più adatto un passito Recioto.

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