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		<title>Dessau e i giardini di Dessau-Wörlitz: due patrimoni UNESCO in Germania</title>
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		<pubDate>Thu, 17 May 2012 06:53:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nicoletta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Oggi faremo contenti gli appassionati di architettura, portandovi idealmente a Dessau, una città tedesca situata nello stato federato della Sassonia-Anhalt, nella ex Germania dell&#8217;est, là dove confluiscono i fiumi Mulde e Elba e non lontano dalla Wittenberg di luterana memoria. Insieme alla forse più nota Weimar, Dessau è stata nominata ufficialmente Patrimonio dell&#8217;Umanità dall&#8217;UNESCO nel [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.solotravel.it/wp-content/uploads/2012/05/bauhausgebaeude_dessau.gif"><img class="size-medium wp-image-9279 alignleft" title="bauhausgebaeude_dessau" src="http://www.solotravel.it/wp-content/uploads/2012/05/bauhausgebaeude_dessau-300x225.gif" alt="" width="300" height="225" /></a>Oggi faremo contenti gli appassionati di architettura, portandovi idealmente a <strong>Dessau</strong>, una città tedesca situata nello stato federato della Sassonia-Anhalt, nella ex Germania dell&#8217;est, là dove confluiscono i fiumi Mulde e Elba e non lontano dalla Wittenberg di luterana memoria. Insieme alla forse più nota Weimar, Dessau è stata nominata ufficialmente Patrimonio dell&#8217;Umanità dall&#8217;UNESCO nel 1996 in qualità di capitale del Bauhaus &#8211; uno dei più importanti movimenti artistici del XX secolo, fondato da Walter Gropius nel 1919 e caratterizzato da razionalità e funzionalità delle forme, insieme alla rivalutazione delle abilità artigianali dell&#8217;artista.</p>
<p>Inizialmente, gli esponenti del Bauhaus ebbero il loro quartier generale a Weimar, ma per via di forti avversioni politiche si trasferirono poi nella più liberale Dessau. Così, a partire dagli anni 1925-26 la cittadina divenne una sorta di capitale dell&#8217;architettura europea d&#8217;avanguardia.</p>
<p>Di quel periodo rimane a Dessau un concentrato di esempi di architettura Bauhaus: il <strong>Bauhausgebäude</strong> (edificio del Bauhaus), vero e proprio monumento all&#8217;architettura razionalista tedesca, costruito su progetto dello stesso Walter Gropius. L&#8217;edificio è caratterizzato da una forma a L e da grandi vetrate che non soltanto danno luce agli interni ma non sono anche una metafora della trasparenza che deve caratterizzare la democrazia. Nei pressi di questo edificio, prettamente scolastico, furono poi costruite le <strong>Case dei docenti</strong>, tutte bifamiliari eccetto quella riservata a Gropius stesso (che però purtroppo è andata distrutta), e affidate alle famiglie Klee &#8211; Kandinskij, Muche &#8211; Schlemmer, Feininger &#8211; Moholy-Nagy. Nelle &#8220;case dei maestri&#8221; vissero e lavorarono gli importantissimi artisti citati.</p>
<p>Cos&#8217;altro vedere a Dessau? Il quartiere <strong>Dessau-Törten</strong>, caratterizzato da unità abitative a piani sfalsati e poi, anche se non ha nulla a che fare con l&#8217;architettura, il <strong>Technikmuseum &#8220;Hugo Junkers&#8221;</strong>, che raccoglie testimonianze del lavoro del noto ingegnere aeronautico tedesco.</p>
<p>E poi, non lontano dalla città, un altro spettacolare sito UNESCO: il <strong>regno dei giardini di Dessau-Wörlitz</strong>, un parco voluto dal principe Leopoldo Federico Francesco di Anhalt-Dessau a partire dal 1764. Il complesso è una straordinaria accoppiata di giardini all&#8217;inglese con edifici e monumenti di stile classico, che rispecchia alla perfezione la concezione artistica e filosofica che predominava nel XVIII secolo tra i nobili europei. Il <strong>Gartenschloss</strong> che si trova al centro del parco è considerato come il palazzo che ha dato origine al classicismo tedesco. Tra giardini, vialetti alberati ed edifici di varie dimensioni, la sensazione di armonia è davvero molto suggestiva.</p>
<p><a href="http://www.solotravel.it/wp-content/uploads/2012/05/dessau_woerlitz.gif"><img class="alignnone size-full wp-image-9278" title="dessau_woerlitz" src="http://www.solotravel.it/wp-content/uploads/2012/05/dessau_woerlitz.gif" alt="" width="500" height="276" /></a></p>
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		<title>Da Madrid, un&#8217;escursione a El Escorial</title>
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		<pubDate>Wed, 16 May 2012 06:20:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nicoletta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Molti di coloro che visitano Madrid per più di un weekend prevedono anche una visita a San Lorenzo de El Escorial, una località situata ad appena 60 chilometri dalla capitale, universalmente nota per il monastero costruito per volere di Filippo II tra il 1563 e il 1584 come residenza reale estiva e luogo di sepoltura [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.solotravel.it/wp-content/uploads/2012/05/El_escorial.gif"><img class="alignnone size-full wp-image-9288" title="El_escorial" src="http://www.solotravel.it/wp-content/uploads/2012/05/El_escorial.gif" alt="" width="500" height="375" /></a></p>
<p>Molti di coloro che visitano Madrid per più di un weekend prevedono anche una visita a <strong>San Lorenzo de El Escorial</strong>, una località situata ad appena 60 chilometri dalla capitale, universalmente nota per il monastero costruito per volere di Filippo II tra il 1563 e il 1584 come residenza reale estiva e luogo di sepoltura dei genitori. Un luogo tanto suggestivo da essere incluso nel Patrimonio dell’umanità dell&#8217;UNESCO e un monumento di fondamentale importanza per lo sviluppo dello stile barocco spagnolo e per la storia del Paese, tanto da essere uno dei luoghi più gettonati in assoluto in Spagna.</p>
<p>Il sovrano concepì il complesso con un progetto unico che includeva il convento, la chiesa, il palazzo e il mausoleo. Lo affidò prima a Juan Bautista de Toledo che si ispirò al tempio di Gerusalemme e, alla morte di questi, ai lavori dell&#8217;architetto Juan de Herrera.</p>
<p>Il complesso ha un aspetto piuttosto austero, per certi versi una metafora del periodo dell&#8217;inquisizione spagnola, con forma perfettamente rettangolare. Occupa una superficie molto vasta (oltre 30.000 metri quadrati), con ben sedici cortili interni, mentre lo sovrastano nove imponenti torri. Dall&#8217;epoca di Filippo II tutti i sovrani di Spagna riposano nel sontuoso mausoleo reale, posto sotto l&#8217;altare maggiore della basilica. Oltre alle numerose stanze private e ai lussuosi ambienti della famiglia reale, è da notare anche la ricca biblioteca che custodisce preziosi volumi.</p>
<p>La piccola località de El Escorial si raggiunge con un treno regionale dalle più importanti stazioni madrilene (Principe Pio, Atocha, Chamartin o Recoletos). Per la visita calcolate poco più di mezza giornata. Comunque, quella all&#8217;Escorial non è l&#8217;unica escursione possibile nei dintorni della capitale: ci sono anche <a href="http://www.solotravel.it/24102011/la-citta-vecchia-di-segovia-e-lacquedotto-patrimonio-unesco/" target="_blank">Segovia</a>, Avila e <a href="http://www.solotravel.it/31012008/vai-a-madrid-non-farti-mancare-una-gita-a-toledo/" target="_blank">Toledo</a> visitabili in giornata. Ma intanto vi serve trovare dei <a href="http://www.edreams.it/voli/madrid/MAD/" target="_blank">voli low cost Madrid</a>: noi vi consigliamo comunque di <a href="http://www.edreams.it/offerte/voli/compagnia/FR/ryanair/" target="_blank">volare con Ryanair</a>, prenotando il più presto possibile per risparmiare sul prezzo.</p>
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		<title>La cittadella fortificata di Carcassonne: una fiaba dal sapore medievale</title>
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		<pubDate>Tue, 15 May 2012 06:47:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nicoletta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nei vicoli angusti e tortuosi della storica Cité di Carcassonne, vive tuttora un migliaio di persone &#8211; a nostro avviso estremamente fortunate. Situata sul fiume Aude, nella regione del Languedoc-Roussillon (Francia sudoccidentale), la città vecchia fortificata è stata inserita nel Patrimonio dell&#8217;umanità UNESCO per la sua doppia cinta di fortificazioni, sicuramente tra i complessi difensivi medievali [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.solotravel.it/wp-content/uploads/2012/05/carcassonne1.gif"><img class="alignnone size-full wp-image-9283" title="carcassonne" src="http://www.solotravel.it/wp-content/uploads/2012/05/carcassonne1.gif" alt="" width="500" height="330" /></a><br />
Nei vicoli angusti e tortuosi della storica <strong>Cité</strong> di <strong>Carcassonne</strong>, vive tuttora un migliaio di persone &#8211; a nostro avviso estremamente fortunate. Situata sul fiume Aude, nella regione del Languedoc-Roussillon (Francia sudoccidentale), la città vecchia fortificata è stata inserita nel Patrimonio dell&#8217;umanità UNESCO per la sua doppia cinta di fortificazioni, sicuramente tra i complessi difensivi medievali più belli d&#8217;Europa. Le imponenti mura interne ed esterne alla città alta possiedono un numero considerevole di porte e ben 52 tra torri e torrette, che sembrano sorvegliare la cattedrale e il castello al loro interno.</p>
<p>In realtà, le origini di Carcassonne risalgono al periodo preromano con uno stanziamento di iberi sulla collina al di sopra del fiume. Nel corso dei secoli la città fu conquistata nell&#8217;ordine dai gallo-romani, dai visigoti, dagli arabi, dai franchi e nel XIII secolo asservita alla corona francese. Fu a partire questo periodo e fino al rinascimento che la città fu fortificata e abbellita acquistando l&#8217;attuale aspetto.</p>
<p>Il gioiello religioso della città è la <strong>basilica di Saint-Nazaire</strong>, concepita nell&#8217;XI secolo in stile romanico, ma ridisegnata in stile gotico nel XIII. Le stupende vetrate sono invece del periodo rinascimentale. Degni di nota anche gli intarsi in legno dell&#8217;interno.</p>
<p>Il <strong>Château Comtal</strong> (palazzo dei visconti) è un complesso integrato nelle fortificazioni delle mura interne ed esterne, con ben 36 torri: al suo interno contiene due musei, un convento e vari pittoreschi cortili.</p>
<p>Sono del XIII secolo le mura esterne, munite di varie torri. Risale invece al XIV secolo il romantico e panoramico <strong>Pont Vieux</strong>, nei cui pressi è da vedere anche la magnifica cappella <strong>Notre Dame de la Santé</strong> del 1523, eccellente esempio di gotico fiammeggiante.</p>
<p>A parte questi monumenti, che cosa vedere a Carcassonne?</p>
<p>Il <strong>Bastione di Saint Martin</strong> parzialmente coperto da edera, il <strong>Bastione di Montmorency</strong> (al cui interno si trova un giardino botanico) e il <strong>bastione Gran Torre</strong> &#8211; anche noto come Torre dei mulini.</p>
<p>Infine, qualcosa di molto particolare, le dimostrazioni di volo delle <strong>aquile della città alta</strong>: un vasto numero di uccelli di varie specie addestrati con il metodo medievale. Si possono ammirare nel periodo che va da marzo a novembre.</p>
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		<title>Un giorno a Certaldo, in Toscana, patria del Boccaccio</title>
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		<pubDate>Mon, 14 May 2012 06:44:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nicoletta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Pronti a partire? Oggi vi portiamo a Certaldo, paese natale di Boccaccio al centro di un triangolo ideale i cui vertici sono costituiti da Firenze, Pisa e Siena. E&#8217; il primo comune fiorentino della Val d&#8217;Elsa, confina con Poggibonsi e San Gimignano, che sono invece in provincia di Siena, ma anche Pisa dista pochi chilometri [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.solotravel.it/wp-content/uploads/2012/05/Certaldo-val_d_elsa_boccaccio.gif"><img class="alignnone size-full wp-image-9295" title="Certaldo-val_d_elsa_boccaccio" src="http://www.solotravel.it/wp-content/uploads/2012/05/Certaldo-val_d_elsa_boccaccio.gif" alt="" width="500" height="185" /></a><br />
Pronti a partire? Oggi vi portiamo a <strong>Certaldo</strong>, paese natale di Boccaccio al centro di un triangolo ideale i cui vertici sono costituiti da Firenze, Pisa e Siena. E&#8217; il primo comune fiorentino della Val d&#8217;Elsa, confina con Poggibonsi e <a href="http://www.solotravel.it/20022008/san-gimignano-la-citta-delle-belle-torri/">San Gimignano</a>, che sono invece in provincia di Siena, ma anche Pisa dista pochi chilometri da qui.</p>
<p>Certaldo si trova lungo quella che era la Via Francigena e la sua parte alta, il cui borgo è un vero e proprio museo a cielo aperto, rimasto praticamente identico ai tempi del Medioevo. Il luogo più emblematico è il <strong>Palazzo del Vicario</strong>, centro del potere cittadino, la cui costruzione iniziò nel XII secolo. La facciata riporta gran parte degli stemmi e gli affreschi delle casate che si sono succedute nel corso del tempo: spicca l&#8217;araldica dei Vicari, che fra il XV e il XVII secolo amministrarono tutta la valle. All&#8217;interno del palazzo, un&#8217;elegante loggia, un cortile e una chiesetta &#8211; tutto ben conservato.</p>
<p>Alla maggior parte delle persone Certaldo è nota per essere il luogo di nascita di Giovanni Boccaccio &#8211; autore del <em>Decameron</em> e non solo. La sua casa è stata in larga parte ricostruita nel dopoguerra e oggi ospita un museo e l&#8217;Ente nazionale a lui dedicato, una fondazione che raccoglie tra l&#8217;altro tutte le traduzioni delle sue opere in altre lingue.</p>
<p>Certaldo è circondata da viti e ulivi, in una tavolozza di colori tipicamente toscani. Qui si producono il Chianti dei colli fiorentini e un olio squisito, molto forte e denso, ottimo per condire ortaggi, legumi e arrosti.</p>
<p>Ogni anno per cinque giorni nel mese di luglio Certaldo si trasforma in un grande palcoscenico all&#8217;aperto per esibizioni di ogni genere: si chiama Mercantia, ed è il festival internazionale degli artisti di strada che richiama decine di migliaia di persone.</p>
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		<title>Bath: per un turismo d&#8217;élite in Inghilterra</title>
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		<pubDate>Sun, 13 May 2012 16:55:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nicoletta</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Regno Unito]]></category>
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		<description><![CDATA[A poco più di un&#8217;ora di treno da Londra, nella contea del Somerset, immersa in uno spettacolare scenario naturale, si trova una città tranquilla ed elegante, piena di gioielli architettonici, un vero teatro a cielo aperto. Stiamo parlando di Bath, dichiarata Patrimonio dell&#8217;Umanità dall&#8217;UNESCO nel 1998. In un giorno di sole Bath non ha affatto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.solotravel.it/wp-content/uploads/2012/05/bath_inghilterra.gif"><img src="http://www.solotravel.it/wp-content/uploads/2012/05/bath_inghilterra.gif" alt="" title="bath_inghilterra" width="500" height="338" class="alignnone size-full wp-image-9298" /></a><br />
A poco più di un&#8217;ora di treno da Londra, nella contea del Somerset, immersa in uno spettacolare scenario naturale, si trova una città tranquilla ed elegante, piena di gioielli architettonici, un vero teatro a cielo aperto. Stiamo parlando di <strong>Bath</strong>, dichiarata Patrimonio dell&#8217;Umanità dall&#8217;UNESCO nel 1998.</p>
<p>In un giorno di sole Bath non ha affatto l&#8217;aspetto di una tipica città inglese: l&#8217;architettura neoclassica degli edifici, le numerose statue in stile romano e il placido fiume <a href="http://www.topbanner.it/lr/lr.php?i=541"  rel="nofollow" onMouseover="window.status='External link'; return true" onMouseout="window.status=''" onclick="return alinks_click(this);" title="Avon"  rel="external">Avon</a> che la attraversa la rendono molto più simile a una città italiana dall&#8217;aspetto palladiano. Il momento di massimo splendore della città fu infatti il XVIII secolo, quando questo centro dell&#8217;Inghilterra meridionale era il centro della vita sociale della nazione. </p>
<p>In realtà le origini di Bath sono molto più antiche: furono i romani a conferirle importanza, attratti dalle acque termali naturalmente calde (le uniche in Gran Bretagna). Chiamarono il luogo <em>Aquae Sulis</em>, in onore del dio celtico Sul. I conquistatori romani costruirono delle terme e un magnifico tempo dedicato alla dea Minerva. Poi, con la caduta dell&#8217;impero romano, Bath attraversò un periodo di relativo declino, che non le impedì di essere scelta come sede dell&#8217;incoronazione del Re Edgar nel 973e di diventare sede vescovile e centro per il commercio dei tessuti. Ma la rinascita di Bath avvenne nel periodo georgiano (XVIII secolo), quando i membri della famiglia reale iniziarono a recarsi regolarmente qui per le cure termali. Ovviamente tutti i nobili fecero lo stesso e Bath divenne molto importante e alla moda. Non a caso fu scelta come ambientazione per molti importanti lavori letterari, tra cui i romanzi di Fielding, Dickens, Sheridan e soprattutto di Jane Austen, che visse qui dal 1800 al 1805.</p>
<p>Il periodo georgiano fu anche un periodo di frenetica attività edilizia, con il lavoro di architetti come John Adam, John Woods padre e figlio, ai quali dobbiamo gli splendidi capolavori classicisti dei complessi residenziali del <strong>Royal Crescent</strong>, del <strong>Circus</strong>, la <strong>Queen Square</strong> e il ponte <strong>Pulteney Bridge</strong>. All&#8217;inizio dell&#8217;800 i reali iniziarono però a preferire l&#8217;aria marina di Brighton per le loro vacanze e Bath tornò a essere una città di provincia.</p>
<p>Negli ultimi decenni però, anche grazie a varie riduzioni cinematografiche di romanzi di Jane Austen, fiorde di turisti sono tornati ad animare la vita della città.   </p>
<p>Cos&#8217;altro bisogna vedere a Bath? Nello stabilimento termale, l&#8217;elegante sala da ballo georgiana chiamata <strong>Pump Room</strong> (ora adibita a ristorante), la <strong>Abbey Church</strong> (abbazia del XVI secolo dotata all&#8217;interno di una sontuosa volta a ventaglio), <strong>Milsom Street</strong> (la strada dello shopping, ora come ai tempi delle eroine di Jane Austen) e il parco di <strong>Sydney Gardens</strong>.</p>
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		<title>La strada dei fiori in Olanda: un tripudio di colori e profumi</title>
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		<pubDate>Fri, 11 May 2012 06:50:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nicoletta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La primavera è il periodo in cui in Olanda esplodono i colori di milioni di fiori, soprattutto tulipani. Il primo esemplare di tulipano fu piantato in Olanda nel XVI secolo, grazie al fiammingo Ogier Ghislain de Busbecq, ambasciatore di Ferdinando I a Istanbul, che procurò dei bulbi al botanico Carolus Clusios, responsabile dei giardini reali [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.solotravel.it/wp-content/uploads/2012/05/strada-dei-fiori-tulipani-olanda.gif"><img src="http://www.solotravel.it/wp-content/uploads/2012/05/strada-dei-fiori-tulipani-olanda.gif" alt="" title="strada-dei-fiori-tulipani-olanda" width="500" height="296" class="alignnone size-full wp-image-9271" /></a><br />
La primavera è il periodo in cui in Olanda esplodono i colori di milioni di fiori, soprattutto tulipani. Il primo esemplare di tulipano fu piantato in Olanda nel XVI secolo, grazie al fiammingo Ogier Ghislain de Busbecq, ambasciatore di Ferdinando I a Istanbul, che procurò dei bulbi al botanico Carolus Clusios, responsabile dei giardini reali di Amsterdam. Questi, con un innesto dopo l&#8217;altro, lo trasformò nel fiore emblema e orgoglio del paese. Da allora i Passi sono praticamente una enorme fioriera, da scoprire soprattutto viaggiando in lungo e in largo nella parte ovest del paese in aprile e maggio. </p>
<p>Il percorso dei fiori più celebre corre lungo la strada statale 206, chiamata familiarmente <strong>Bloembollenstreek</strong> (la zona dei bulbi di fiori): una trentina di chilometri dalla sontuosa <strong>Haarlem</strong> a <strong>Leida</strong>, sede di un&#8217;importante università e patria del pittore Rembrandt. Le vedute dei campi coltivati sembrano dipinte dalle pennellate materiche di Vincent Van Vogh &#8211; un vero paradiso di colori e profumi. </p>
<p>Tra bacini lacustri, meravigliosi canali e case da sogno, tappe memorabili all&#8217;insegna dei fiori sono il tratto costiero tra <strong>Julianadorp</strong> e <strong>Noordwijk</strong> e , dove si trovano anche dune coperte di erica, poi il faro di <strong>Katwijk</strong>, con un pittoresco camino bianco e rosso che si eleva verso il cielo. In quest&#8217;area le distese di tulipani sono punteggiate da fattorie dai muri bianchi e tetti di giunchi. E non ci sono soltanto tulipani, ma anche narcisi, iris, gladioli, crochi e lillà. </p>
<p>Una tappa classica per gli amanti dei fiori è poi costituita dai <strong>Giardini di Keukenhof</strong> alla periferia di <strong>Lisse</strong>, dove fioriscono qualcosa come 7 milioni di bulbi in soli 28 ettari di terreno. Infine, a <strong>Venlo</strong>, cittadina assai prossima alla Germania, si svolge ogni anno la Floriade, un&#8217;esposizione fioristica in cui i tulipani sono le vere star.</p>
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		<title>Da Ile d&#8217;Orléans a Tadoussac: escursioni nei dintorni di Québec City</title>
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		<pubDate>Thu, 10 May 2012 06:32:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nicoletta</dc:creator>
				<category><![CDATA[America del Nord]]></category>
		<category><![CDATA[Canada]]></category>
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		<description><![CDATA[Prendendo Québec City come base, sono molte le escursioni che si possono effettuare in giornata nei dintorni, che riservano sia splendidi paesaggi naturali che la scoperta di antiche tradizioni. Attraversando il Pont de l&#8217;Ile e seguendo la strada 368, per esempio, si raggiunge Ile d&#8217;Orléans, un&#8217;isola i cui primi insediamenti risalgono al XVII secolo e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.solotravel.it/wp-content/uploads/2012/05/Hotel_tadoussac.gif"><img class="size-full wp-image-9245 alignnone" title="Hotel_tadoussac" src="http://www.solotravel.it/wp-content/uploads/2012/05/Hotel_tadoussac.gif" alt="" width="500" height="252" /></a><br />
Prendendo <a href="http://www.solotravel.it/07022012/il-carnevale-di-quebec-city-in-canada-sculture-di-ghiaccio-e-parate-al-gelo/" target="_blank">Québec City</a> come base, sono molte le escursioni che si possono effettuare in giornata nei dintorni, che riservano sia splendidi paesaggi naturali che la scoperta di antiche tradizioni.</p>
<p>Attraversando il Pont de l&#8217;Ile e seguendo la strada 368, per esempio, si raggiunge <strong>Ile d&#8217;Orléans</strong>, un&#8217;isola i cui primi insediamenti risalgono al XVII secolo e che ora è una sorta di museo all&#8217;aria aperta. Percorrendo i 70 chilometri del perimetro si incontrano vari villaggi su un percorso costellato di casette, mulini, chiesette, piccole fattorie e botteghe artigiane, dove si possono acquistare stoffe tessute a mano, coperte e tappetti all&#8217;uncinetto, confetture e frutta fresca.</p>
<p>Un altro itinerario suggestivo è quello che percorre la <strong>Côte-de-Beaupré</strong>: la prima tappa tocca le <strong>cascate del fiume Montmorency</strong>, che si possono ammirare dall&#8217;alto o dal basso a seconda che si scelga la strada 360 o la 138. E&#8217; comunque opportuno riprendere la 360 e toccare il <strong>santuario di S.te-Anne-de-Beaupré</strong>, meta di pellegrinaggi dei devoti di Sant&#8217;Anna, secondo la tradizione protettrice dei naufraghi. E poi entrare nell&#8217;area protetta di <strong>Cap-Tourmente</strong>, dove fanno sosta le oche selvatiche durante le migrazioni in aprile e in ottobre. Dopo <strong>Beaupré</strong>, vale la pena di fare una puntata alle<strong> cascate di S.te Anne</strong> e poi di nuovo lungo la panoramica costa a <strong>Baie-St-Paul</strong>. Da qui con un traghetto si può sbarcare sull&#8217;<strong>Ile aux Coudres</strong>, piccola ma molto suggestiva e con belle spiagge.</p>
<p>Ma l&#8217;itinerario in giornata più gettonato dai turisti è sicuramente quello che porta a <strong>Baie-S.te-Catherine</strong> o <strong>Tadoussac</strong> (nella foto in alto), due villagi sul fiume Saguenay (affluente del San Lorenzo) da cui si può partire per una minicrociera di avvistamento delle balene. L&#8217;unione delle acque dolci del fiume Saguenay con l&#8217;acqua salata dell&#8217;Atlantico produce infatti una ricca fauna ittica che, soprattutto nei mesi di luglio e agosto, richiama gran numero di balene blu e bianche (beluga), lunghe fino a 30 metri. Stipati sul battello bisogna seguire le indicazioni dell&#8217;addetto all&#8217;altoparlante che segnala l&#8217;affiorare delle balene a 360° come sul quadrante di un orologio: se dice &#8220;12&#8243; bisogna guardare davanti a sé, se dice &#8220;3&#8243;, occorre guardare alla propria destra, se dice &#8220;6&#8243;, dietro di sé e così via. Ma senza perdere tempo&#8230; le apparizioni delle balene sono molto fugaci!</p>
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		<title>L&#8217;isola di Caprera: natura, storia e forte vento</title>
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		<pubDate>Wed, 09 May 2012 06:26:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nicoletta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Non ci sono dubbi sul fatto che il mare della Sardegna non tema rivali. Soprattutto per i fondali trasparenti di quel grappolo di isole e isolotti incastonati nelle acque delle Bocche di Bonifacio che formano l&#8217;arcipelago della Maddalena. Delle sette isole che lo compongono, Caprera è forse la più conosciuta, grazie ai suoi trascorsi garibaldini [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.solotravel.it/wp-content/uploads/2012/05/Caprera.gif"><img src="http://www.solotravel.it/wp-content/uploads/2012/05/Caprera.gif" alt="" title="Caprera" width="298" height="400" class="alignleft size-full wp-image-9266" /></a>Non ci sono dubbi sul fatto che il mare della Sardegna non tema rivali. Soprattutto per i fondali trasparenti di quel grappolo di isole e isolotti incastonati nelle acque delle Bocche di Bonifacio che formano l&#8217;<strong>arcipelago della Maddalena</strong>. Delle sette isole che lo compongono, <strong>Caprera</strong> è forse la più conosciuta, grazie ai suoi trascorsi garibaldini e alla celebre scuola di vela che qui la sua base. Questa isola è la più orientale e la più ricca di vegetazione; ha una forma assai singolare, che secondo qualcuno ricorda un po&#8217; la sagoma di un geco. Nel suo paesaggio sono presenti tutte le possibili sfumature del verde: quello degli olivastri, delle tamerici, dei pini, delle pigne e poi il verde cristallino delle acque che la circondano. </p>
<p>L&#8217;isola, perennemente battuta dal vento, è disabitata. Si raggiunge attraversando un ponte che passa sopra acque molto basse, simili a quelle di un lago. Il passaggio sull&#8217;isola porta il visitatore in una quiete totale: anche nei momenti di relativo affollamento, qui c&#8217;è sempre la possibilità di trovare uno spazio silenzioso. Per la perfetta conservazione dell&#8217;ambiente naturale, Caprera piace sia ai turisti appassionati del mare che agli appassionati di storia.</p>
<p>Infatti, come accennavamo sopra, l&#8217;isola fu l&#8217;ultimo rifugio di Giuseppe Garibaldi che ne acquistò gran parte del territorio e ne fece il rifugio dei suoi ultimi anni. Nella Casa Bianca visse infatti fino alla morte nel 1882, forse guardando per l&#8217;ultima volta dal suo letto la Corsica e la sua città natale, Nizza. E questa è solo una parte della vasta area museale dedicata all&#8217;Eroe dei due mondi che include tenute, edifici e cimeli a lui appartenuti, tra cui le opere che egli stesso costruì, come il forno, il mulino, la falegnameria. A poche decine di metri si trova il gruppo di tombe di famiglia, tra cui spicca il poderoso masso di granito sotto il quale il patriota riposa.</p>
<p>Altri due luoghi molto suggestivi di Caprera sono l&#8217;altura del Monte Telaione, in realtà alto solo 212 metri. Su queste pietre non c&#8217;è veramente nulla, soltanto granito rosso e una splendida vista sul porto e i traghetti &#8211; e tanto vento. E poi, la spiaggia del Relitto, dove si trova la carcassa di legno di metallo di una vecchia barca naufragata tra gli scogli. </p>
<p>Vi abbiamo fatto sognare? Speriamo di sì! A questo punto, non vi resta che digitare in un motore di ricerca le paroline magiche: <a href="http://www.corsica-ferries.it/traversate/traghetti-sardegna/offerte.html" target="_blank">traghetti per Sardegna</a> e valutare i risultati ottenuti. Oppure, andare direttamente su uno dei siti più noti e affidabili: <a href="http://www.corsica-ferries.it" target="_blank">www.corsica-ferries.it</a>.</p>
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		<title>La conoscenza della lingua inglese: tra necessità e “tabù”?</title>
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		<pubDate>Tue, 08 May 2012 06:00:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>daniele</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Qualsiasi sia la nostra scelta professionale, una buona conoscenza dell’inglese è uno dei requisiti richiesti per poter accedere al mondo del lavoro che, data la crescita lenta e l’incapacità di creare nuova occupazione, risulta essere sempre più competitivo. Oltre a motivazione, lealtà, flessibilità e un ricco bagaglio di esperienze, la conoscenza delle lingue è uno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.solotravel.it/wp-content/uploads/2012/05/iwantyou_EP.gif"><img class="alignleft size-full wp-image-9251" title="iwantyou_EP" src="http://www.solotravel.it/wp-content/uploads/2012/05/iwantyou_EP.gif" alt="" width="250" height="268" /></a>Qualsiasi sia la nostra scelta professionale, una buona conoscenza dell’inglese è uno dei requisiti richiesti per poter accedere al mondo del lavoro che, data la crescita lenta e l’incapacità di creare nuova occupazione, risulta essere sempre più competitivo.<br />
Oltre a motivazione, lealtà, flessibilità e un ricco bagaglio di esperienze, la conoscenza delle lingue è uno degli aspetti determinanti ai fini della selezione. Mentre in passato costituiva un valore aggiunto, un &#8220;di più&#8221; non indispensabile seppur ricercato, oggi non si può proprio prescindere dall’inglese fluente.</p>
<p>Si tratta di un dato talmente assodato che sempre più spesso è necessaria anche una seconda e persino una terza lingua straniera.<br />
Non c’è quindi da stupirsi se nel bel mezzo di un colloquio di lavoro, si è sorpresi da improvvise domande in inglese che spesso lasciano-è proprio il caso di dirlo &#8211; &#8220;senza parole&#8221;.</p>
<p>Sono sempre più frequenti, inoltre, sia in ambito pubblico che privato, situazioni in cui l’inglese è considerato lingua di lavoro. Papers, presentazioni, interviste telefoniche, stesura di progetti sono solo alcuni esempi ed anche quando si sceglie l’italiano, la lingua di Shakespeare funge da presupposto per una maggiore disseminazione di quanto è stato prodotto.</p>
<p>E nemmeno è possibile ricorrere alla convinzione/giustificazione secondo cui l’apprendimento di una lingua costituisce per gli adulti un problema. In tanti Paesi, specie del nord Europa, la seconda lingua è prerogativa non solo dei giovani, ma anche di adulti e anziani che raramente non sono in grado di affrontare conversazioni in inglese. In quelle realtà l’apprendimento della lingua avviene in modo spontaneo, spesso inconsapevole attraverso la musica e il cinema. I film, trasmessi in lingua originale, sono più efficaci di qualsiasi libro o insegnante. In molti altri Paesi, però, alla domanda &#8220;Do you speak English?&#8221; si resta ancora pietrificati. Le numerose lezioni di inglese, che ci perseguitano sin dai primi anni di scuola, sembrano sortire l’effetto opposto. Tante regole da memorizzare e poca conversazione. E anche quando si apprende molto a scuola, il rischio di dimenticare tutto è sempre sentito. Al di là delle attività scolastiche, l’inglese è solo un optional.<a href="http://www.solotravel.it/wp-content/uploads/2012/05/manimondo_EP.gif"><img class="alignright size-full wp-image-9252" title="manimondo_EP" src="http://www.solotravel.it/wp-content/uploads/2012/05/manimondo_EP.gif" alt="" width="200" height="286" /></a></p>
<p>Quando però da adulti si è costretti a riconsideralo, per motivi di lavoro, l’unica via d’uscita è rappresentata dai  <a title="Corsi di inglese all'estero" href="http://www.esl.it/it/adulti/corso-di-lingua-inglese/index.htm" target="_blank">corsi di inglese all’estero</a> che possono rivelarsi utili sia per lo studente che per il professionista.<br />
La scelta dell’opzione migliore non è però immediata: tanti sono i dubbi e le preoccupazioni, specie se occorre colmare il gap in tempi brevi. E si è ulteriormente confusi da un’offerta che si arricchisce ogni anno. Sui motori di ricerca alle parole <a title="vacanze studio inghilterra" href="http://www.esl.it/it/adulti/inglese/viaggi-studio-inghilterra/index.htm" target="_blank">vacanze studio inghilterra</a> corrispondono, infatti, numerose offerte: dalla host family al lavoro au pair.</p>
<p>Ma quale soluzione considerare per ottenere risultati soddisfacenti e in tempi ragionevoli?<br />
Più che sulla scelta occorrerebbe focalizzarsi sull’attitudine, sul come si intende affrontare un’esperienza che deve necessariamente essere accompagnata dalla totale apertura verso lo stile di vita, la cultura del posto dove si intende soggiornare.<br />
Un primo passo da compiere, a tal proposito, è dato dalla necessità di evitare persone che parlino la nostra stessa lingua. Secondo step: accantonare stereotipi e clichè per vivere la nostra permanenza all’estero come un’opportunità e non temere, bensì sperimentare tutto ciò che è tipico. E in Gran Bretagna il concetto di tipicità è associato a quello di diversità, di multiculturalità che costituisce uno dei suoi tratti contraddistintivi, nonché tra i più apprezzati.</p>
<p><a href="http://www.solotravel.it/wp-content/uploads/2012/05/study_EP.gif"><img class="alignleft size-full wp-image-9253" title="study_EP" src="http://www.solotravel.it/wp-content/uploads/2012/05/study_EP.gif" alt="" width="300" height="200" /></a>L’Inghilterra di oggi, come gran parte dei Paesi europei, è un posto in cui Occidente e Oriente, Nord e Sud convivono, si confondono, si influenzano a vicenda. Una nota dolente è tuttavia costituita dal clima: bisogna evitare di essere meteoropatici; in fondo anche la pioggia andrebbe considerata come un aspetto culturale poiché è tra gli argomenti più presenti nelle conversazioni tra native English.</p>
<p>Infine, qualsiasi sia il livello di inglese raggiunto, una vacanza-studio è pur sempre proficua, soprattutto in termini di nuove relazioni che si possono istaurare. Inoltre, in sede di colloquio, potremmo quanto meno vantare un’esperienza in più.</p>
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		<title>Goslar: la &#8216;Roma del Nord&#8217;, sito UNESCO in Germania</title>
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		<pubDate>Mon, 07 May 2012 06:24:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nicoletta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Germania]]></category>
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		<description><![CDATA[Goslar è una città storica della Bassa Sassonia adagiata sui pendii delle colline di Harz. La sua storia è millenaria: i ricchi giacimenti di argento e rame che la circondavano indussero infatti gli imperatori Sassoni e Salici a stabilire qui la loro più importante e sicura circoscrizione amministrativa nell&#8217;XI secolo. Per secoli Goslar fu la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.solotravel.it/wp-content/uploads/2012/05/Goslar_Germania.gif"><img class="alignleft size-full wp-image-9238" title="Goslar_Germania" src="http://www.solotravel.it/wp-content/uploads/2012/05/Goslar_Germania.gif" alt="" width="301" height="202" /></a><strong>Goslar</strong> è una città storica della Bassa Sassonia adagiata sui pendii delle colline di Harz. La sua storia è millenaria: i ricchi giacimenti di argento e rame che la circondavano indussero infatti gli imperatori Sassoni e Salici a stabilire qui la loro più importante e sicura circoscrizione amministrativa nell&#8217;XI secolo. Per secoli Goslar fu la sede preferita da chiunque governasse la Germania del Nord, un importante centro della Cristianità e della cultura. Le guglie dei suoi 47 edifici religiosi (tra chiese, cappelle e monasteri) le valsero il soprannome di &#8216;Roma del Nord&#8217;.</p>
<p>Ancora oggi il panorama delle città è assai suggestivo dalla collina su cui si trova il Palazzo Imperiale (<strong>Kaiserpfalz</strong>), in stile romanico. Qui Enrico II tenne nel 1009 la prima assemblea dei principi del Sacro Romano Impero.</p>
<p>Le stradine contorte e lastricate nella città vecchia medievale hanno un fascino tutto loro: qui ogni singolo edificio ha una storia da raccontare. Il centro cittadino è ricco di edifici a graticcio, come in poche altre città nel nord della Germania. Il <strong>Rathaus</strong>, con i dipinti sulle pareti della Huldigungssaal costituisce un eccezionale esempio di arte decorativa tardo-medievale tedesca.</p>
<p>Sulla Marktplatz, insieme alla fontana del XIII secolo, sorge il <strong>Kaiserworth</strong> (1494), sede della corporazione dei mercanti di stoffe. La sontuosa facciata trasmette il senso di orgoglio di questa potente gilda.</p>
<p>Nella chiesa conventuale di Santae Mariae in Horto, oggi <strong>Neuwerkskirche</strong>, il romanico ha conservato una purezza difficilmente riscontrabile altrove.</p>
<p>Ai visitatori conviene recarsi in auto al grande parcheggio “Kaiserpfalz Nord” ai piedi del Kaiserpfalz da cui si può ammirare il palazzo in tutta la sua bellezza e dietro di esso l&#8217;altura di <strong>Rammelsberg</strong>, in cui si trovano le <strong>miniere</strong>, chiuse solo di recente, nel 1988, dopo più di 1000 anni di attività. Dal 1992, insieme al centro storico di Goslar esse dichiarate patrimonio dell&#8217;umanità dall&#8217;UNESCO. Le miniere sono uno dei più importanti musei dell&#8217;industria mineraria in Europa e il vicino villaggio di minatori nel quartiere di <strong>Frankenberg</strong> (XVI secolo) mostra come si svolgeva la vita dei minatori, per i quali nel 1547 venne costruito l&#8217;ospedale di Sankt Annenhaus.</p>
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