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	<title>solotravel.it &#187; Campania</title>
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		<title>Una visita a Bosco e Scario, deliziosi comuni del Cilento</title>
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		<pubDate>Wed, 19 Oct 2011 06:15:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nicoletta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Si affaccia sul Golfo di Policastro il pittoresco Paesino di Bosco, una frazione del comune di San Giovanni a Piro nel Cilento, passata alla storia per il fatto di aver partecipato ai Moti Cilentani del 1828. In tempi più recenti ha acquisito notorietà non solo per le bellezze naturali, ma anche perché il famoso pittore [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.solotravel.it/wp-content/uploads/2011/09/Golfo_di_Policastro_da_san_Giovanni_a_Piro.gif"><img class="alignnone size-full wp-image-7557" title="Golfo_di_Policastro_da_san_Giovanni_a_Piro" src="http://www.solotravel.it/wp-content/uploads/2011/09/Golfo_di_Policastro_da_san_Giovanni_a_Piro.gif" alt="" width="500" height="360" /></a><br />
Si affaccia sul Golfo di Policastro il pittoresco Paesino di <strong>Bosco</strong>, una frazione del comune di <strong>San Giovanni a Piro</strong> nel Cilento, passata alla storia per il fatto di aver partecipato ai Moti Cilentani del 1828. In tempi più recenti ha acquisito notorietà non solo per le bellezze naturali, ma anche perché il famoso pittore spagnolo José Ortega è vissuto qui parte del suo esilio, a a partire dagli anni &#8217;70. Si possono ancora ammirare varie opere maiolicate, tra cui una bellissima fontana. E poi vale la pena di visitare la sua casa, che è un vero museo, a cui si accede su prenotazione. La stessa sagoma del Monte Bulgheria, che da Bosco si ammira, fu scolpita da Ortega in una pietra ancora situata nel centro della piazza a lui dedicata.</p>
<p><a href="http://www.solotravel.it/wp-content/uploads/2011/09/Porto-di-Scario-Cilento.gif"><img class="alignnone size-full wp-image-7555" title="Porto di Scario Cilento" src="http://www.solotravel.it/wp-content/uploads/2011/09/Porto-di-Scario-Cilento.gif" alt="" width="500" height="236" /></a><br />
Un&#8217;altra importante frazione di San Giovanni a Piro è <strong>Scario</strong> (di cui qui sopra vedete il porto), poco più di 1000 abitanti, un delizioso borgo marinaro che sorge sulla costa alle pendici del monte su cui è arroccato il paese. I turisti adorano visitare i vicoli stretti, salire le scalinate, girare per il porto. E qui i bagni in mare sono garantiti fino a novembre inoltrato. Anzi, il periodo ideale è proprio l&#8217;autunno perché le temperature sono ancora gradevolissime e c&#8217;è meno affollamento.</p>
<p>Inoltre, non dimentichiamo che qui siamo vicini a <a href="http://www.solotravel.it/26082011/il-fascino-di-paestum-e-dei-suoi-imponenti-templi-greci/" target="_blank">Paestum</a> e <a href="http://www.solotravel.it/08092011/velia-e-ascea-marina-unabbinata-perfetta-nel-cilento/" target="_blank">Velia</a>, dove si possono visitare gli scavi archeologici e ammirare le bellezze naturalistiche del Parco Naturale del Cilento-Vallo di Diano.</p>
<p>Immagini: <a href="http://www.fotoeweb.it/" target="_blank">Fotoeweb</a></p>
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		<title>Gli scavi archeologici di Ercolano: a che cosa dare la precedenza</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Oct 2011 06:40:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nicoletta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Anche Ercolano, come Pompei costituisce una vera e propria finestra sulla vita quotidiana dei romani nel I secolo d.C., grazie (si fa per dire) all&#8217;enorme massa di lava e cenerì proveniente dal Vesuvio che la seppellì il 24 agosto del 79 d.C. Anche qui sotto le ceneri vulcaniche si è conservata non soltanto l&#8217;architettura e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.solotravel.it/wp-content/uploads/2011/09/TRAVErcolano.gif"><img src="http://www.solotravel.it/wp-content/uploads/2011/09/TRAVErcolano.gif" alt="" title="TRAVErcolano" width="500" height="200" class="alignnone size-full wp-image-7865" /></a><br />
Anche <strong>Ercolano</strong>, come <a href="http://www.solotravel.it/03072008/pompei-campania/" target="_blank">Pompei</a> costituisce una vera e propria finestra sulla vita quotidiana dei romani nel I secolo d.C., grazie (si fa per dire) all&#8217;enorme massa di lava e cenerì proveniente dal Vesuvio che la seppellì il 24 agosto del 79 d.C. Anche qui sotto le ceneri vulcaniche si è conservata non soltanto l&#8217;architettura e la vivacità dei colori nelle pitture delle sontuose ville, in cui prevale il colore rosso &#8220;pompeiano&#8221;, ma addirittura i materiali altamente deperibili, per esempio i papiri e i cibi, che sono rimasti sigillati nel fango secco.</p>
<p>Non avendo troppo tempo a disposizione, a quali parti degli scavi conviene dare la precedenza a Ercolano? Secondo noi a questi:</p>
<p>* <strong>La villa dei Papiri</strong>: a lungo identificata come proprietà del suocero di Giulio Cesare, Lucius Calpurnius Piso Caesoninus, oggi esistono meno certezze su chi fosse il suo reale proprietario. La villa si estende verso il mare in quattro terrazze. Contiene una biblioteca ricca di preziosi testi su papiro sopravvissuti praticamente intatti e ora conservati nella Biblioteca Nazionale di Napoli. </p>
<p>* La <strong>casa di Aristide</strong>, la cui entrata si affaccia direttamente sull&#8217;atrio. Purtroppo i resti della casa non sono conservati particolarmente bene a causa di incauti scavi precedenti. Con molta probabilità il piano inferiore era utilizzato come magazzino.</p>
<p>* La <strong>casa di Argo</strong>: prende il nome da un affresco di &#8220;Argus e Io&#8221; che un tempo adornava la parete di una sala. Purtroppo l&#8217;affresco è andato perduto, ma il suo nome è rimasto. Questa era sicuramente una delle ville più lussuose di Ercolano, con un vasto giardino circondato da uno splendido peristilio con colonne e pilastri.</p>
<p>* La <strong>casa del Genio</strong>, è stata solo parzialmente scavata, ma è chiaro che si trattava di un edificio molto spazioso. Il suo nome deriva dalla statua di un amorino (anche detto genietto) che formava parte di un candelabro. Nel centro del peristilio si trovano i resti di un bacino rettangolare.</p>
<p>* La <strong>casa dell&#8217;Alcova</strong> è in realtà formata da due edifici uniti. Per questo motivo vi si trova un misto di stanze semplici e spartane con altre più signorili estremamente decorate. L&#8217;atrio è coperto, perciò privo di impluvio. Si è conservata la sua pavimentazione in opus tessellatum ed opus sectile. Il nome è dovuto alla presenza, tra i tanti ambienti della casa, di un&#8217;alcova absidiata.</p>
<p>* Il <strong>Sacello degli Augustali</strong>, era un tempio dei sacerdoti del culto imperiale. Sulle pareti del sacello si trova un noto affresco dedicato a Ercole.</p>
<p>Da non perdere anche le <strong>Terme</strong>, molto ben conservate, con ambienti decorati da stucchi, marmi policromi e pavimenti a quadrelli di marmo nero.</p>
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		<title>La Certosa di Padula: patrimonio UNESCO nel Vallo di Diano</title>
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		<pubDate>Mon, 03 Oct 2011 06:39:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nicoletta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La certosa di Padula fu fondata nell&#8217;anno 1306 da Tommaso Sanseverino e dedicata a San Lorenzo. Dell&#8217;edificio originario rimane ben poco, poiché il monastero fu più volte ricostruito e ampliato nel corso dei secoli. La ristrutturazioni più importanti furono quelle che avvennero durante e dopo il Concilio di Trento, infatti lo stile prevalente nel complesso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.solotravel.it/wp-content/uploads/2011/09/Certosa_di_padula.gif"><img src="http://www.solotravel.it/wp-content/uploads/2011/09/Certosa_di_padula.gif" alt="" title="Certosa_di_padula" width="500" height="321" class="alignnone size-full wp-image-7541" /></a><br />
La <strong>certosa di Padula</strong> fu fondata nell&#8217;anno 1306 da Tommaso Sanseverino e dedicata a San Lorenzo. Dell&#8217;edificio originario rimane ben poco, poiché il monastero fu più volte ricostruito e ampliato nel corso dei secoli. La ristrutturazioni più importanti furono quelle che avvennero durante e dopo il Concilio di Trento, infatti lo stile prevalente nel complesso di edifici è quello barocco.</p>
<p>La Certosa di San Lorenzo è dunque uno splendido monastero certosino che occupa più di 5 ettari di terreno, è suddiviso in circa 320 stanze, possiede il chiostro più grande del mondo (ben 84 colonne) e uno scenografico scalone a chiocciola di marmo bianco. Sicuramente si tratta di una delle più importanti certose d&#8217;Europa per la magnificenza della sua architettura. Enorme anche la sua importanza come centro di cultura e di potere dell&#8217;Italia meridionale, fino all&#8217;800.</p>
<p>Per illustrare il suo splendore, più delle nostre parole potrà questo <a href="http://www.topbanner.it/lr/lr.php?i=869"  onMouseover="window.status='External link'; return true" onMouseout="window.status=''" onclick="return alinks_click(this);" title="Video"  rel="external">video</a>.</p>
<p><iframe width="425" height="349" src="http://www.youtube.com/embed/2DEAkK_nbPw" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
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		<title>Palinuro: spiagge, mare blu e grotte ricche di fascino</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Sep 2011 06:51:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nicoletta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Palinuro è la più importante frazione del comune di Centola, circa 100 km a sud di Salerno. Prende il nome dal nocchiero della flotta di Enea di cui parla Virgilio. Secondo l&#8217;Eneide, infatti, il personaggio morì proprio su questo tratto di costa del Cilento, dove la natura assume le forme aspre delle falesie scoscese e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.solotravel.it/wp-content/uploads/2011/09/Capo_Palinuro.gif"><img src="http://www.solotravel.it/wp-content/uploads/2011/09/Capo_Palinuro.gif" alt="" title="Capo_Palinuro" width="500" height="294" class="alignnone size-full wp-image-7548" /></a><br />
<strong>Palinuro</strong> è la più importante frazione del comune di Centola, circa 100 km a sud di Salerno. Prende il nome dal nocchiero della flotta di Enea di cui parla Virgilio. Secondo l&#8217;Eneide, infatti, il personaggio morì proprio su questo tratto di costa del Cilento, dove la natura assume le forme aspre delle falesie scoscese e le coste sono punteggiate di grotte. Palinuro si estende sulla penisola dell&#8217;omonimo promontorio, Capo Palinuro, che separa il Golfo di Velia dal Golfo di Policastro, ed famoso in tutto il mondo per la <a href="http://www.topbanner.it/lr/lr.php?i=799"  onMouseover="window.status='External link'; return true" onMouseout="window.status=''" onclick="return alinks_click(this);" title="bellezza"  rel="external">bellezza</a> del paesaggio. E tra i rovi e le rocce si trova le <em>Primula Palinuri</em>, un fiore che cresce solo da queste parti ed è l&#8217;emblema del Parco Nazionale del Cilento, impresso sul suo logo.</p>
<p>Come tutta la costiera cilentana, anche questo tratto è ricchissimo di scorci, grotte e baie nascoste raggiungibili solo con la barca o con i gozzi del luogo. Spiagge stupende &#8211; che meritano ogni anno una bandiera blu &#8211; e possibilità di immersioni che daranno molte soddisfazioni. </p>
<p>Da vedere la <strong>Grotta azzurra</strong> (considerata la più bella in assoluto), la <strong>Grotta dei monaci</strong> (così chiamata per la presenza di tante stalagmiti che paiono monaci nel loro saio), la <strong>Grotta sulfurea</strong>, la <strong>Grotta delle Ciavole</strong> e la <strong>Grotta del sangue</strong>.</p>
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		<title>Acciaroli e Pioppi: due perle sulla costiera del Cilento</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Sep 2011 06:06:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nicoletta</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.solotravel.it/wp-content/uploads/2011/09/Acciaroli_cilento.gif"><img src="http://www.solotravel.it/wp-content/uploads/2011/09/Acciaroli_cilento.gif" alt="" title="Acciaroli_cilento" width="500" height="375" class="alignnone size-full wp-image-7553" /></a><br />
Il Cilento è una terra di storie antiche e recenti, come quella che lega al nome di <strong>Acciaroli</strong>, frazione di <strong>Pollica</strong>, il famoso premio Nobel Ernest Hemingway. Che qui ha soggiornato alcuni mesi, attratto dalla natura del luogo e dalla tradizione peschereccia locale, che lo avrebbe aiutato a concepire il suo capolavoro, il romanzo <em>Il vecchio e il mare</em>. Ma anche senza questo illustre precedente, qualunque turista trova straordinaria l&#8217;atmosfera che regna ad Acciaroli, con i suoi vicoli lungo il mare, la rosea chiesa della Santissima Annunziata, i resti della torre angioina e la possibilità di perdersi nelle viuzze e nei negozietti alle spalle del porto. Si tratta di una località marina con un porto naturale, nell&#8217;antichità già rifugio di navi e utilizzata in età feudale come dogana baronale. Oggi Acciaroli conta ben cinque vele di Legambiente, oltre alla Bandiera Blu.</p>
<p><a href="http://www.solotravel.it/wp-content/uploads/2011/09/Acciaroli-Cilento-Campania.gif"><img src="http://www.solotravel.it/wp-content/uploads/2011/09/Acciaroli-Cilento-Campania.gif" alt="" title="Acciaroli Cilento Campania" width="500" height="333" class="alignnone size-full wp-image-7550" /></a><br />
A un tiro di schioppo da qui, sempre circondato dalla macchia mediterranea, si trova un altro bel paesino sul mare: la frazione di <strong>Pioppi</strong>, anch&#8217;essa marina del comune di Pollica, mare pulitissimo e ottimi servizi, premiati da Legambiente e Touring Club Italiano. Nel Palazzo Vinciprova del XVI secolo dal 1994 è ospitato il <strong>Museo vivo del mare</strong>, ovvero un acquario dedicato alle specie marine della costiera cilentana. Anche Pioppi ha avuto un illustre visitatore: Ancel Keys, pioniere della ricerca nutrizionistica moderna e padre del concetto di dieta mediterranea che qui si stabilì quando decise di studiare i segreti del benessere della popolazione cilentana. Rimase qui per ben 28 anni e scoprì quali erano i benefici della presenza del mare, dell&#8217;aria buona, ma soprattutto di un&#8217;alimentazione sana come quella prediletta sulle coste del Mare Nostrum. </p>
<p>Immagine: <a href="http://www.fotoeweb.it/" target="_blank">Fotoeweb</a></p>
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		<title>Velia e Ascea Marina: un&#8217;abbinata perfetta nel Cilento</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Sep 2011 06:39:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nicoletta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il Cilento è una terra che racconta storie antichissime. Come quelle della città romana di Velia, che era stata in primo luogo fondata come colonia dai focesi, provenienti dalla Corsica, intorno all&#8217;anno 540 a.C. e poi divenne colonia greca con il nome di Elea. Quest&#8217;ultimo fu un centro di grande importanza dal punto di vista storico-culturale, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.solotravel.it/wp-content/uploads/2011/09/Velia-Teatro_Greco.gif"><img src="http://www.solotravel.it/wp-content/uploads/2011/09/Velia-Teatro_Greco.gif" alt="" title="Velia Teatro_Greco" width="500" height="305" class="alignnone size-full wp-image-7534" /></a><br />
Il Cilento è una terra che racconta storie antichissime. Come quelle della città romana di <strong>Velia</strong>, che era stata in primo luogo fondata come colonia dai focesi, provenienti dalla Corsica, intorno all&#8217;anno 540 a.C. e poi divenne colonia greca con il nome di Elea. Quest&#8217;ultimo fu un centro di grande importanza dal punto di vista storico-culturale, poiché qui aveva sede la scuola filosofica eleatica, quella di Parmenide e Zenone, che influenzò profondamente la successiva filosofia greca.</p>
<p>Velia, che oggi fa parte del comune di Ascea, offre uno spettacolo paesaggistico unico al mondo, grazie alla sua naturale terrazza sul mare. Le rovine archeologiche non sono grandiose come quelle di Paestum, ma danno comunque un’idea dell’importanza della città nei tempi antichi. Nell&#8217;area archeologica sono ancora riconoscibili l&#8217;<strong>agorà</strong>, le <strong>terme ellenistiche</strong> e le <strong>terme romane</strong>, il <strong>santuario</strong> e l&#8217;<strong>acropoli</strong>. Si sono conservate anche le fondamenta di vari templi, abitazioni e altari e lo splendido <strong>teatro greco</strong> che vedete in alto.</p>
<p>Ma l&#8217;autentico gioiello della città antica sono i resti della porta arcaica, la cosiddetta <strong>Porta Rosa</strong>, uno dei monumenti civili più grandiosi della Magna Grecia; databile agli inizi della seconda metà del IV secolo a.C. è uno tra i pochi archi greci del IV secolo conosciuti &#8211; e sicuramente quello meglio conservato.</p>
<p><a href="http://www.solotravel.it/wp-content/uploads/2011/09/Ascea-marina-spiaggia-foto.gif"><img src="http://www.solotravel.it/wp-content/uploads/2011/09/Ascea-marina-spiaggia-foto.gif" alt="" title="Ascea marina - spiaggia foto" width="500" height="375" class="alignnone size-full wp-image-7535" /></a><br />
Per i turisti, ad appena 5 chilometri da Velia, di trovano le meravigliose spiagge di <strong>Ascea Marina</strong>, una lunga fascia di sabbia che si affaccia sul golfo con un mare pulitissimo, non a caso fregiato ogni anno della Bandiera Blu di Legambiente. E sempre gremita di turisti, anche stranieri, tutti innamorati del Cilento.</p>
<p>Immagini: <a href="http://www.fotoeweb.it/" target="_blank">Fotoeweb</a></p>
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		<title>Il fascino di Paestum e dei suoi imponenti templi greci</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Aug 2011 06:37:26 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Anche se pare inverosimile, in molte città della Magna Grecia rimangono esempi di architettura greca conservati assai meglio che nella madrepatria. Il discorso vale sicuramente per la città di Paestum, che i greci chiamavano Poseidonia. Gli imponenti templi di questa città della valle del Sele, fondata nel VII sec. a.C. e ora appartenente al comune [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.solotravel.it/wp-content/uploads/2011/09/paestum_basilica_0.gif"><img class="alignnone size-full wp-image-7487" title="paestum_basilica_0" src="http://www.solotravel.it/wp-content/uploads/2011/09/paestum_basilica_0.gif" alt="" width="500" height="298" /></a><br />
Anche se pare inverosimile, in molte città della Magna Grecia rimangono esempi di architettura greca conservati assai <em>meglio</em> che nella madrepatria. Il discorso vale sicuramente per la città di <strong>Paestum</strong>, che i greci chiamavano Poseidonia. Gli imponenti templi di questa città della valle del Sele, fondata nel VII sec. a.C. e ora appartenente al comune di Capaccio sono di fatto le più importanti testimonianze della cultura greca nella penisola italiana.</p>
<p>La zona archeologica è circondata da una cinta muraria a forma poligonale lunga 5 km, contiene i resti di tre grandi templi:<br />
* La cosiddetta <strong>Basilica</strong> (foto in alto), che probabilmente fungeva da <strong>tempio di Hera</strong>, anche se per molto tempo fu attribuita a Nettuno. E&#8217; il più antico dei tre edifici religiosi, risale infatti al V secolo a.C. e mostra caratteri arcaici nello stile.<br />
<a href="http://www.solotravel.it/wp-content/uploads/2011/09/Paestum_tempio_poseidone_nettuno.gif"><img class="alignnone size-full wp-image-7488" title="Paestum_tempio_poseidone_nettuno" src="http://www.solotravel.it/wp-content/uploads/2011/09/Paestum_tempio_poseidone_nettuno.gif" alt="" width="500" height="375" /></a><br />
* Il <strong>tempio di Poseidone</strong> o <strong>tempio di Nettuno</strong> (nella foto qui sopra), anch&#8217;esso in realtà dedicato a Hera, risale forse alla metà del V secolo a.C. ed è molto ben conservato.<br />
* Il <strong>tempio di Athena</strong>, anche noto come <strong>tempio di Cerere</strong>, risale al 500 a.C. circa, ed è più piccolo degli altri due, oltre ad avere una struttura più semplice. Lo potete ammirare qui sotto in tutta la sua suggestività.<br />
<a href="http://www.solotravel.it/wp-content/uploads/2011/09/Paestum_tempio_di_athena.gif"><img class="alignnone size-full wp-image-7489" title="Paestum_tempio_di_athena" src="http://www.solotravel.it/wp-content/uploads/2011/09/Paestum_tempio_di_athena.gif" alt="" width="500" height="375" /></a></p>
<p>Oltre agli edifici di origine greca, nell&#8217;area esistono ancora i resti di templi romani, di un teatro greco e di un anfiteatro romano.</p>
<p>Lo scavo delle numerose e opulente necropoli ha poi permesso il recupero di tombe di straordinaria <a href="http://www.topbanner.it/lr/lr.php?i=799"  onMouseover="window.status='External link'; return true" onMouseout="window.status=''" onclick="return alinks_click(this);" title="bellezza"  rel="external">bellezza</a>, come la <strong>Tomba del tuffatore</strong>, opera di grande finezza artistica. Forse attribuibile a un artigiano locale, che però certamente non era estraneo ai modi della pittura attica. Si tratta infatti di un eccezionale esempio di commistione fra culture diverse (di greco c&#8217;è l&#8217;arte e il simposio, di lucano l&#8217;abitudine di dipingere le tombe al loro interno). Quest&#8217;opera e numerosi altri reperti sono esposti nel Museo archeologico nazionale di Paestum.</p>
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		<title>Monte Cervati, Parco Nazionale del Cilento-Vallo di Diano (Campania)</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Aug 2011 07:50:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nicoletta</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Italia]]></category>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.solotravel.it/wp-content/uploads/2011/08/Monte-Cervati.gif"><img src="http://www.solotravel.it/wp-content/uploads/2011/08/Monte-Cervati.gif" alt="" title="Monte Cervati" width="500" height="375" class="alignnone size-full wp-image-7580" /></a></p>
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		<title>Il Cilento: una terra baciata dal sole, ricca di bellezze naturali e artistiche</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Aug 2011 07:28:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nicoletta</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Italia]]></category>
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		<description><![CDATA[Il parco nazionale del Cilento-Vallo di Diano, situato circa 80 chilometri a sud di Salerno ha un&#8217;estensione di ben 36.000 ettari. E&#8217; stato annoverato dall&#8217;UNESCO nell&#8217;elenco dei beni patrimonio dell&#8217;umanità per la sua grande importanza storica e culturale e per la straordinarietà del suo paesaggio. Il parco è formato da una regione montuosa coperta da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.solotravel.it/wp-content/uploads/2011/08/cilento_cartina.gif"><img class="alignnone size-full wp-image-7495" title="cilento_cartina" src="http://www.solotravel.it/wp-content/uploads/2011/08/cilento_cartina.gif" alt="" width="500" height="433" /></a><br />
Il <strong>parco nazionale del Cilento-Vallo di Diano</strong>, situato circa 80 chilometri a sud di Salerno ha un&#8217;estensione di ben 36.000 ettari. E&#8217; stato annoverato dall&#8217;UNESCO nell&#8217;elenco dei beni patrimonio dell&#8217;umanità per la sua grande importanza storica e culturale e per la straordinarietà del suo paesaggio.</p>
<p>Il parco è formato da una regione montuosa coperta da estesi boschi misti e sempreverdi, oltre che da arbusti e prati, mentre il Vallo di Diano (anche detto Val Diano) è un fertilissimo altopiano ai confini con la Lucania.</p>
<p>Non meno interessante la regione costiera, dove si trovano dune e varie grotte di estremo interesse. Ciò che rende unica la costa cilentana è il promontorio del Cilento, una formazione geologica calcarea di tipo carsico nella quale l&#8217;interazione del mare nel corso dei millenni ha generato un&#8217;altissima concentrazione di grotte. Una caratteristica unica al mondo.</p>
<p>Le acque sulfuree della zona permettono poi lo sviluppo di un ecosistema molto particolare, in cui particolari microorganismi riescono a vivere e a generare una particolare ricchezza biologica. Di qui deriva la grande ricchezza di vita nelle grotte e nel mare prospiciente, con estese praterie di poseidonia. Anche questo è un patrimonio unico e straordinario.</p>
<p>E il mare della costa cilentana è così trasparente da far meritare &#8211; ogni anno e da parecchio tempo a questa parte &#8211; la Bandiera Blu a varie località balneari, dove si trovano lidi di sabbia finissima alternati a tratti occupati da scogli, grotte, promontori e insenature.</p>
<p>Quest&#8217;area dell&#8217;odierna Campania fu fin dall&#8217;antichità un importante crocevia di tre culture: greca, etrusca e lucana. Anche al tempo dei romani e nel medioevo varie strade commerciali passavano per la regione portando prosperità e una vivace vita culturale.</p>
<p>Nelle settimane che verranno abbiamo intenzione di farvi conoscere meglio il Cilento, in varie tappe. Cominceremo con <strong><a href="http://www.solotravel.it/26082011/il-fascino-di-paestum-e-dei-suoi-imponenti-templi-greci/" target="_blank">Paestum</a></strong> e <strong><a href="http://www.solotravel.it/08092011/velia-e-ascea-marina-unabbinata-perfetta-nel-cilento/" target="_blank">Velia</a></strong> e visiteremo la <strong><a href="http://www.solotravel.it/03102011/la-certosa-di-padula-patrimonio-unesco-nel-vallo-di-diano/">Certosa di Padula</a></strong>, i tre siti più importanti in assoluto. I primi due sono situati nei pressi della costa tirrenica, mentre Padula è nella zona pianeggiante del Valdiano al confine con la Basilicata.</p>
<p>Poi vagheremo nell&#8217;interno, dove sono infinite le possibilità di itinerari turistici possibili: oltre che nel Parco Nazionale del Cilento e ne Vallo di Diano, ci sono anche il <strong><a href="http://www.solotravel.it/19082011/monte-cervati-parco-nazionale-del-cilento-vallo-di-diano-campania/" target="_blank">Monte Cervati</a></strong> e le varie cime che lo circondano con le Grotte dei Vallicelli. Molto suggestive anche le impervie <strong>Gole del fiume Calore</strong>.</p>
<p>E sulla costiera cilentana toccheremo &#8211; da nord a sud &#8211; <a href="http://www.solotravel.it/30072008/agropoli-campania/" target="_blank">Agropoli</a>, <a href="http://www.solotravel.it/20112010/tutti-pazzi-per-castellabate-il-set-del-film-benvenuti-al-sud/" target="_blank">Castellabate</a>, Punta Licosa, <a href="http://www.solotravel.it/29082008/pollica-campania/">Pollica</a>, <a href="http://www.solotravel.it/20092011/acciaroli-e-pioppi-due-perle-sulla-costiera-del-cilento/" target="_blank">Acciaroli e Pioppi</a>, <a href="http://www.solotravel.it/08092011/velia-e-ascea-marina-unabbinata-perfetta-nel-cilento/" target="_blank">Ascea</a>, <a href="http://www.solotravel.it/22092011/palinuro-spiagge-mare-blu-e-grotte-ricche-di-fascino/" target="_blank">Palinuro</a>, <a href="http://www.solotravel.it/19102011/una-visita-a-bosco-e-scario-deliziosi-comuni-del-cilento/" target="_blank">Bosco e Scario</a>, Marina di Camerota con le sue grotte e Punta degli Infreschi.</p>
<p>Non stupitevi se parleremo spesso dell&#8217;enogastronomia locale: questa è un&#8217;area incontaminata in cui i prodotti del territorio come olio, vino, salumi, formaggi (in particolare la mozzarella), frutta (soprattutto i fichi), liquori e miele hanno un sapore ineguagliabile. Il Cilento è una terra ospitale, il suo nome stesso nasconde l&#8217;idea dello stile di vita <em>slow</em> che è la peculiarità e il grande punto di forza della regione.</p>
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		<title>Zoom sugli affreschi di Pompei e dintorni</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Jul 2011 06:09:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nicoletta</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Italia]]></category>
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		<description><![CDATA[A differenza di altri siti archeologici riferibili all&#8217;Impero Romano, a Pompei è stato rinvenuto un grandissimo numero di antichi affreschi in buono stato di conservazione. I motivi sono abbastanza comprensibili: a Pompei, ad Ercolano, a Stabiae e dintorni la vita, come anche riferito in una famosa lettera di Plinio il giovane, si fermò improvvisamente a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.solotravel.it/wp-content/uploads/2011/07/Villa-dei_misteri_affresco.gif"><img class="alignleft size-full wp-image-7189" title="Villa-dei_misteri_affresco" src="http://www.solotravel.it/wp-content/uploads/2011/07/Villa-dei_misteri_affresco.gif" alt="" width="242" height="400" /></a>A differenza di altri siti archeologici riferibili all&#8217;Impero Romano, a Pompei è stato rinvenuto un grandissimo numero di antichi affreschi in buono stato di conservazione.</p>
<p>I <a href="http://www.topbanner.it/lr/lr.php?i=1036"  onMouseover="window.status='External link'; return true" onMouseout="window.status=''" onclick="return alinks_click(this);" title="Motivi"  rel="external">motivi</a> sono abbastanza comprensibili: a Pompei, ad Ercolano, a Stabiae e dintorni la vita, come anche riferito in una famosa lettera di Plinio il giovane, si fermò improvvisamente a causa dell’eruzione del Vesuvio che si verificò alla fine dell’estate del 79 d.C. E tutto per secoli rimase coperto da ceneri, pietra pomice, lava ed altri materiali. In altri contesti le pitture romane sono invece più rare e spesso provengono da tombe o ambienti rimasti sotterranei.</p>
<p>A Roma stessa gran parte delle pitture rimaste è conservata in un piano del <strong>Museo Nazionale Romano di Palazzo Massimo</strong> (poco distante dalla stazione Termini) oppure nei <strong>Musei Vaticani</strong>. Certamente gli affreschi staccati della <strong>villa di Livia</strong> a Prima Porta e quelli provenienti dai giardini di <strong>Villa Farnesina</strong>, insieme ad altri, sono molto affascinanti. Ma per farsi un’idea esaustiva della pittura romana bisogna necessariamente far riferimento a quanto è visibile a <strong>Pompei</strong> e dintorni o a quanto proviene da questi siti.</p>
<p>Gli stessi storici dell’arte per classificare i diversi stili della pittura romana si riferiscono al primo, secondo, terzo e quarto <em>stile pompeiano</em>. E tale criterio è utilizzato anche per affreschi rinvenuti molto lontano da Pompei e da Roma.</p>
<p>Va però anche detto che il turista poco informato che si reca a Pompei per la classica mezza giornata non si rende molto conto della portata del sito dal punto di vista artistico-archeologico. Come al solito le belle cose bisogna un po&#8217; saperle cercare con calma: alcuni ambienti sono chiusi, vari affreschi sono stati staccati e sono ora conservati nel <strong>Museo Archeologico di Napoli</strong> e in tante altre sedi museali.</p>
<p>Va comunque anticipato che per chi vuole farsi un giro ampio è possibile munirsi di un biglietto valido 3 giorni. La Soprintendenza è unica per Pompei, Ercolano, Oplontis (Torre Annunziata), Stabia e Boscoreale.</p>
<p>Per quanto riguarda Pompei, affreschi interessanti sono comunque visibili in diverse <em>domus</em>. Per fare qualche esempio, ci sono i dipinti della <strong>domus dei Vettii</strong>, della <strong>casa di Sallustio</strong>, la <strong>casa della Venere in Conchiglia</strong>, la <strong><a href="http://www.storia-riferimenti.org/cronologie/pompei.htm">Domus dei Casti Amanti</a> </strong>(alla quale da qualche tempo si accede con prenotazione anche online) e via continuando &#8211; molto a lungo.</p>
<p>Per quanto concerne <strong>Ercolano</strong>, è invece abbastanza noto l’affresco dedicato ad <strong>Ercole</strong>, ma vi sono evidenze di dipinti dei differenti citati stili in diversi contesti.</p>
<p>A <strong>Stabiae</strong>, immediata periferia di Castellammare di Stabia, interessanti frammenti si vedono a <strong>Villa San Marco</strong> e in particolare a <strong>Villa Arianna</strong>. Tuttavia l’affresco della <em>Primavera</em> (Flora) che è un po&#8217; il simbolo dell’antica Stabia è stato staccato in tempi non recenti.</p>
<p>A <strong><a href="http://www.turismocultura.altervista.org/boscoreale.htm">Boscoreale</a></strong> la visita alla <strong>Villa Regina</strong> è interessante perché si trattava di un insediamento agricolo e l’attiguo museo è dedicato prevalentemente all’<em>uomo ed all’ambiente nel territorio vesuviano</em>. I celeberrimi affreschi delle <strong>ville di Boscoreale e Terzigno</strong> da tempo stanno altrove. Un caso è quello dei bellissimi dipinti della villa di Publio Fannio Sinistore che da decenni sono presso il <em>Metropolitan <a href="http://www.topbanner.it/lr/lr.php?i=883"  onMouseover="window.status='External link'; return true" onMouseout="window.status=''" onclick="return alinks_click(this);" title="Museum"  rel="external">Museum</a> of Art</em> di New York.</p>
<p>Comunque per chi vuole farsi delle visite <em>a effetto</em> va segnalato che cicli importanti di affreschi sono visibili presso la <strong>Villa dei Misteri di Pompei</strong> e nella cosiddetta <strong>Villa di Poppea a <a href="http://www.solotravel.it/07072011/il-fascino-delle-ville-e-degli-ori-di-oplontis/" target="_blank">Oplontis</a></strong> (Torre Annunziata). E in entrambi i luoghi si arriva solo con un minimo di organizzazione. La <strong>Villa dei Misteri</strong> sta infatti nel recinto degli scavi di Pompei ma bisogna attraversare un bel tratto delle antiche strade e poi la necropoli che, nell’antica città, era ovviamente appena periferica. Nella citata villa pompeiana gli affreschi si sono conservati abbastanza bene per situazioni del tutto particolari e, all’epoca, l’edificio non era distante dal mare (la situazione si è infatti molto modificata). Si tratta comunque di dipinti abbastanza raffinati (ne vedete un esempio in alto) anche per quanto riguarda i temi che in genere sono rappresentati, spesso riti di iniziazione riferibili a culti non molto noti. La denominazione di <em>Villa dei Misteri</em> non è comunque casuale e la letteratura su quanto qui accennato è quanto mai vasta.</p>
<p><a href="http://www.solotravel.it/wp-content/uploads/2011/07/affresco_oplonti.gif"><img class="alignright size-full wp-image-7190" title="affresco_oplonti" src="http://www.solotravel.it/wp-content/uploads/2011/07/affresco_oplonti.gif" alt="" width="300" height="241" /></a>Molto più numerosi sono comunque gli ambienti affrescati che si possono ammirare a <strong>Torre Annunziata</strong> (l&#8217;antica <em>Oplontis</em>), nella villa di rango imperiale che, da alcuni indizi, probabilmente appartenne alla famiglia di Poppea Sabina, moglie di Nerone. Dipinti molto interessanti sono visibili nel <em>Cubiculum</em>, nel <em>Triclinum</em> ed in diversi altri ambienti anche di rappresentanza. I soggetti sono quanto mai assortiti ma sono spesso riprodotti uccelli ed altri animali, ceste di frutta,  paesaggi e decorazioni varie. E’ una curiosità il fatto che diversi turisti siciliani in un particolare riconoscono un dolce molto simile alle loro tipiche cassate.</p>
<p>Tale circuito andrebbe ovviamente completato con una visita al <strong>Museo Archeologico di Napoli</strong> dove sono conservati moltissimi affreschi staccati dai loro siti originari e qui sistemati per conservarli in modo opportuno. Fra le diverse raccolte è comunque famoso il cosiddetto <em>Gabinetto Segreto</em> dove già dal XVIII secolo sono conservati affreschi ed altre opere dedicati a soggetti erotici. Tuttavia, a parte questa osservazione, sono diversi gli affreschi importanti (<em>Le tre grazie, Neo Terentius, la rissa dell’anfiteatro ecc.</em>) che qui si possono ammirare.</p>
<p>Infine non va dimenticato che l’arte romana anche nell’area pompeiana si esprimeva spesso con i mosaici e quindi è inevitabile fare molta attenzione alle composizioni, talora delicate e raffinate, che si possono incontrare sia nei citati siti pompeiani sia a Napoli. Ed anche per motivi storici è rilevante il grandissimo mosaico della <em>Battaglia di Alessandro</em> ritrovato nella <strong>Casa del Fauno</strong> di Pompei. Comunque anche le guide più frettolose vi diranno facilmente dove era esattamente ubicata questa celebre opera.</p>
<p><em>alpav</em></p>
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