<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>solotravel.it &#187; Asia</title>
	<atom:link href="http://www.solotravel.it/category/asia/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.solotravel.it</link>
	<description>il blog che ti fa viaggiare</description>
	<lastBuildDate>Tue, 07 Feb 2012 07:23:11 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.3.1</generator>
<atom:link rel="hub" href="http://pubsubhubbub.appspot.com"/><atom:link rel="hub" href="http://superfeedr.com/hubbub"/>		<item>
		<title>Tappa a Samarcanda, lungo la mitica Via della Seta</title>
		<link>http://www.solotravel.it/30012012/tappa-a-samarcanda-lungo-la-mitica-via-della-seta/</link>
		<comments>http://www.solotravel.it/30012012/tappa-a-samarcanda-lungo-la-mitica-via-della-seta/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 07:25:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nicoletta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Asia]]></category>
		<category><![CDATA[Uzbekistan]]></category>
		<category><![CDATA[Samarcanda]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.solotravel.it/?p=8695</guid>
		<description><![CDATA[Continuiamo il nostro viaggio nell&#8217;Uzbekistan: dopo Itchan Kala, oggi è la volta di Samarcanda, che non è solo il titolo della celeberrima canzone di Roberto Vecchioni che tutti gli over-40 conoscono a memoria, ma (e soprattutto!) uno dei più bei siti storici dell&#8217;Asia Centrale. La definizione migliore per questa città è &#8220;crocevia di culture&#8221;. Per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.solotravel.it/wp-content/uploads/2012/01/Samarcanda.gif"><img src="http://www.solotravel.it/wp-content/uploads/2012/01/Samarcanda.gif" alt="" title="Samarcanda" width="500" height="375" class="alignnone size-full wp-image-8699" /></a><br />
Continuiamo il nostro viaggio nell&#8217;Uzbekistan: dopo <a href="http://www.solotravel.it/24012012/principali-tappe-di-un-viaggio-in-uzbekistan-itchan-kala/" target="_blank">Itchan Kala</a>, oggi è la volta di <strong>Samarcanda</strong>, che non è solo il titolo della celeberrima canzone di Roberto Vecchioni che tutti gli over-40 conoscono a memoria, ma (e soprattutto!) uno dei più bei siti storici dell&#8217;Asia Centrale. La definizione migliore per questa città è &#8220;crocevia di culture&#8221;. Per il fatto di essere situata sulla Via della Seta, fu per secoli una delle città più prospere del mondo, oggi tutelata dall&#8217;UNESCO per l&#8217;alta concentrazione di capolavori d&#8217;arte islamica che conserva.</p>
<p>La storia di Samarcanda inizia nella notte dei tempi. Dai documenti storici risulta che Alessandro Magno la conquistò nel 329 a.C., a quel tempo si chiamava Maracanda, ed era una città-oasi nella valle del fiume Zeravšan. Un centro dove non mancava la ricchezza, dove avevano luogo fiorenti commerci e attività artigianali. Dal I secolo a.C. in poi la Via della Seta divenne la strada che collegava la Cina con il Mediterraneo e Samarcanda si trovò in posizione strategica non solo dal punto di vista commerciale, ma anche culturale. Contesa e conquistata da varie successive potenze (cinesi, arabi, Samanidi, turchi Selgiuchidi), nel 1220 fu distrutta dalle orde di Gengis Khan. Ma nella seconda parte del XIV secolo il sovrano mongolo Tamerlano &#8211; il terrore dell&#8217;Asia &#8211; fece proprio di Samarcanda la capitale del suo vastissimo impero e la rese straordinariamente fastosa dal punto di vista architettonico. Il nipote di Tamerlano, Ulug Beg, eccellente astronomo, proseguì l&#8217;opera artistica. Nel XVI secolo gli Shaybanidi uzbeki presero il potere e trasferirono la capitala a Buchara, dando inizio al declino di Maracanda. Quando però arrivarono i russi, la città fu collegata dalla ferrovia al resto dell’impero, e fu proclamata capitale dell&#8217;Uzbekistan fino al 1930, anno in cui a Tashkent la sostituì in questo ruolo.</p>
<p>Ecco dunque i principali monumenti da visitare a Samarcanda:<br />
* Il <strong>Registan</strong> (<a href="ww.solotravel.it/23112007/la-piazza-del-registan-a-samarcanda-uzbekistan/" target="_blank">qui</a> una bella foto), ovvero la piazza principale, vero emblema della città e uno dei gioielli dell&#8217;Asia centrale. Su tre lati di essa si affacciano le prime tre sontuose madrase di cui parleremo qui sotto.<br />
* La <strong>madrasa di Ulug Beg</strong> (nella foto in alto). Edificata intorno al 1420 su commissione del sovrano che le ha dato il nome, ha un portale enorme, che da solo copre oltre due terzi della larghezza della facciata. Le decorazioni delle pareti sono molto abbondanti, principalmente costituite da mattoni e piastrelle turchesi e lilla disposti secondo schemi geometrici, stelle e poligoni, ma anche <a href="http://www.topbanner.it/lr/lr.php?i=1036"  onMouseover="window.status='External link'; return true" onMouseout="window.status=''" onclick="return alinks_click(this);" title="Motivi"  rel="external">motivi</a> floreali e caratteri scritti. Anche i minareti, non destinati al muezzin, ma puramente decorativi, sono adornati da preziosi mosaici. Questa madrasa fu nel XV-XVI secolo una delle più prestigiose scuole coraniche della regione.<br />
* La <strong>madrasa Tilla-Kari</strong> (che significa “coperta d&#8217;oro”) con la splendida cupola sul lato occidentale del cortile, fu costruita nel XVII secolo con la funzione di scuola coranica ma fu per lungo tempo utilizzata anche come moschea principale della città. Particolarmente sontuosa la sala di preghiera, dove l&#8217;oro delle nicchie e delle cupole riluce in maniera suggestiva. Notevole anche il maestoso portale, affiancato da due ali a due piani.<br />
* La <strong>madrasa Sherdar</strong> è caratterizzata da cupole riccamente decorate fiancheggiate da minareti ornamentali, anch&#8217;essi ornati da sontuosi rivestimenti musivi. Sulle pareti esterne e sulle cupole si trovano motivi floreali e geometrici, mentre sul portale principale – fatto insolito per un edificio islamico – sono raffigurate delle tigri.<br />
* La <strong>moschea di Bibi Khanym</strong>, con il suo portale alto 41 metri, ha una storia interessante: fu commissionata da Tamerlano dopo il successo della sua campagna militare in India. L&#8217;edificio venne completato nel 1404. Per i tempi si trattava di una moschea gigantesca, ma costruita con qualche difetto strutturale, che nel 1897 la portò al crollo durante un terremoto. Nel 1974 fu ricostruita sulla base degli antichi progetti. I documenti storici del medioevo ne parlano come una delle più belle mosche d&#8217;Oriente. Probabilmente il progettista si era ispirato alla Sala delle mille colonne di Delhi in India. La cupola che copre la sala di preghiera principale è alta ben 40 metri e è interamente decorata con mosaici dorati.<br />
* Il <strong>Mausoleo Gur-e Amir</strong>, nella cui cripta è conservato il sarcofago di Tamerlano. L&#8217;edificio assomiglia parecchio a un grandioso palazzo, con una cupola a bulbo alta ben 34 metri. Accanto a Tamerlano furono tumulati anche figli e nipoti, i suoi maestri e molti ministri del suo governo.<br />
* L&#8217;<strong>osservatorio astronomico di Ulug Beg</strong>, su tre piani, venne portato alla luce solo nel XX secolo.<br />
* L&#8217;imponente <strong>necropoli di Shah-e-Sinda</strong>: si trova ai margini del centro urbano di Samarcanda. Vi si trovano moschee, mausolei e molti altri monumenti funebri, tra i quali uno in cui si dice che sia stato riposto il corpo del cugino del profeta Maometto. Le facciate dei mausolei sono prevalentemente rivestite da decorazioni in maiolica blu, su cui sono raffigurati i più svariati motivi ornamentali.</p>
<p>Il nostro viaggio in Uzbekistan non finisce qui: continuate a seguirci!</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.solotravel.it/30012012/tappa-a-samarcanda-lungo-la-mitica-via-della-seta/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Turchia: un luogo magico per praticare lo yoga</title>
		<link>http://www.solotravel.it/26012012/turchia-un-luogo-magico-per-praticare-lo-yoga/</link>
		<comments>http://www.solotravel.it/26012012/turchia-un-luogo-magico-per-praticare-lo-yoga/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 26 Jan 2012 07:36:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nicoletta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Asia]]></category>
		<category><![CDATA[Turchia]]></category>
		<category><![CDATA[yoga in turchia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.solotravel.it/?p=8674</guid>
		<description><![CDATA[Molte sono le varianti che lo yoga presenta, numerosissime le tendenze e altrettante le pratiche che ne derivano. Noi sosteniamo un concetto molto semplice alla base delle nostre iniziative: la vera differenza non sta nella pratica ma nei luoghi della pratica. Ci siamo recati nel centro della Turchia perché abbiamo sentito parlare dei suoi paesaggi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.solotravel.it/wp-content/uploads/2012/01/Yoga_in_turchia.gif"><img src="http://www.solotravel.it/wp-content/uploads/2012/01/Yoga_in_turchia.gif" alt="" title="Yoga_in_turchia" width="500" height="332" class="alignnone size-full wp-image-8675" /></a><br />
Molte sono le varianti che lo yoga presenta, numerosissime le tendenze e altrettante le pratiche che ne derivano. Noi sosteniamo un concetto molto semplice alla base delle nostre iniziative: la vera differenza non sta nella pratica ma nei <em>luoghi</em> della pratica. Ci siamo recati nel centro della Turchia perché abbiamo sentito parlare dei suoi paesaggi straordinari e della spiritualità particolare che vi si respira.</p>
<p>E’ infatti un paesaggio fiabesco quello che percepiscono gli occhi e lo spirito di chi raggiunge la <strong>Cappadocia</strong>. Un labirinto di torri, crepacci, canyon, pinnacoli, castelli e chiese rupestri. Le formazioni di pietre erose conosciute col nome di <strong>Camini delle fate</strong> evocano già nel nome l&#8217;elemento magico di questa terra. Ma qui si trovano anche città sotterranee dove i primi cristiani anacoreti trovarono rifugio dalle persecuzioni: è una terra di santi in cui il misticismo monacale mise le prime radici. Pertanto la metafisica ancestrale è palpabile da chiunque. Qui la presenza “divina” si rivela in ogni angolo, in ognuna delle manifestazioni naturali uniche al mondo permeate da una irrefrenabile energia cosmica.</p>
<p>Sono sempre più numerose le scuole di yoga o le agenzie che organizzano una settimana in Cappadocia. E noi siamo tra queste.</p>
<p>Il punto di riferimento per il nostro itinerario è <strong>Avanos</strong>, piccolo paese nel nord della Cappadocia, miracolosamente dimenticato dal turismo di massa; qui si incontra l&#8217;affascinante semplicità di antiche popolazioni. La gente sorride incuriosita nel vedere i pochi visitatori, nonostante a soli 10 kilometri da qui vi siano orde di turisti da ogni parte del mondo. L’accoglienza alberghiera è affidata a caratteristiche pensioncine, che normalmente non superano le 10 stanze, graziose e ben curate.</p>
<p><a href="http://www.solotravel.it/wp-content/uploads/2012/01/Yoga_in_cappadocia.gif"><img src="http://www.solotravel.it/wp-content/uploads/2012/01/Yoga_in_cappadocia.gif" alt="" title="Yoga_in_cappadocia" width="300" height="226" class="alignright size-full wp-image-8676" /></a>In seguito scopriremo le zone più nascoste e autentiche, a contatto con le culture millenarie che hanno lasciato testimonianze indelebili nelle valli scavate dall’erosione e trasformate dall’uomo nel corso dei secoli.</p>
<p>La colazione ed eventuali esercizi pratici sono tenuti su splendide terrazze che dominano il panorama. Ogni giorno le  visite condurranno i viaggiatori in luoghi inimmaginabili; l&#8217;intero bacino è incluso nel Patrimonio dell’Umanità tutelato dall’UNESCO.</p>
<p>A parte il tempo da dedicare al relax e alla pratica yoga, le visite si concentreranno sui musei a cielo aperto di <strong>Göreme</strong> e <strong>Zelve</strong>, gli insediamenti di <strong>Ürgüp</strong>, <strong>Uchisar</strong>, <strong>Nevsehir</strong> e i <strong>Camini delle Fate di Pashabag</strong> di cui parlavamo sopra.</p>
<p>E poi escursioni a piedi nella <strong>Valle Rosa</strong>, nella <strong>Valle Bianca</strong> o nel canyon di <strong>Hilara</strong>. E si avrà la possibilità di assistere alle cerimonie mistiche in cui i Dervisci celebrano la <em>Sema</em>, ovvero la loro preghiera ricca di toccante raccoglimento in uno splendido caravanserraglio vecchio di ottocento anni.</p>
<p>Alla fine della giornata, si potranno recuperare le forze grazie a un massaggio nel tradizionale bagno turco (il famoso <em>hamam</em>), che ad Avanos consiste in un minuscolo edificio costruito nel 1600.</p>
<p>Per chi vuole trarre veramente il massimo da questo viaggio sarà  possibile anche fare uscite a cavallo e volare in mongolfiera: un’esperienza questa che resterà scolpita nella memoria anche dei viaggiatori più esperti.</p>
<p>Nella stesura del programma sono tenuti in conto prioritario i criteri del Turismo Responsabile a sostegno di piccole unità economiche. La nostra agenzia sceglie gli alloggi e i ristoranti prediligendo sempre i più caratteristici e i più tipici, lontani dalle strutture dozzinali e di massa.</p>
<p>Durante le visite culturali e le escursioni saremo sempre seguiti da guide con un profonda conoscenza delle tradizioni e del territorio che ci faranno apprezzare al meglio le esperienze della vita quotidiana.</p>
<p>Gli insegnanti che conducono i gruppi possono organizzare i seminari di yoga nelle ore della giornata che prediligono e praticare all’aperto, in antichi luoghi come monasteri, chiese o nei castelli.</p>
<p>Il gruppo, ma anche un solo partecipante, potrà estendere la settimana con una visita di <strong>Istanbul</strong>, <strong>Ankara</strong> con il museo delle Civiltà Anatoliche e le testimonianze ittite, l’Est e la <strong>Mesopotamia</strong>, i siti romani e greci (<strong>Efeso</strong> o <strong>Pamukkale</strong>), la costa mediterranea e quella egea. O piu semplicemente rilassarsi grazie a una crociera sul tipico veliero turco in legno, il caicco.</p>
<p>Al viaggio possono partecipare anche accompagnatori che non praticano yoga, purché di età superiore agli 8 anni. I programmi saranno definiti <em>ad hoc</em> a seconda delle necessità dei singoli gruppi. Ogni tipo di servizio è infatti ideato su misura per coniugare le esigenze di tutti e soprattutto in base al numero dei partecipanti e del periodo di riferimento &#8211; che preferibilmente deve essere compreso tra i mesi di aprile e ottobre.</p>
<p>La formula più richiesta consiste in 2 notti a Istanbul e 4 notti in Cappadocia e parte da 665 euro a persona, (aereo+ transfer, bus notturno interno, hotel+5 cene) , per un minimo di 6 persone.</p>
<p>Abbiamo una sede a Milano, una a Istanbul e una ad Avanos. Per maggiori informazioni rivolgetevi a:<br />
Sandra Rinaldi<br />
Responsabile viaggi Yoga<br />
<a href="http://cappadociatour.biz/tours/" target="_blank"><strong>www.cappadociatour.biz</strong></a><br />
mail-to: birkediviaggi@yahoo.com</p>
<p><a href="http://www.solotravel.it/wp-content/uploads/2012/01/mongolfiere_cappadocia.gif"><img src="http://www.solotravel.it/wp-content/uploads/2012/01/mongolfiere_cappadocia.gif" alt="" title="mongolfiere_cappadocia" width="500" height="346" class="alignnone size-full wp-image-8677" /></a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.solotravel.it/26012012/turchia-un-luogo-magico-per-praticare-lo-yoga/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Principali tappe di un viaggio in Uzbekistan: Itchan-Kala</title>
		<link>http://www.solotravel.it/24012012/principali-tappe-di-un-viaggio-in-uzbekistan-itchan-kala/</link>
		<comments>http://www.solotravel.it/24012012/principali-tappe-di-un-viaggio-in-uzbekistan-itchan-kala/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 24 Jan 2012 07:37:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nicoletta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Asia]]></category>
		<category><![CDATA[Uzbekistan]]></category>
		<category><![CDATA[Itchan-Kala]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.solotravel.it/?p=8663</guid>
		<description><![CDATA[Non siamo qui a dirvi che l&#8217;inverno (per quanto breve e relativamente mite) sia il periodo adatto per andare in vacanza in Uzbekistan, ma forse di iniziare a valutare questo paese dell&#8217;Asia Centrale per la prossima estate non è una cattiva idea &#8211; tenendo presente che le temperature possono arrivare a 40° C da giugno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.solotravel.it/wp-content/uploads/2012/01/Itchan_kala.jpg"><img src="http://www.solotravel.it/wp-content/uploads/2012/01/Itchan_kala-300x199.jpg" alt="" title="Itchan_kala" width="300" height="199" class="alignleft size-medium wp-image-8664" /></a>Non siamo qui a dirvi che l&#8217;inverno (per quanto breve e relativamente mite) sia il periodo adatto per andare in vacanza in Uzbekistan, ma forse di iniziare a valutare questo paese dell&#8217;Asia Centrale per la prossima estate non è una cattiva idea &#8211; tenendo presente che le temperature possono arrivare a 40° C da giugno ad agosto. </p>
<p>Quali sono le tappe fondamentali? Noi vi consigliamo di optare per i siti tutelati dall&#8217;UNESCO, che sono i seguenti: Itchan Kala di Khiva, il centro storico di Bukhara, Samarcanda e il centro storico di Shahrisabz. Li esamineremo tutti nelle prossime settimane. </p>
<p>Iniziamo con <strong>Itchan-Kala</strong>, ovvero la città vecchia nell&#8217;oasi di Khiva che, con le sue viuzze, i mausolei, le moschee, i minareti e le madrase, ricorda molto da vicino le città fiabesche descritte nei racconti delle Mille e una notte. Situata nella provincia di Khorezm all&#8217;estremità occidentale del paese, era un tempo l&#8217;ultima stazione carovaniera prima di attraversare il deserto in direzione della Persia ed è una degli agglomerati urbani meglio conservati sulla Via della Seta, anzi, è praticamente integro. Qui si trovano alcuni dei migliori esempi di architettura islamica dell&#8217;Asia centrale. Il colore prevalente negli edifici è l&#8217;ocra di tonalità chiara come la sabbia, che spicca tra le decorazioni in ceramica dai colori vivaci delle cupole e dei minareti. La città antica è una sorta di enorme museo <em>en plein air</em>, cinto da mura di difesa in argilla con bastioni e possenti portali. A queste mura è collegata la fortificazione del <strong>palazzo di Kunya Ark</strong>, fondato nel XVII secolo e un tempo residenza dei sovrani di Khiva. </p>
<p>Ma non è tutto, perché la città contiene più di cinquanta monumenti storici e 250 case antiche, risalenti principalmente al XVIII e XIX secolo. Ecco i principali di essi:</p>
<p>* Il <strong>palazzo Tash Khauli</strong> (“la casa di pietra”), fatto costruire all&#8217;inizio del XIX secolo dal kahn Alla-Kuli all&#8217;altra estremità della città rispetto al Kunya Ark. Le sue pareti sono decorate con piastrelle smaltate.</p>
<p>* Il <strong>minareto di Kalta</strong> (1855), incompiuto ma molto suggestivo, situato davanti alla <strong>madrasa di Amin Khan</strong>. E&#8217; rivestito con piastrelle variopinte, ha un diametro di quasi 15 m, ma è alto soltanto 28 metri invece dei 70 del progetto: il committente della costruzione, Amin Khan, voleva erigere una torre dalla quale si potesse vedere la città di Buchara, a ben 400 chilometri di distanza. Ma quando il principe morì assassinato, i lavori furono interrotti.</p>
<p>* Il <strong>minareto della madrasa Islam Huja</strong>, l&#8217;ultima costruzione islamica fatta costruire a Khiva nel 1910 prima della Rivoluzione d&#8217;ottobre. La torre di 57 metri, non collegata ad alcun edificio, si rastrema verso l&#8217;alto ed è rivestita da anelli di piastrelle azzurre e grigie che l&#8217;avvolgono interamente.</p>
<p>* La <strong>moschea di Juma</strong> (o del Venerdì), con ben quattro entrate. Il soffitto è sorretto da più di duecento colonne di legno artisticamente intagliato, originarie di secoli diversi. Anche le porte lignee mostrano preziosi lavori di intaglio con modelli geometrici e floreali. La sua costruzione originale risale al X secolo, ma la ricostruzione avvenne tra il 1788 e il 1789.</p>
<p>* Il <strong>mausoleo di Pahlavan Mahmud</strong>, maestro vissuto nel XIV secolo, fu costruito nel 1810. Il monumento, adiacente al minareto della madrasa Islam Huja, ha una cupola di color turchese ed è internamente rivestito da piastrelle di maiolica.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.solotravel.it/24012012/principali-tappe-di-un-viaggio-in-uzbekistan-itchan-kala/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Hong Kong, la metropoli sospesa tra oriente e occidente</title>
		<link>http://www.solotravel.it/20012012/hong-kong-la-metropoli-sospesa-tra-oriente-e-occidente/</link>
		<comments>http://www.solotravel.it/20012012/hong-kong-la-metropoli-sospesa-tra-oriente-e-occidente/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 20 Jan 2012 07:35:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nicoletta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Asia]]></category>
		<category><![CDATA[Cina]]></category>
		<category><![CDATA[Hong Kong]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.solotravel.it/?p=8640</guid>
		<description><![CDATA[Hong Kong è descritta da chi l’ha vista e chi l’ha vissuta come un ponte tra est e ovest; infatti &#8211; in questa regione parzialmente indipendente incastonata nel territorio cinese, costituita da una piccola minuscola penisola e 236 isole del mar Cinese meridionale &#8211; le culture occidentali e orientali si mescolano nella frenesia della routine [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.solotravel.it/wp-content/uploads/2012/01/hongkong-skyline.gif"><img src="http://www.solotravel.it/wp-content/uploads/2012/01/hongkong-skyline.gif" alt="" title="hongkong-skyline" width="500" height="232" class="alignnone size-full wp-image-8642" /></a><br />
<strong>Hong Kong</strong> è descritta da chi l’ha vista e chi l’ha vissuta come un ponte tra est e ovest; infatti &#8211; in questa regione parzialmente indipendente incastonata nel territorio cinese, costituita da una piccola minuscola penisola e 236 isole del mar Cinese meridionale &#8211; le culture occidentali e orientali si mescolano nella frenesia della routine quotidiana.</p>
<p>Anche <strong>Central</strong>, la parte più occidentalizzata, vanta le caratteristiche di <em>melting pot</em>: scritte in cinese, negozi di artigianato, zampe di gallina che spuntano dalle vetrine dei ristoranti (si mangiano!), magari proprio di fianco ai negozi della catena americana Starbucks. Le impalcature dei grattacieli sono fatte di bambù, come detta la tradizione. E capita spesso che gli edifici moderni, nuovi di zecca, si trovino di fianco a palazzi vecchi; i tanti professionisti in giacca e cravatta o tailleur vanno al lavoro attraversando i parchi dove gli anziani eseguono esercizi di <em>tai chi</em>, l&#8217;arte marziale cinese dai movimenti aggraziati e dalle origini antiche.</p>
<p>Ed è proprio per capire l’essenza di questa metropoli che dobbiamo introdurne la storia: Hong Kong venne consegnata agli inglesi quando ancora era un agglomerato di villaggi di pescatori; tornò in mano alla Cina nel 1997, con status di regione amministrativa speciale, a seguito di una cerimonia importante a cui presero parte l’allora presidente cinese Jiang Zemin e l’ex primo ministro Tony Blair.</p>
<p>Hong Kong si articola in tre nuclei principali: <strong>Lantau Island</strong>, <strong>Hong Kong Island</strong> e la <strong>penisola di Kowloon</strong>. Come dicevamo, le due culture convivono ma, in una grande metropoli come Hong Kong, si rubano spazio, con l’isola (Hong Kong Island) che è più simile al nostro Occidente e la terraferma che diventa sempre più cinese man mano che ci si allontana dalla costa.</p>
<p><strong>Mong Kok</strong> è forse il quartiere simbolo di Hong Kong; caotico fino a tarda notte, è una giungla d’asfalto, con insegne al neon che spuntano ovunque, grandi centri commerciali moderni a due passi da ristorantini tradizionali affacciati in strada.</p>
<p>Vale la pena menzionare la status “privilegiato” di cui gode Hong Kong rispetto alla madrepatria cinese: la libertà  di manifestare la propria religione è tutelata dallo statuto speciale di Hong Kong: per questo templi e altri edifici religiosi si trovano sparsi per tutta la città. Non è raro vedere studenti e manager che accendono bastoncini di incenso accanto ad anziani cinesi che portano ortaggi e frutta come offerta votiva. La moschea più grande della città si trova a Tsim Sha Tsui, il primo quartiere della penisola di Kowloon affacciato sulla costa. Abbondano le botteghe degli indovini in cui gente di ogni estrazione sociale va a farsi vaticinare il futuro &#8211; finanziario o agricolo, poco importa.</p>
<p>Hong Kong ha un&#8217;altra particolarità che la differenzia dalle grandi metropoli occidentali: bastano poche decine di minuti di viaggio per passare dal caos del centro sovrappopolato al silenzio più totale e alla natura più selvaggia. Dal porto principale, quello da cui si ammira il famoso skyline, si prendono i traghetti che portano a <strong>Lamma Island</strong>, tranquilla e pittoresca isola di pescatori.</p>
<p>Hong Kong è una città di passaggio per viaggiatori e businessman; per certi versi la porta che porta gli occidentali nell&#8217;Estremo Oriente. Anche la sua offerta gastronomica stupisce i visitatori: qui è possibile assaggiare tutti i tipi di cucina cinese: la pechinese (che predilige pasta e ravioli e cotture leggere), quella piccante e speziata del Sichuan e quella di Shanghai, ricca di pesce e frutti di mare.</p>
<p>Che cosa si può acquistare di caratteristico a Hong Kong? Chincaglierie di ogni tipo, se siete amanti del kitsch. Oppure wok (con l&#8217;apposito anello da appoggiare sul fornello) per continuare a cucinare alla cinese anche una volta tornati a casa, bellissimi mestoli in acciaio e legno, bilancine per misurare gli ingredienti e le spezie in cucina. E poi vasetti di zenzero, o la caratteristica salsa <em>Xo</em>, a base di frutti di mare essiccati. </p>
<p>Autore: <a href="http://www.travelfoo.it/" target="_blank">Travelfoo.it</a> </p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.solotravel.it/20012012/hong-kong-la-metropoli-sospesa-tra-oriente-e-occidente/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Fiume Silabati (India)</title>
		<link>http://www.solotravel.it/18012012/fiume-silabati-india/</link>
		<comments>http://www.solotravel.it/18012012/fiume-silabati-india/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 18 Jan 2012 07:42:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nicoletta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Asia]]></category>
		<category><![CDATA[Foto]]></category>
		<category><![CDATA[India]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.solotravel.it/?p=8631</guid>
		<description><![CDATA[]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.solotravel.it/wp-content/uploads/2012/01/Fiume_silabati­india.gif"><img src="http://www.solotravel.it/wp-content/uploads/2012/01/Fiume_silabati­india.gif" alt="" title="Fiume_silabati­india" width="500" height="365" class="alignnone size-full wp-image-8633" /></a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.solotravel.it/18012012/fiume-silabati-india/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Una crociera nelle isole Andamane, in India</title>
		<link>http://www.solotravel.it/04012012/una-crociera-nelle-isole-andamane-in-india/</link>
		<comments>http://www.solotravel.it/04012012/una-crociera-nelle-isole-andamane-in-india/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 04 Jan 2012 07:36:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nicoletta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Asia]]></category>
		<category><![CDATA[India]]></category>
		<category><![CDATA[Andamane]]></category>
		<category><![CDATA[crociera]]></category>
		<category><![CDATA[Port Blair]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.solotravel.it/?p=8498</guid>
		<description><![CDATA[L&#8217;arcipelago delle Andamane è una ghirlanda di isole nel golfo del Bengala, un po&#8217; fuori dalle classiche rotte turistiche. In tutto più di cinquecento tra isole, isolotti e reef, abitate da un popolo che, nonostante le mille difficoltà della vita, da sempre vive in armonia con se stesso e con il mare. Per raggiungere le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.solotravel.it/wp-content/uploads/2012/01/Isole_andamane.gif"><img src="http://www.solotravel.it/wp-content/uploads/2012/01/Isole_andamane.gif" alt="" title="Isole_andamane" width="500" height="333" class="alignnone size-full wp-image-8500" /></a><br />
L&#8217;arcipelago delle <strong>Andamane</strong> è una ghirlanda di isole nel golfo del Bengala, un po&#8217; fuori dalle classiche rotte turistiche. In tutto più di cinquecento tra isole, isolotti e reef, abitate da un popolo che, nonostante le mille difficoltà della vita, da sempre vive in armonia con se stesso e con il mare. </p>
<p>Per raggiungere le Andamane dall&#8217;Italia bisogna fare tappa a Chennai, forse più nota agli italiani con il vecchio nome di Madras (purtroppo <a href="http://www.edreams.it/offerte/voli/compagnia/AZ/alitalia/" target="_blank">Alitalia</a> non ha <a href="http://www.edreams.it/voli/" target="_blank">voli</a> diretti, ma solo passando per Delhi o Mumbai). Poi si prosegue in aereo per <strong>Port Blair</strong>, capitale delle Andamane e porto di imbarco ideale per una crociera nell&#8217;arcipelago, il modo migliore per esplorarlo &#8211; specie nei mesi da febbraio ad aprile. Tra delfini e fondali corallini, le immersioni non lasceranno delusi: pesci pagliaccio, anemoni di mare, crostacei di ogni colore, in un ecosistema senza uguali. </p>
<p>Solo una piccola parte delle isole, e non da molto tempo a questa parte, è visitabile: parecchie isole dove vivono le comunità indigeni sono proibite agli stranieri.</p>
<p>Da Port Blair conviene navigare verso nord, in direzione dell&#8217;isola di <strong>Aves</strong>, una delle mete più amate per le vacanze dai ricchi indiani del continente e ben attrezzata con resort ecologici, perfettamente inseriti nel contesto paesaggistico dell&#8217;isola. Anche gli abitanti sono cordiali con i turisti &#8211; vivono dei frutti del mare e della terra, soprattutto banane. Sono quasi sempre le donne, con i loro coloratissimi abiti, a gestire le attività commerciali, come la vendita del pesce.</p>
<p>Poi si prosegue verso le isole più lontane: navigando verso nordovest per circa otto ore si raggiunge <strong>Barren</strong>. La parte geologicamente più antica dell&#8217;isola è coperta da un esteso manto verde, anche con alberi di alto fusto. La parte nord svela invece l&#8217;origine vulcanica di questa terra, emersa milioni di anni fa dalle profondità del mare e ancora oggi in possesso di un cratere attivo. Le spiagge di finissima sabbia nera sono state plasmate dal mare. Il punto più alto è la cima del vulcano, ancora estremamente attivo &#8211; non c&#8217;è anno in cui non si faccia sentire con piccole eruzioni. Sull&#8217;isola di Barren la natura selvaggia suscita l&#8217;emozione della continua scoperta. Qui non ci si sente turisti, ma viaggiatori. Particolarmente suggestive le zone dove la lava incandescente ha raggiunto la costa, e i lapilli si sono spenti nelle acque del mare. Le immersioni alle falde del vulcano sono davvero magiche, con fondali straordinari e grandi banchi di pesce pelagico dalle livree variopinte.</p>
<p>Settanta miglia di mare separano l&#8217;isola di Barren da <strong>Narcondam</strong>, il vulcano che dorme. Siamo a nordovest, nel punto più estremo dell&#8217;arcipelago, assai vicini alla Thailandia. L&#8217;isola è costituita da circa 12 km quadrati di terre emerse, ricoperte da una rigogliosa foresta. Le attività vulcaniche sono costanti, ma poco intense, limitandosi a qualche fumata. Anche qui la flora e la fauna sottomarine sono eccezionali: sulle rocce vulcaniche sono cresciute moltissime gorgonie, che non sono piante, bensì animali dalla forma ramificata. Tantissime anche le spugne, con pesci e crostacei di mille colori.</p>
<p>A questo punto bisogna fare ritorno a Port Blair, dove vale la pena di visitare il Mahatma Gandhi Park. Dovunque si vada, comunque, la gente è molto ospitale e accogliente, semplice e sempre allegra nonostante la vita frugale di un&#8217;economia fatta esclusivamente di agricoltura e pesca. Il nostro viaggio è finito, ne valeva la pena. I colori di queste terre e i sorrisi di questa gente ci rimarranno nella memoria per sempre.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.solotravel.it/04012012/una-crociera-nelle-isole-andamane-in-india/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Nanya Rock (Taiwan, Cina)</title>
		<link>http://www.solotravel.it/31122011/nanya-rock-taiwan-cina/</link>
		<comments>http://www.solotravel.it/31122011/nanya-rock-taiwan-cina/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 31 Dec 2011 15:51:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nicoletta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Asia]]></category>
		<category><![CDATA[Cina]]></category>
		<category><![CDATA[Foto]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.solotravel.it/?p=8518</guid>
		<description><![CDATA[]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.solotravel.it/wp-content/uploads/2011/12/Nanya_rock_taiwan_cina.gif"><img src="http://www.solotravel.it/wp-content/uploads/2011/12/Nanya_rock_taiwan_cina.gif" alt="" title="Nanya_rock_taiwan_cina" width="500" height="375" class="alignnone size-full wp-image-8519" /></a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.solotravel.it/31122011/nanya-rock-taiwan-cina/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Parco Nazionale di Akan (Giappone)</title>
		<link>http://www.solotravel.it/29122011/parco-nazionale-di-akan-giappone/</link>
		<comments>http://www.solotravel.it/29122011/parco-nazionale-di-akan-giappone/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 29 Dec 2011 15:49:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nicoletta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Asia]]></category>
		<category><![CDATA[Foto]]></category>
		<category><![CDATA[Giappone]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.solotravel.it/?p=8512</guid>
		<description><![CDATA[]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.solotravel.it/wp-content/uploads/2011/12/Giappone_parco_nazionale_di_akan.gif"><img src="http://www.solotravel.it/wp-content/uploads/2011/12/Giappone_parco_nazionale_di_akan.gif" alt="" title="Giappone_parco_nazionale_di_akan" width="500" height="375" class="alignnone size-full wp-image-8513" /></a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.solotravel.it/29122011/parco-nazionale-di-akan-giappone/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La stazione ferroviaria di Beijing West &#8211; Pechino (Cina)</title>
		<link>http://www.solotravel.it/27122011/la-stazione-ferroviaria-di-beijing-west-pechino-cina/</link>
		<comments>http://www.solotravel.it/27122011/la-stazione-ferroviaria-di-beijing-west-pechino-cina/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 27 Dec 2011 08:02:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nicoletta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Asia]]></category>
		<category><![CDATA[Cina]]></category>
		<category><![CDATA[Foto]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.solotravel.it/?p=8156</guid>
		<description><![CDATA[]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.solotravel.it/wp-content/uploads/2011/10/cina_-stazione_ferroviaria-Bejing_WEST.gif"><img src="http://www.solotravel.it/wp-content/uploads/2011/10/cina_-stazione_ferroviaria-Bejing_WEST.gif" alt="" title="cina_ stazione_ferroviaria Bejing_WEST" width="500" height="344" class="alignnone size-full wp-image-8157" /></a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.solotravel.it/27122011/la-stazione-ferroviaria-di-beijing-west-pechino-cina/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Mahabaleshwar (stato del Maharashtra) &#8211; India</title>
		<link>http://www.solotravel.it/27122011/mahabaleshwar-stato-del-maharashtra-india/</link>
		<comments>http://www.solotravel.it/27122011/mahabaleshwar-stato-del-maharashtra-india/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 27 Dec 2011 07:12:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nicoletta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Asia]]></category>
		<category><![CDATA[Foto]]></category>
		<category><![CDATA[India]]></category>
		<category><![CDATA[Mahabaleshwar]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.solotravel.it/?p=8460</guid>
		<description><![CDATA[]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.solotravel.it/wp-content/uploads/2011/12/mahabelshwar_india.gif"><img src="http://www.solotravel.it/wp-content/uploads/2011/12/mahabelshwar_india.gif" alt="" title="mahabelshwar_india" width="500" height="365" class="alignnone size-full wp-image-8461" /></a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.solotravel.it/27122011/mahabaleshwar-stato-del-maharashtra-india/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

