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	<title>solotravel.it &#187; Cina</title>
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		<title>Hong Kong, la metropoli sospesa tra oriente e occidente</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Jan 2012 07:35:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nicoletta</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Cina]]></category>
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		<description><![CDATA[Hong Kong è descritta da chi l’ha vista e chi l’ha vissuta come un ponte tra est e ovest; infatti &#8211; in questa regione parzialmente indipendente incastonata nel territorio cinese, costituita da una piccola minuscola penisola e 236 isole del mar Cinese meridionale &#8211; le culture occidentali e orientali si mescolano nella frenesia della routine [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.solotravel.it/wp-content/uploads/2012/01/hongkong-skyline.gif"><img src="http://www.solotravel.it/wp-content/uploads/2012/01/hongkong-skyline.gif" alt="" title="hongkong-skyline" width="500" height="232" class="alignnone size-full wp-image-8642" /></a><br />
<strong>Hong Kong</strong> è descritta da chi l’ha vista e chi l’ha vissuta come un ponte tra est e ovest; infatti &#8211; in questa regione parzialmente indipendente incastonata nel territorio cinese, costituita da una piccola minuscola penisola e 236 isole del mar Cinese meridionale &#8211; le culture occidentali e orientali si mescolano nella frenesia della routine quotidiana.</p>
<p>Anche <strong>Central</strong>, la parte più occidentalizzata, vanta le caratteristiche di <em>melting pot</em>: scritte in cinese, negozi di artigianato, zampe di gallina che spuntano dalle vetrine dei ristoranti (si mangiano!), magari proprio di fianco ai negozi della catena americana Starbucks. Le impalcature dei grattacieli sono fatte di bambù, come detta la tradizione. E capita spesso che gli edifici moderni, nuovi di zecca, si trovino di fianco a palazzi vecchi; i tanti professionisti in giacca e cravatta o tailleur vanno al lavoro attraversando i parchi dove gli anziani eseguono esercizi di <em>tai chi</em>, l&#8217;arte marziale cinese dai movimenti aggraziati e dalle origini antiche.</p>
<p>Ed è proprio per capire l’essenza di questa metropoli che dobbiamo introdurne la storia: Hong Kong venne consegnata agli inglesi quando ancora era un agglomerato di villaggi di pescatori; tornò in mano alla Cina nel 1997, con status di regione amministrativa speciale, a seguito di una cerimonia importante a cui presero parte l’allora presidente cinese Jiang Zemin e l’ex primo ministro Tony Blair.</p>
<p>Hong Kong si articola in tre nuclei principali: <strong>Lantau Island</strong>, <strong>Hong Kong Island</strong> e la <strong>penisola di Kowloon</strong>. Come dicevamo, le due culture convivono ma, in una grande metropoli come Hong Kong, si rubano spazio, con l’isola (Hong Kong Island) che è più simile al nostro Occidente e la terraferma che diventa sempre più cinese man mano che ci si allontana dalla costa.</p>
<p><strong>Mong Kok</strong> è forse il quartiere simbolo di Hong Kong; caotico fino a tarda notte, è una giungla d’asfalto, con insegne al neon che spuntano ovunque, grandi centri commerciali moderni a due passi da ristorantini tradizionali affacciati in strada.</p>
<p>Vale la pena menzionare la status “privilegiato” di cui gode Hong Kong rispetto alla madrepatria cinese: la libertà  di manifestare la propria religione è tutelata dallo statuto speciale di Hong Kong: per questo templi e altri edifici religiosi si trovano sparsi per tutta la città. Non è raro vedere studenti e manager che accendono bastoncini di incenso accanto ad anziani cinesi che portano ortaggi e frutta come offerta votiva. La moschea più grande della città si trova a Tsim Sha Tsui, il primo quartiere della penisola di Kowloon affacciato sulla costa. Abbondano le botteghe degli indovini in cui gente di ogni estrazione sociale va a farsi vaticinare il futuro &#8211; finanziario o agricolo, poco importa.</p>
<p>Hong Kong ha un&#8217;altra particolarità che la differenzia dalle grandi metropoli occidentali: bastano poche decine di minuti di viaggio per passare dal caos del centro sovrappopolato al silenzio più totale e alla natura più selvaggia. Dal porto principale, quello da cui si ammira il famoso skyline, si prendono i traghetti che portano a <strong>Lamma Island</strong>, tranquilla e pittoresca isola di pescatori.</p>
<p>Hong Kong è una città di passaggio per viaggiatori e businessman; per certi versi la porta che porta gli occidentali nell&#8217;Estremo Oriente. Anche la sua offerta gastronomica stupisce i visitatori: qui è possibile assaggiare tutti i tipi di cucina cinese: la pechinese (che predilige pasta e ravioli e cotture leggere), quella piccante e speziata del Sichuan e quella di Shanghai, ricca di pesce e frutti di mare.</p>
<p>Che cosa si può acquistare di caratteristico a Hong Kong? Chincaglierie di ogni tipo, se siete amanti del kitsch. Oppure wok (con l&#8217;apposito anello da appoggiare sul fornello) per continuare a cucinare alla cinese anche una volta tornati a casa, bellissimi mestoli in acciaio e legno, bilancine per misurare gli ingredienti e le spezie in cucina. E poi vasetti di zenzero, o la caratteristica salsa <em>Xo</em>, a base di frutti di mare essiccati. </p>
<p>Autore: <a href="http://www.travelfoo.it/" target="_blank">Travelfoo.it</a> </p>
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		<title>Nanya Rock (Taiwan, Cina)</title>
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		<pubDate>Sat, 31 Dec 2011 15:51:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nicoletta</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.solotravel.it/wp-content/uploads/2011/12/Nanya_rock_taiwan_cina.gif"><img src="http://www.solotravel.it/wp-content/uploads/2011/12/Nanya_rock_taiwan_cina.gif" alt="" title="Nanya_rock_taiwan_cina" width="500" height="375" class="alignnone size-full wp-image-8519" /></a></p>
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		<title>La stazione ferroviaria di Beijing West &#8211; Pechino (Cina)</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Dec 2011 08:02:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nicoletta</dc:creator>
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		<title>La villa imperiale, i giardini e il tempio buddhista di Chengde, in Cina</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Dec 2011 07:36:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nicoletta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dopo aver parlato di Datong, suggeriamo un&#8217;altra interessante escursione per chi visita Pechino. Stiamo parlando di Chengde, situata nella provincia dell&#8217;Hebei, e distante circa 300 chilometri dalla capitale, oltre la Grande Muraglia. La città, che anticamente si chiamava Jehol, conserva in quattro chilometri quadrati di superficie un&#8217;altissima densità di monumenti: ben 1862. Ovviamente è impossibile [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.solotravel.it/wp-content/uploads/2011/10/Chengde.gif"><img src="http://www.solotravel.it/wp-content/uploads/2011/10/Chengde.gif" alt="" title="Chengde" width="500" height="348" class="alignnone size-full wp-image-8174" /></a><br />
Dopo aver parlato di <a href="http://www.solotravel.it/21112011/datong-in-cina-il-fascino-dei-templi-e-dei-monasteri-rupestri/" target="_blank">Datong</a>, suggeriamo un&#8217;altra interessante escursione per chi visita Pechino. Stiamo parlando di <strong>Chengde</strong>, situata nella provincia dell&#8217;Hebei, e distante circa 300 chilometri dalla capitale, oltre la Grande Muraglia. La città, che anticamente si chiamava Jehol, conserva in quattro chilometri quadrati di superficie un&#8217;altissima densità di monumenti: ben 1862. Ovviamente è impossibile visitarli tutti, ma sarà difficile dimenticare la <a href="http://www.topbanner.it/lr/lr.php?i=799"  onMouseover="window.status='External link'; return true" onMouseout="window.status=''" onclick="return alinks_click(this);" title="bellezza"  rel="external">bellezza</a> del paesaggio in cui Chengde è immersa. Non a caso è stata annoverata dall&#8217;UNESCO tra i patrimoni dell&#8217;umanità.</p>
<p>La città ospitava la residenza estiva della dinastia imperiale Qing (1644-1912), costituita da vari palazzi, un laghetto, un territorio pianeggiante e un monte. Gli imperatori passavano qui alcuni mesi dell&#8217;anno e ricevevano visite ufficiali da sovrani, ministri e ambasciatori stranieri. Il complesso è chiamato <strong>Villa estiva imperiale</strong> ed è un vero tesoro architettonico, oltre che una della politica seguita dai Qing, che mirava all&#8217;unificazione sociale e religiosa tra le varie nazionalità di confine. Il Palazzo è costruito intorno a un cortile quadrato, tipico della cultura della Cina settentrionale. Invece, i vari giardini sono nello stile cinese centrale. Misura ben 10 chilometri il perimetro del muro in pietra che circonda la residenza ed è scandito da 72 splendide pietre miliari, ognuna delle quali è stata battezzata con un nome poetico dagli imperatori.</p>
<p>A Chengde si trova anche il <strong>Piccolo Potala</strong>, una sorta di riproduzione in miniatura del <a href="http://www.solotravel.it/02042009/una-visita-al-palazzo-del-potala-a-lhasa-tibet/" target="_blank">palazzo del Potala a Lhasa</a> e il Tempio Puning (&#8220;della pace universale&#8221;), anche noto come Tempio del grande Buddha, poiché ospita una statua lignea alta più di 20 metri e pesante 110 tonnellate. </p>
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		<title>Lago di Nam Tso &#8211; Tibet</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Nov 2011 08:07:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nicoletta</dc:creator>
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		<title>Datong, in Cina: il fascino dei templi e dei monasteri rupestri</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Nov 2011 23:05:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nicoletta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Oltre alla Grande Muraglia Cinese e all&#8217;esercito di terracotta di Xian, una delle escursioni preferite da chi ha più di qualche giorno da passare a Pechino è quella a Datong, città della provincia dello Shanxi, che dista circa 500 chilometri dalla capitale cinese. Datong può raggiungere assai comodamente con un treno notturno che impiega sei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.solotravel.it/wp-content/uploads/2011/10/Yungang.gif"><img src="http://www.solotravel.it/wp-content/uploads/2011/10/Yungang.gif" alt="" title="Yungang" width="300" height="215" class="alignleft size-full wp-image-8166" /></a>Oltre alla <a href="http://www.solotravel.it/14102008/la-grande-muraglia-cinese/" target="_blank">Grande Muraglia Cinese</a> e all&#8217;<a href="http://www.solotravel.it/18102008/il-mitico-esercito-di-terracotta-di-xian/" target="_blank">esercito di terracotta di Xian</a>, una delle escursioni preferite da chi ha più di qualche giorno da passare a <a href="http://www.solotravel.it/07112011/la-citta-proibita-e-quel-che-resta-dellantica-pechino/" target="_blank">Pechino</a> è quella a <strong>Datong</strong>, città della provincia dello Shanxi, che dista circa 500 chilometri dalla capitale cinese. Datong può raggiungere assai comodamente con un treno notturno che impiega sei ore oppure in aereo o con quattro ore di auto. Era l&#8217;antica capitale dei Wei Settentrionali, un&#8217;etnia di lingua turca che nel V secolo riuscì a unificare la Cina del Nord.</p>
<p>Datong è il punto di partenza per varie gite di estremo interesse. A soli 16 chilometri dalla città si trovano le cinquantatré <strong>grotte di Yungang</strong> (il nome significa &#8220;grotte della cresta delle nuvole&#8221;), tagliate nelle falesie dei Monti Wuzhou, in una zona nei pressi di un passo montano che costituisce una porta  per la Mongolia Interna. All&#8217;interno di esse, scavate per circa un chilometro nella nuda roccia, sono ospitati ben 51.000 Buddha, che risalgono proprio alla dinastia Wei (386-534); le statue sono impressionanti non solo per numero, ma anche per forma, colori e varietà di influssi artistici e ottimamente conservate grazie al riparo fornito dalla montagna. Le grotte sono tutelate dall&#8217;UNESCO tra i patrimoni dell&#8217;umanità. Qui sotto ne vedete solo alcuni esemplari tra i più noti.<a href="http://www.solotravel.it/wp-content/uploads/2011/10/Buddha_yungang.gif"><img src="http://www.solotravel.it/wp-content/uploads/2011/10/Buddha_yungang.gif" alt="" title="Buddha_yungang" width="300" height="225" class="alignright size-full wp-image-8167" /></a></p>
<p>Da non perdere anche la <strong>Pagoda Mu Ta</strong> di Yingxian, tutta in legno, ritenuta uno degli edifici di questo tipo più antichi della Cina. </p>
<p>A una settantina chilometri da Datong, tra i monti Heng Shan, si trova invece lo spettacolare <strong><a href="http://www.solotravel.it/28102009/monastero-di-xuankong-cina/" target="_blank">monastero sospeso di Xuankong Si</a></strong>, edificato su uno sperone di roccia a 50 metri dal suolo. Costruito quattordici secoli fa, è un complesso a più piani sostenuto da decine e decine di esili pali di legno. Al suo interno vi sono quaranta piccoli padiglioni collegati da passerelle sospese nel vuoto. Un&#8217;emozione che non si dimentica facilmente.</p>
<p><a href="http://www.solotravel.it/wp-content/uploads/2011/10/Xuankongsi.gif"><img src="http://www.solotravel.it/wp-content/uploads/2011/10/Xuankongsi.gif" alt="" title="Xuankongsi" width="500" height="333" class="alignnone size-full wp-image-8168" /></a></p>
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		<title>La Città Proibita e quel che resta dell&#8217;antica Pechino</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Nov 2011 07:03:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nicoletta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Asia]]></category>
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		<description><![CDATA[Poche città al mondo stanno cambiando sotto gli occhi dei residenti e dei turisti al ritmo di Pechino, che in cinese si chiama Beijing. In questi ultimi decenni la città ha visto l&#8217;apertura di un infinito numero immensi cantieri dove si grattacieli che pian piano vanno a sostituire gli ultimi isolati degli hutong (gli stretti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.solotravel.it/wp-content/uploads/2011/10/Pechino_citta_proibita.gif"><img class="alignnone size-full wp-image-8152" title="Pechino_citta_proibita" src="http://www.solotravel.it/wp-content/uploads/2011/10/Pechino_citta_proibita.gif" alt="" width="500" height="289" /></a><br />
Poche città al mondo stanno cambiando sotto gli occhi dei residenti e dei turisti al ritmo di <strong>Pechino</strong>, che in cinese si chiama Beijing. In questi ultimi decenni la città ha visto l&#8217;apertura di un infinito numero immensi cantieri dove si grattacieli che pian piano vanno a sostituire gli ultimi isolati degli <em>hutong</em> (gli stretti vicoli) e le <em>siheyuan</em> (case quadrate con una corte centrale). Nei parchi si stanno riqualificando i vecchi canali, ripavimentando le passeggiate, costruendo ponticelli e panchine in stile liberty, seminando aiuole ben curate. Si pensi che per le Olimpiadi del 2008 la città è stata rifatta quasi all&#8217;80%. Nel frattempo è divenuta più efficiente e pulita, ricca di stadii e impianti sportivi futuristici, un teatro lirico nazionale progettato da Paul Andreu (foto in basso), il più grande aeroporto del mondo (progettato da Norman Foster secondo le regole del feng shui), ultramoderni palazzi della finanza e uffici delle grandi corporation e doppia segnaletica in cinese e inglese. Tante boutique eleganti, ma anche negozi pieni di falsi di abbigliamento e accessori di tutti i tipi. Pechino ha un grande fascino, ma resta una città caotica, e soprattutto una delle dieci città più inquinate al mondo, nonostante il fatto che una massa di persone si sposti ancora in bicicletta.</p>
<p>La pianta della metropoli è un immenso quadrato che si sviluppa partendo dal cuore antico della Città proibita e suddiviso in sei anelli cittadini, ovvero dai quartieri delimitati mega-autostrade a sei corsie.</p>
<p>Il primo anello è solo virtuale, nel senso che è costituito dalle mura recentemente rifatte della città imperiale. Alla Città proibita &#8211; patrimonio UNESCO &#8211; si accede anche dalla monumentale <strong>Piazza Tiananmen</strong>, su cui si affacciano i palazzi del potere. Nell&#8217;immaginario collettivo questa è e sarà sempre soprattutto la piazza in cui l&#8217;esercito cinese, nel giugno 1989, dopo aver percorso l&#8217;arteria Changan Jie, sparò contro gli studenti in atto di protestare contro il regime comunista. <strong>La Città proibita</strong> è il palazzo-città delle dinastie imperiali Ming e Qing. Ha un&#8217;estensione enorme (720.00 metri quadrati), con 800 edifici tra cui templi e padiglioni, per un totale di 8886 stanze. Una visita richiede <em>almeno</em> una giornata intera e a dire il vero l&#8217;esplorazione risulta un po&#8217; ripetitiva. Comunque si tratta di un complesso impressionante, sempre traboccante di turisti. Qualcuno ha detto giustamente che, per la sua vastità, la Città è più &#8220;proibitiva&#8221; che &#8220;proibita&#8221;.</p>
<p>Il <strong>secondo ring</strong> è quello che racchiude la Pechino di Mao e quella storica. Qui si trova il <strong>Tempio del cielo</strong>, un complesso di edifici taoisti la cui costruzione iniziò nel 1420: al solstizio d&#8217;inverno l&#8217;imperatore con il suo seguito si stabiliva all&#8217;interno dei palazzi per pregare per un buon raccolto. Alle spalle della Città proibita, vale una visita il <strong>parco di Jingshan</strong>, che include una collina del quale si può ammirare la distesa dei palazzi imperiali, con padiglioni, giardini, tetti gialli, laghetti: un&#8217;immagine indimenticabile.</p>
<p>Il <strong>terzo anello</strong> rappresenta la Pechino dopo le riforme di Deng Xiaoping e l&#8217;apertura verso il capitalismo: questo è il business district, con i grandi hotel appartenenti catene internazionali e i primi grandi palazzi che furono costruiti nella capitale cinese.</p>
<p>Il <strong>quarto anello</strong> è quello che contiene il <strong>villaggio olimpico</strong>, la <strong>cittadella dell&#8217;arte</strong> e i nuovi agglomerati urbani che vanno a sostituirsi ai casermoni cinesi.</p>
<p>Il <strong>quinto anello</strong> e il <strong>sesto anello</strong> sono quelli del futuro: ospitano le fabbriche delle multinazionali e i villaggi residenziali e sono assai poco cinesi.</p>
<p>Oggi come oggi, Pechino offre di tutto: shopping, gallerie d&#8217;arte, divertimenti notturni di ogni tipo. Per non parlare del cibo &#8211; straordinariamente gustoso, e molto economico: nulla, ma proprio nulla a che fare con la cucina cinese che si può assaggiare in Italia.</p>
<p>Certo la vecchia Pechino non c&#8217;è più e non sono pochi quelli che la rimpiangono: i vicoli, le abitazioni a corte, l&#8217;insieme urbano frammentato da mura, porte, cortili, bastioni, pagode &#8211; una città che per molti versi era rimasta ancora molto simile ai tempi del feudalesimo. Ormai Beijing è la metropoli dell&#8217;era della globalizzazione per antonomasia.</p>
<p>Ma per chi non ha nostalgie o ha conosciuto solo la città moderna, può davvero dire che a Pechino, a parte il cielo pulito, non manca praticamente nulla.</p>
<p><a href="http://www.solotravel.it/wp-content/uploads/2011/10/Cina_Teatro_nazionale_Pechino.gif"><img class="alignnone size-full wp-image-8153" title="Cina_Teatro_nazionale_Pechino" src="http://www.solotravel.it/wp-content/uploads/2011/10/Cina_Teatro_nazionale_Pechino.gif" alt="" width="500" height="225" /></a></p>
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		<title>Gli spettacolari tornanti del monte Tianmen in Cina</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Oct 2011 06:23:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nicoletta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Asia]]></category>
		<category><![CDATA[Cina]]></category>
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		<description><![CDATA[Il monte Tianmen si trova nella provincia cinese di Hunan, vicino alla città di Dayong. Non bisogna confonderlo con la il nome della tristemente famosa piazza Tienanmen di Bejing, con cui non ha nulla a che fare e da cui dista migliaia di chilometri. Per raggiungere la cima della montagna bisogna percorrere una strada con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.solotravel.it/wp-content/uploads/2011/09/Tianmen_mountain_tornanti.gif"><img class="alignleft size-full wp-image-7777" title="Tianmen_mountain_tornanti" src="http://www.solotravel.it/wp-content/uploads/2011/09/Tianmen_mountain_tornanti.gif" alt="" width="294" height="300" /></a>Il <strong>monte Tianmen</strong> si trova nella provincia cinese di Hunan, vicino alla città di Dayong. Non bisogna confonderlo con la il nome della tristemente famosa piazza Tienanmen di Bejing, con cui non ha nulla a che fare e da cui dista migliaia di chilometri.</p>
<p>Per raggiungere la cima della montagna bisogna percorrere una strada con ben novantanove stretti tornanti capaci di dare le vertigini a chiunque.</p>
<p>Una volta arrivati in cima occorre salire i 999 gradini della Tianti (&#8220;scala verso il cielo&#8221;). Per fare tutto questo ci vuole coraggio e fatica, ma lo sforzo è ampiamente ricompensato dallo straordinario panorama di cui si gode alla cima del monte, dove si trovano un ampio arco di roccia naturale e un tempio buddista.</p>
<p>La strada , finita di costruire nel 2005 colma un dislivello di ben 1100 metri, portando a un&#8217;altezza di 1300 metri sul livello del mare.</p>
<p>Per coloro che non se la sentono di percorrere i tornanti, c&#8217;è anche la possibilità di salire su una funivia che percorre 7,5 chilometri e porta dalla città alla vetta o meglio, ai piedi della scala. Ha 98 cabine, ognuna delle quali per 8 persone, ed è studiata per resistere a tempeste e terremoti.</p>
<p>A questo punto lasciamo la parola alle immagini, in ordine cronologico di ascesa e discesa.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.solotravel.it/wp-content/uploads/2011/09/Tianmen_mountain_tornanti_2.gif"><img class="size-full wp-image-7778 aligncenter" title="Tianmen_mountain_tornanti_2" src="http://www.solotravel.it/wp-content/uploads/2011/09/Tianmen_mountain_tornanti_2.gif" alt="" width="295" height="296" /></a><br />
<a href="http://www.solotravel.it/wp-content/uploads/2011/09/Tianmen_mountain_funicolare.gif"><img class="size-full wp-image-7779 aligncenter" title="Tianmen_mountain_funicolare" src="http://www.solotravel.it/wp-content/uploads/2011/09/Tianmen_mountain_funicolare.gif" alt="" width="300" height="164" /></a></p>
<p><a href="http://www.solotravel.it/wp-content/uploads/2011/09/Tianmen_mountain_funicolare_2.gif"><img src="http://www.solotravel.it/wp-content/uploads/2011/09/Tianmen_mountain_funicolare_2.gif" alt="" title="Tianmen_mountain_funicolare_2" width="300" height="218" class="aligncenter size-full wp-image-7781" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.solotravel.it/wp-content/uploads/2011/09/Tianmen_mountain_salita_2.gif"><img class="size-full wp-image-7775 aligncenter" title="Tianmen_mountain_salita_2" src="http://www.solotravel.it/wp-content/uploads/2011/09/Tianmen_mountain_salita_2.gif" alt="" width="333" height="500" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.solotravel.it/wp-content/uploads/2011/09/Tianmen_mountain_salita1.gif"><img class="size-full wp-image-7776 aligncenter" title="Tianmen_mountain_salita" src="http://www.solotravel.it/wp-content/uploads/2011/09/Tianmen_mountain_salita1.gif" alt="" width="500" height="253" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.solotravel.it/wp-content/uploads/2011/09/Tianmen_mountain_discesa.gif"><img class="size-full wp-image-7780 aligncenter" title="Tianmen_mountain_discesa" src="http://www.solotravel.it/wp-content/uploads/2011/09/Tianmen_mountain_discesa.gif" alt="" width="488" height="303" /></a></p>
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		<title>Veduta di Lhasa (Tibet)</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Aug 2011 06:36:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nicoletta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Asia]]></category>
		<category><![CDATA[Cina]]></category>
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		<title>La Grande Muraglia cinese sotto la neve</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Dec 2010 14:35:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nicoletta</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Cina]]></category>
		<category><![CDATA[Foto]]></category>

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